Pubblicato il 18/09/2026
Dopo le due anteprime di Santa Marinella, con l’Anno che verrà, presentato dal trio Servillo, Girotto, Mangalavite e Canto Conte con Ilaria Pilar Potassini & Angelo Valori & Medit Orchestra, il festival Una Striscia Di Terra Feconda prende il via venerdì 25 settembre e prosegue il suo viaggio all’insegna dell’innovazione e della ricerca sino al 25 ottobre, muovendosi a Roma tra Casa del Jazz, Museo Macro e il Teatro Tor Bella Monaca
Diretto da Paolo Damiani e da Armand Meignan, il festival nasce nel 1998 per sostenere e valorizzare la cultura musicale del jazz più sperimentale, favorendo l’accesso e la partecipazione ad eventi di alta qualità. Un impegno portato avanti con sempre maggiore determinazione dalla direzione artistica, e che ha reso Una Striscia Di Terra Feconda un modello per il suo approccio artigianale all’azione culturale. Ogni concerto, infatti, diventa un pezzo unico, progettato in piccola scala e in grado di poter esistere accanto ai grandi eventi.
Per l’appuntamento di venerdì 25 settembre riflettori puntati sulla Casa del Jazz dove arriva il trio Riessler, Melozzi e Riessler, una formazione che riunisce tre voci distintive della musica europea contemporanea: Enrico Melozzi (violoncello), Michael Riessler (clarinetto basso) e Lorenzo Riessler (batteria). Radicato nel jazz, nella musica contemporanea e nell’improvvisazione, il trio si muove con naturalezza tra composizione e spontaneità. La combinazione di violoncello, clarinetto basso e batteria apre un ampio spettro espressivo, da trame liriche a passaggi ritmicamente intensi, riflettendo anche il percorso artistico di Melozzi come direttore musicale, dal Festival di Sanremo al Teatro alla Scala.

Sabato 26 settembre, sempre alla Casa del Jazz, è in programma Roberto Gatto Trio con Marco Molendini in Around Miles and Trane. Miles Davis e John Coltrane: due geni della musica, due inventori immaginifici, due simboli di un’America creativa, due amici legati da una storia profondamente connessa. Per rievocare la loro forza contagiosa, tutt’ora fortemente evocativa, Roberto Gatto e Marco Molendini uniscono musica e parole, suoni e storie in un viaggio libero, costruito per rendere omaggio a quei due maestri del jazz con gli occhi e le orecchie di oggi. Una produzione originale per questa edizione di Una Striscia di Terra Feconda.
Un doppio appuntamento per domenica 27 settembre: in mattinata (ore 11) alla Casa del Jazz, indagini disegnate e partiture musicali dialogano nell’architettura del qui e ora grazie a Ludus Gravis, ensemble di soli contrabbassi dedito alla ricerca e all’esplorazione di nuova musica. Nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato, fin dal suo debutto nel 2010 Ludus Gravis ha rappresentato un’autentica novità nel panorama musicale contemporaneo. Nel pomeriggio (ore 18), sempre alla Casa del Jazz, Lorenzo Simoni Quartet con Javier Girotto. Lorenzo Simoni, Vittorio Solimene, Giulio Scianatico e Fabrizio Doberti incontrano Javier Girotto. Non si tratta di un semplice quartetto con ospite bensì di un vero e proprio gruppo con un suo repertorio e una sua identità. In repertorio saranno presenti composizioni edite ed inedite di Girotto e Simoni.

Doppio appuntamento alla Casa del Jazz anche venerdì 2 ottobre: si inizia (ore 19.30) con Sarah Chaksad Quartet, protagonista una delle voci più interessanti del jazz europeo. Sassofonista e compositrice svizzera, ha conquistato il pubblico e la critica internazionale grazie a produzioni originali e concerti di grande impatto. Con il suo nuovo quartetto, Sarah Chaksad apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico, presentando composizioni e arrangiamenti inediti. A seguire, A forza di essere vento con Maria Laura Baccarini (voce) e Hélène Labarrière (contrabbasso), un concerto interamente basato su canzoni di Fabrizio De André. Solo corde, per lasciare alla profondità delle parole tutto il suo spazio
Sabato 3 ottobre, alla Casa del Jazz, alle 19,30 si apre con il vincitore del Gruppo Under 35 della Residenza “Una Striscia di Insulae Mediterranee” (bando di concorso nazionale): VMV Trio feat. Laurent Dehors, Il VMV Trio nasce dall’incontro di tre giovani musicisti pugliesi: Vincenzo Di Gioia al sax alto, Marco Cutillo alla chitarra e Vito Tenzone alla batteria, e si concentra fin da subito sulla ricerca, attraverso composizioni originali, di sonorità personali e identificative, vicine al mondo del jazz contemporaneo e della musica da film. Ospite del trio il clarinettista Laurent Dehors. A seguire, Jacky Molard Quartet. Dopo oltre trent’anni trascorsi a rinnovare profondamente la musica popolare bretone, aprendola alle infinite suggestioni delle musiche del mondo, il violinista Jacky Molard ha dato vita a un quartetto insieme a Hélène Labarrière (contrabbasso), Yannick Jory (sassofoni) e Janick Martin (fisarmonica).

Nuovo doppio appuntamento, domenica 4 ottobre, alla Casa del Jazz. in apertura (ore 18) è la volta di Thomas Lasca Quartet ospite Javier Girotto Prime Parole. Si tratta del primo progetto da solista del giovane chitarrista marchigiano Thomas Lasca, affiancato da Emilio Marinelli (pianoforte e synth) e da Andrea Elisei (batteria e drumpad). Una formazione piuttosto particolare dove il ruolo del basso viene diviso tra la chitarra e il piano, con la batteria che fa da collante e da motore ritmico del gruppo. Per impreziosire la vena melodica dei brani Lasca si affida al sax soprano e baritono di Javier Girotto. A seguire, Canto Conte Trio, il nuovo progetto di Ilaria Pilar Patassini, dedicato a una rilettura del mondo delle canzoni di Paolo Conte. Nella versione in trio, Pilar presenta il progetto in una veste essenziale e intensa, accompagnata da Simone Sansonetti alla chitarra e da Andrea Colella al contrabbasso. Un live che restituisce la ricchezza di sfumature, l’ironia sottile e la profondità poetica dell’universo di Paolo Conte.
Mercoledì 7 ottobre, al Teatro di Tor Bella Monaca (ore 21), grande attesa per il duo Javier Girotto e Vince Abbracciante. Il giovane nuovo talento della fisarmonica e l’argentino Javier Girotto, propongono una musica originale, regalando “nuovi ponti tra il jazz, il folclore, il tango”. Improvvisazione libera e scrittura neoclassica con stralci malinconici e raffinatezza espressiva del loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero introspettivo. Giovedì 8 ottobre (ore 19,30), ritorno alla Casa del Jazz, con un doppio appuntamento: il trombettista toscano Jacopo Fagioli, vincitore del premio “Nuovo Talento” al Top Jazz 2025, presenterà Dialogue, il suo secondo album da leader. Alla guida di un quartetto con Davide Strangio (chitarra), Amedeo Verniani (contrabbasso) e Mattia Galeotti (batteria). A seguire, Ambrosetti, Angeleri, Esposito trio. Il sodalizio tra il pianista Claudio Angeleri, il flicornista Franco Ambrosetti e il bassista Marco Esposito nasce negli anni Novanta come colonna sonora di diversi progetti multidisciplinari in cui l’improvvisazione si intreccia con la letteratura, il teatro e la luce grazie al contributo di diversi artisti.

Sabato 10 ottobre, alla Casa del Jazz (ore 19.30), è il momento di Franco D’Andrea piano solo. Con oltre 160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni.
Domenica 11 ottobre, spazio ad Alta Formazione Jazz, tre progetti nati dalla collaborazione con importanti istituzioni formative. Nel corso della serata (ore 18, Casa del Jazz) si avvicenderanno tre formazioni. In apertura il debutto di “Wildflowers”, un prestigioso ensemble nato dalla collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno, con Elena Paparusso voce, Mario Sacchettino voce, Pasquale Geremia sassofono tenore, Giada De Prisco chitarra, Carmine Storzillo pianoforte, Christian Trotta basso elettrico e Riccardo Leone batteria. Il nome evocativo, oltre a richiamare la spontaneità dei fiori selvatici, rende omaggio a uno dei brani manifesto di Wayne Shorter, tra i più grandi e rivoluzionari compositori della storia del jazz. A seguire, Roberto Ottaviano Chansons en trois couleurs, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari, un progetto nato dall’idea che esista una sottile linea transalpina capace di unire, al di là dei confini geografici, lo spirito di alcuni fra i più grandi musicisti francesi e italiani. A chiudere la serata, Rosario Giuliani Hammond Jazz trio, in collaborazione con Saint Louis College of Music. Un progetto che nasce tra le aule del Saint Louis College of Music e prende vita sul palco grazie all’incontro tra esperienza, formazione e creatività.

Martedì 13 ottobre, al Teatro Tor Bella Monaca è il momento di Gabriele Coen/ Donatella Patino Quintet “Respiro”. In questa formazione la musica si arricchisce dell’interpretazione improvvisativa e coreografica che esplora i simbolismi legati all’atto del respiro. Un dialogo continuo in cui suono e movimento si scambiano costantemente il ruolo di guida creando suggestioni e paesaggi sonori coinvolgenti. Domenica 18 ottobre, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri, va in scena Note di Piacere, spettacolo tratto da Il Piacere di Gabriele D’Annunzio, con Barbara Bovoli (voce narrante) e Paolo Damiani (contrabbasso, e composizioni), in cui l’improvvisazione tipica della jam session jazz, diventa un dialogo tra voce e note. Sabato 24 ottobre, al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone, Paolo Damiani presenta il nuovo progetto Last Land Band, un repertorio in bilico tra jazz e canzone, caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma anche da autori come Charles Mingus, Rodriguez, Ramirez, Jony Mitchell, Haden, nonché brani dei Beatles e di De Andrè.

Per la chiusura di Una Striscia Di Terra Feconda edizione 2026, appuntamento domenica 25 ottobre al Museo Macro, a partire dalle 17. Ad aprire il duo composto da Mederic Collignon, (tromba) e Christophe Monniot (sassofono). La loro complicità dura da diversi decenni, attraverso ogni sfumatura del jazz e delle musiche elettriche o sinfoniche. Il loro vocabolario è prolisso e consente una libertà totale, delineando contorni interiorizzati di una riservatezza marcata o i raggi di un’espressività traboccante. A seguire, Eric Sèva e Daniel Zimmerman, due solisti d’eccezione che hanno deciso di prolungare la loro esperienza comune esplorando una formula intimista e del tutto inedita: il duo sax baritono / trombone, una combinazione di suoni che sprigiona una vibrazione calda, profonda e potente.
Link al programma Una Striscia Di Terra Feconda 2026
Scheda socio I.Jazz Associazione Teatro dell’Ascolto ETS
