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Un viaggio sonoro che intreccia musica, architettura, paesaggio. Dal 29 maggio al 7 giugno torna NovaraJazz con una nuova identità visiva e un focus sulla scena svizzera

Pubblicato il 20/05/2026

Home Page › Notizie › In evidenza › Un viaggio sonoro che intreccia musica, architettura, paesaggio. Dal 29 maggio al 7 giugno torna NovaraJazz con una nuova identità visiva e un focus sulla scena svizzera

Un viaggio sonoro diffuso tra Novara e il suo territorio, capace di intrecciare musica contemporanea, architettura, paesaggio, patrimonio storico e cultura enogastronomica. E’ questo il ‘ritratto’ della ventitreesima edizione di NovaraJazz, in programma dal 29 maggio al 7 giugno tra città e provincia con una speciale attenzione alla scena svizzera in collaborazione con Pro Helvetia e una nuova identità visiva, curata da Tomo Tomo, studio milanese di design della comunicazione fondato da Davide Di Gennaro e Luca Pitoni.

Un progetto culturale sempre più riconoscibile nel panorama nazionale e internazionale, NovaraJazz rinnova anche nel 2026 la propria vocazione di portare il jazz fuori dai confini tradizionali del palco, raccontandolo come linguaggio aperto, vivo, capace di accogliere influenze diverse e di leggere il presente attraverso il suono, guardando a nuove produzioni, come quelle sostenute da WeStart – Centro di Produzione Musica del Piemonte Orientale.

Ad anticipare la manifestazione, la consueta collaborazione con Circolo dei Lettori – Novara, che per quattro martedì, proprio come in un percorso di preparazione al festival, ospita presso i suoi spazi al Castello di Novara Storie di Jazz, un viaggio tra letteratura e musica alla (ri)scoperta dei nomi più grandi della storia del genere.

Il primo weekend del festival, dedicato in modo particolare alla scena svizzera, si aprirà venerdì 29 maggio da Opificio Cucina & Bottega, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Jazz Women” di Paolo Caivano, seguita dal concerto di Aural Trio e dalla consueta jam session. Da sabato 30 maggio il festival entrerà nel vivo sul territorio provinciale: da Villa Caccia a Romagnano Sesia, dove sarà protagonista il Lea Maria Fries Quartet, a Casa Antonelli a Maggiora con Julie Campiche, fino al Soul Bar di Oleggio con Taurn. Domenica 31 maggio il percorso proseguirà tra Villa Picchetta a Cameri, con Jacopo Fagioli & Giulia Barba, e Al Castello di Cavagliano, dove il focus svizzero continuerà con District Five.

Accanto alla musica, la grande novità di questa edizione sarà l’introduzione di visite guidate dedicate al percorso antonelliano. NovaraJazz infatti aderisce al progetto Rete Antonelliana. Cultura che unisce, un ulteriore passo nel lavoro di valorizzazione già avviato negli anni precedenti, che nel 2026 trasforma l’esperienza del festival in un’occasione di scoperta culturale. Le visite saranno condotte da guide professioniste e introdotte dalla Delegazione FAI di Novara: sabato 30 maggio, alle ore 15, Federica Mingozzi guiderà il pubblico alla scoperta del Santuario di Boca, mentre alle ore 16.30 accompagnerà la visita allo Scurolo di Sant’Agapito a Maggiora. Domenica 31 maggio, alle ore 11.30, Francesca Bergamaschi condurrà la visita all’Asilo Alessandro Antonelli di Bellinzago Novarese.

Il secondo weekend porterà invece NovaraJazz nel cuore della città, con il Broletto come centro pulsante del festival e una costellazione di luoghi che diventeranno parte integrante del racconto musicale. Si parte giovedì 4 giugno con due momenti di particolare rilievo: Gianni Coscia, mito della fisarmonica jazz, riceverà la Chiave d’Oro 2026 e si esibirà in solo nel Salone d’Onore del Tribunale; la serata proseguirà al Salone dell’Arengo del Broletto con Laura Jurd e il progetto “Rites & Revelations”, in un dialogo tra jazz e folk, luce e oscurità, scrittura contemporanea e forza evocativa del luogo.

Venerdì 5 giugno il centro storico sarà attraversato dall’energia della Funkasin Street Band, che porterà la musica tra le vie della città, prima del concerto di Yvonne Moriel::sweetlife alla Canonica del Duomo. La serata al Broletto vedrà poi in scena Instant Cypher, produzione WeStart che intreccia danza hip-hop, improvvisazione jazz e ricerca performativa, seguita dalla prima italiana assoluta di DAOUD, trombettista franco-marocchino tra lirismo, funk, hip-hop, afrobeat e spirito anti-convenzionale. A chiudere, il dj set di Angie Back to Mono e DJ Pinello.

Sabato 6 giugno tornerà NJ Street Jazz, l’appuntamento che trasforma il centro città in un grande palcoscenico a cielo aperto grazie alla partecipazione di conservatori e istituti musicali del Nord Italia. La giornata si aprirà al Biscottificio Camporelli con il solo di Naomi Berrill, proseguirà nel Giardino di Palazzo Natta con WITCHESS, progetto interdisciplinare sostenuto da WeStart che unisce musica, letteratura e performance, e arriverà a Palazzo Bellini con Rita Marcotulli, altra Chiave d’Oro 2026, protagonista di un recital in piano solo. Alle Mura Romane spazio a PSOAS, nuova produzione WeStart, prima della serata al Broletto con Alsogood e Fabrizio Bosso Spiritual Trio, uno dei progetti più intensi del trombettista torinese, tra gospel, spiritual e hard-bop; concluderanno la serata di nuovo in console Angie Back to Mono e DJ Pinello.

Domenica 7 giugno il festival accompagnerà il pubblico verso la chiusura con una giornata costruita come un itinerario urbano e musicale. Dopo il ritorno di NJ Street Jazz, la mattina partirà dalla Chiesa di San Giovanni Decollato con Nicola Tirelli in solo all’organo, per poi proseguire alla Galleria Giannoni con Claude Tchamitchian, protagonista del tradizionale appuntamento dedicato al contrabbasso. Nel pomeriggio la Chiesa del Carmine ospiterà il duo formato da Naïssam Jalal e Claude Tchamitchian, mentre il Museo di Storia Naturale Faraggiana accoglierà Luca Zennaro & Michelangelo Scandroglio con “Cinema Italia”. La chiusura al Broletto sarà affidata alla Dedalo Big Band Jazz Lab e a Bassolino, con il suo progetto “Città Futura”: un live che attraversa funk, jazz, elettronica e sonorità mediterranee, immaginando una città possibile, viva, inclusiva e piena di contaminazioni.

“Una 23ª edizione ancora più internazionale – dichiara il direttore artistico Corrado Beldì –. Una nuova immagine, un palco tecnologico, l’itinerario antonelliano e le nuove produzioni WeStart per un festival che è sempre più il risultato di un anno di lavoro alla ricerca dei suoni più interessanti del nostro tempo. Il festival sarà anche l’occasione per presentare quattro nuove produzioni WeStart come Instant Cypher, Witchess, PSOAS e Alsogood, che proseguono il programma del nostro centro di produzione Musica, giunto ormai alla quinta annualità e a prosecuzione di una tradizione di residenze artistiche che NovaraJazz porta avanti fin dalla fondazione”.

Come ogni anno, NovaraJazz sarà anche convivialità e cultura del gusto. Il legame tra musica, cibo e vino continuerà ad accompagnare il festival attraverso il format Taste of Jazz, che valorizza l’incontro tra l’eccellenza dei giovani talenti del jazz nazionale e internazionale e la ricchezza della tradizione enogastronomica del territorio. Un’esperienza sensoriale che è parte integrante dell’identità del festival e che contribuisce a raccontare Novara e il suo territorio attraverso i sapori, oltre che attraverso i suoni.

Link al programma NovaraJazz 2026
Scjeda socio I-Jazz Associazione Rest-Art

Categoria: In evidenza Tag: Corrado Beldì, festival, jazz, Novara, NovaraJazz, Piemonte, scena svizzera, WeStart Centro di produzione del Piemonte Orientale

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