• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
I-Jazz

I-Jazz

  • Progetti
    • Nuova Generazione Jazz
    • Città (in)visibili
    • Il lavoro della musica
    • Il jazz italiano per le terre del sisma
    • Constellations
    • Jazz Takes The Green
  • Eventi
    • Prossimi eventi
    • Archivio Eventi
    • Festival & Rassegne
  • Notizie
  • About
    • Associazione I‑Jazz
    • Il team
    • I soci di I-Jazz
  • Login
  • Area Soci
    • Tutti i documenti
    • Logout

“Um/Welt” il nuovo progetto di Marco Centasso: un invito a mettersi in ascolto dell’altro, oltre il confine tra umano e non umano

Pubblicato il 09/05/2025

Home Page › Notizie › In evidenza › “Um/Welt” il nuovo progetto di Marco Centasso: un invito a mettersi in ascolto dell’altro, oltre il confine tra umano e non umano

Ogni organismo non solo abita un ambiente, ma lo plasma e lo trasforma costantemente attraverso la sua esperienza del mondo: è questo il significato del termine “umwelt”, introdotto dal biologo Jakob Uexküll, uno dei fondatori dell’etologia contemporanea, a cui si ispira il nuovo progetto del contrabbassista e compositore Marco Centasso.

Nato dall’incontro tra il contrabbasso di Centasso, la voce e l’oud della giovanissima Sarra Douik, il sassofono e il clarinetto basso di Manuel Caliumi, e l’elettronica di Riccardo Sellan, il progetto Um/Welt (Parco della Musica Recors) dà vita a un intenso intreccio sonoro, in cui la musica diventa un mezzo per esplorare nuove possibilità di comunicazione, trascendendo il confine tra umano e non umano.

I testi delle canzoni, cantati in inglese, arabo e in lingue inventate si muovono tra gli elementi più accattivanti del jazz contemporaneo, della musica elettronica sperimentale e delle tradizioni mediterranee. Un album che disegna un paesaggio sonoro in continua evoluzione, fatto di percezioni, significati e risonanze.

Per saperne di più di questa nuova sfida creativa di Marco, tra i protagonisti dell’edizione 2025 di Nuova Generazione Jazz e artista selezionato dal Centro di Produzione WeStart di Novara Jazz, lo abbiamo raggiunto alla vigilia del lancio di Um/Welt e di un tour importante che lo vedrà impegnato in Italia e all’estero.

Il progetto Um/Welt è pronto a prendere il largo: puoi raccontarci cosa racchiude delle tue esperienze precedenti?

Um/Welt rappresenta, in un certo senso, un cataclisma inaspettato rispetto al precedente lavoro di Hidden Rooms. Eppure, come accade in ogni eruzione, alluvione o terremoto, la materia che si sprigiona è la stessa che muta disposizione. Alcuni elementi si mantengono in continuità con le mie esperienze precedenti: il dialogo tra jazz e musica contemporanea, l’interesse per tematiche scientifiche e psicologiche, il rapporto paritario tra scrittura e improvvisazione – anche libera – e l’uso del clarinetto basso in una forte relazione timbrica con il contrabbasso.

E cosa invece accoglie di completamente nuovo?

Ci sono elementi di discontinuità importanti. Innanzitutto, l’assenza di batteria, percussioni e pianoforte, strumenti che in Hidden Rooms erano invece centrali, in particolare per il lavoro ritmico e gli incastri tra contrabbasso, piano e batteria. Essendo io bassista di formazione, il ritmo è sempre stato il mio punto di partenza: poliritmie, polimetrie, tutto ciò che ruota attorno al tempo e al suo sviluppo. Per questo motivo, in Um/Welt ho voluto mettermi alla prova, scegliendo di comporre musica senza partire dal consueto dialogo basso-batteria. È stata una sfida inizialmente spiazzante, ma estremamente stimolante, che mi ha spinto fuori dalla comfort zone, aprendomi a nuove soluzioni e ispirazioni.

Un altro elemento nuovo è l’integrazione della musica elettronica, che si affianca alla mia costante ricerca di un linguaggio musicale ibrido, capace di fondere jazz, musica contemporanea, avanguardia, pop e improvvisazione libera. In questo senso, Um/Welt va ancora più in profondità, tentando di sintetizzare non solo le esperienze musicali, ma anche quelle sensoriali ed emotive che mi attraversano quotidianamente. È proprio questa ricerca il cuore del concetto di umwelt: la realtà come mondo percepito, unico per ogni essere vivente.

In piena consonanza con questa visione – e in continuità con il lavoro precedente – un elemento fondamentale di Um/Welt è l’ascolto reciproco, inteso come pratica costante tra i musicisti, ma anche come apertura all’ambiente sonoro. Il suono diventa così uno spazio di interazione, in cui ogni gesto musicale assume senso solo nella relazione con l’altro, umano o non umano.

Ci guidi alla scoperta dei testi dei brani? Da dove partiamo?

In effetti anche i testi giocano un ruolo fondamentale della ricerca attorno al concept del progetto. Nel brano Um/Welt ho intrecciato due fonti d’ispirazione: la laguna di Venezia, dove sono nato e cresciuto, e una frase che mi accompagna da anni come un mantra: “Io sono perché tu sei”. La laguna incarna la fragilità e la forza di un ecosistema in equilibrio instabile. La frase richiama una verità essenziale: esistiamo solo in relazione agli altri – umani, animali, oggetti, suoni. Il suono, in questo contesto, è spazio di relazione e ascolto reciproco. Nella seconda parte del brano, parole legate alla laguna emergono come echi in uno spazio rarefatto.

In Deserts are not dead, il punto di partenza è stata una riflessione sulla nozione di deserto come spazio vuoto, inabitato, inospitale – una rappresentazione che spesso ne giustifica lo sfruttamento, la conquista, l’estrazione. Ma ogni deserto è vivo e resistente, capace di ribellarsi a questa narrazione. Il brano tenta di restituire questa vita nascosta: non solo nei deserti canonici, ma anche nei deserti urbani, nelle foreste devastate, nei territori sospesi. 

E proseguendo il ‘viaggio’ tra i brani dell’album?

Posthuman Lullaby è una ninna nanna cantata dal mondo inteso come Gaia – un sistema vivente e interconnesso che si rivolge alle sue creature. La sua voce è dolce e inquietante al tempo stesso: culla, ma mette in guardia. Invita a non cedere al sonno dell’indifferenza, ma a svegliarsi e insorgere contro l’essere umano dominante, distruttivo e arrogante. Infine, Lunara è nata da una stretta collaborazione durata settimane con un’intelligenza artificiale, nello specifico con ChatGPT. Il prompt iniziale era quello di scrivere un testo in una lingua inventata, come se fosse parlata dagli edifici distrutti a Gaza. Ne è nato un esperimento compositivo e linguistico che ha generato un testo letteralmente più-che-umano: il risultato di un’interazione ibrida tra umano e macchina, una voce rituale e arcaica, che cerca di dare corpo a una memoria spezzata.

Sei tra i protagonisti dell’edizione 2025 del progetto Nuova Generazione Jazz e tra gli artisti selezionati dal Centro di Produzione WeStart di Novara Jazz per il 2024: due sfide importanti, come le stai vivendo?

Le sfide proposte da WeStart e Nuova Generazione Jazz le ho accolte con grande entusiasmo. Um/Welt è un progetto nato proprio grazie al sostegno di WeStart. Attraverso un’intensa residenza artistica, abbiamo avuto l’opportunità di creare e arrangiare tutte le partiture che avevo composto in precedenza, trasformandole grazie alla collaborazione attiva di tutti i membri del gruppo. Questo processo ci ha condotti fino alla registrazione in studio.

Con Nuova Generazione Jazz si aprono ora nuove sfide, tra cui quella — fondamentale — di portare Um/Welt a un pubblico più ampio, attraverso presentazioni in festival nazionali e internazionali. È un’occasione significativa, che ci permetterà di sperimentare e mettere alla prova il lavoro svolto finora. Il primo vero banco di prova sarà il 19 giugno, sul palco del MEDIMEX – International Festival & Music Conference di Taranto, dove presenteremo il progetto a un pubblico esperto. Siamo davvero entusiasti di questa opportunità e non vediamo l’ora di confrontarci con questa esperienza.

Alla fine di questo anno impegnativo, cosa ti piacerebbe ‘portare a casa’?  

Guardando al futuro, mi piacerebbe che Um/Welt riuscisse a raggiungere ascoltatori di ogni tipo, attraversando confini stilistici e culturali. Il titolo stesso del progetto — che richiama il concetto di Umwelt, ovvero l’universo percettivo proprio di ciascun essere vivente — riflette il desiderio di esplorare e creare spazi d’ascolto plurali, in cui ogni individuo possa trovare un proprio accesso, una propria risonanza. Ho sempre creduto nel potenziale della contaminazione tra linguaggi e nella forza del dialogo tra mondi diversi, e uno degli obiettivi principali è che questo progetto non resti confinato ai festival o ai club specializzati in jazz, ma trovi casa anche in contesti musicali più ibridi.

Il mio intento è costruire un dialogo autentico con un pubblico eterogeneo: dal purista del jazz tradizionale all’ascoltatore di avanguardia, da chi vive la musica contemporanea a chi si muove nell’universo elettronico. In fondo, Um/Welt è anche un invito a mettersi in ascolto dell’altro, da qualsiasi punto d’ascolto provenga.

Scheda progetto Nuova Generazione Jazz 2025

Categoria: In evidenza

Footer

  • Contatti
  • Trasparenza amministrativa
  • Codice Etico I-Jazz
  • scrivici
  • facebook
  • twitter
  • instagram

©2021 Associazione I-Jazz
viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma — Sede legale
via Cimabue 24, 50121 Firenze — Sede operativa
P.IVA 05829180487

  • Privacy policy
  • Cookie Policy

credits: TP

Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferences
The technical storage or access is necessary for the legitimate purpose of storing preferences that are not requested by the subscriber or user.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. The technical storage or access that is used exclusively for anonymous statistical purposes. Without a subpoena, voluntary compliance on the part of your Internet Service Provider, or additional records from a third party, information stored or retrieved for this purpose alone cannot usually be used to identify you.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}