Pubblicato il 04/05/2026
Tra visione e futuro AngelicA | Festival Internazionale di Musica, in programma a Bologna dal 5 al 30 maggio, prosegue il suo viaggio in territori sonori inediti. Un festival onnivoro, dove la musica diventa un’esperienza che abita e risignifica lo spazio, la diversità si trasforma in necessità e la tradizione in una materia fluida, costantemente proiettata verso il futuro.
15 concerti in 12 giorni, 2 prime apparizioni italiane, 8 prime assolute, 2 prime europee, 8 prime italiane, con artisti provenienti da ben 16 paesi: un mese di concerti che si svolgeranno presso il Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo, lo spazio in via San Vitale gestito da AngelicA in convenzione con il Comune di Bologna, ad eccezione del concerto di sabato 16 maggio che si svolgerà nella Basilica di Santa Maria dei Servi.

A inaugurare il festival, martedì 5 maggio, Brìghde Chaimbeul, la giovanissima virtuosa scozzese delle smallpipes, piccole cornamuse, che presenterà il suo sound ancestrale e ipnotico, frutto della sua personale fusione tra il folk scozzese, l’ambient, l’avanguardia e l’elettronica. Il giorno successivo, il 6 maggio, Howard Skempton (nella veste straordinaria di interprete e curatore, oltre che di compositore) terrà il suo primo concerto italiano, accompagnato dal pianista William Howard. Il suo stile mai convenzionale, caratterizzato da melodia e semplicità radicale, sarà mostrato dalla antologia di brani che verrà eseguita per piano e fisarmonica, insieme a una prima assoluta scritta in omaggio a Giorgio Morandi.
I primi artisti del doppio concerto di giovedì 7 maggio inaugurano una due giorni in collaborazione con il festival ECHONANCE di Amsterdam, con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi. Si tratta del
Ekhos Trio insieme a Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni, formazione che spazia tra musica antica, contemporanea ed elettroacustica, con una strumentazione non convenzionale. Il secondo set vedrà sul palco di AngelicA 36 The Titillators la formazione canadese guidata da Ryan Driver autore di una musica unica e divertente che sovverte con la sua creatività e improvvisazione il jazz e altre musiche popolari.

Il giorno seguente, 8 maggio, sarà la volta di un altro doppio evento sul palco del Teatro San Leonardo di Bologna. La cantante e sound artist Kristia Michael presenterà Three Voices, for Joan La Barbara il brano che Morton Feldman, di cui quest’anno si celebra il centenario, dedicò nel 1982 alla sua musa Joan La Barbara (che lo eseguì anche ad AngelicA in prima italiana nel 2001). Un brano che è stato descritto come “sublime, che affascina e stupisce allo stesso tempo” e che la Michael incentra sull’intimità della voce e sull’esperienza di ascolto. A completare il programma dell’evento sarà il primo concerto italiano della formazione americana Everloving di Jonathan Kane che per l’occasione presenterà in prima europea il suo omaggio alla musica di Henry Flynt, l’attivista/filosofo anti-arte e musicista, che nel 1961 ha coniato il termine “concept art”.
AngelicA torna mercoledì 13 maggio con un altro doppio appuntamento. La violinista gallese Angharad Davies e il contrabbassista austriaco Werner Dafeldecker esplorano in profondità il potenziale acustico dei loro strumenti, impiegando tecniche strumentali estese congiuntamente a una deliberata riduzione del vocabolario sonoro. Il secondo duo in scena è formato da Franz Hautzinger (tromba a quarti di tono, elettronica) e Burkhard Stangl (chitarra elettrica, elettronica). Esperti di jazz quanto di serie dodecafoniche, il duo ha scelto l’apparente contrasto dell’ossimoro come fonte d’ispirazione per esprimere ciò che è appena articolato o addirittura indicibile in una coppia di opposti. Entrambi i concerti hanno il sostegno del forum austriaco di cultura di Milano.

Con il concerto di venerdì 15 maggio, si inaugura una due giorni dedicata al compositore contemporaneo americano Tristan Perich, che da metà degli anni 2000 utilizza le forme più primitive di informatica per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari. Il programma della prima serata vedrà l’Ensemble 0 eseguire Open Symmetry, un lavoro che accoppia le barre metalliche risonanti di 3 vibrafoni a 20 altoparlanti disposti spazialmente e dotati di altrettanti microchip, ciascuno dei quali esegue la propria parte della composizione, con un risultato stupefacente per forma, colore e struttura sonora. In programma anche la prima assoluta di nuova composizione, ancora senza titolo, scritta da Perich per 12 tamburi tom-tom ed elettronica a 1 bit su 2 canali. Il giorno seguente, 16 maggio, presso la suggestiva Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, si terrà la prima italiana di Infinity Gradient, l’opera più ambiziosa di Tristan Perich, nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher: una sinfonia di un’ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato.
Lunedì 18 maggio riflettori puntati su Jürg Frey, considerato uno dei maggiori compositori europei, che salirà sul palco del Teatro San Leonardo per presentare in prima assoluta Clarinet Quintet, un’opera che per certi versi si discosta notevolmente dai toni sommessi e dagli spazi sonori silenziosi delle composizioni che hanno creato la sua fama nel collettivo Wandelweiser, l’associazione di compositori di cui ha fatto parte dagli anni ’90. Due giorni dopo, il 20 maggio, sarà la volta dell’incontro tra il Blutwurst Ensemble e la compositrice finlandese Marja Ahti, quando la formazione fiorentina dedita all’improvvisazione radicale fondata nel 2011 da Marco Baldini rileggerà Fluctuating Streams, “traduzione-trascrizione” dell’opera elettroacustica di Marja Ahti per strumenti acustici e presenterà in anteprima l’opera
Pir di Marco Baldini liberamente basato sulla scala di Marva, un noto Raga del Tramonto della musica Indostana.
Il 26 maggio si terrà il consueto saggio-concerto del Piccolo Coro Angelico, il laboratorio di sperimentazione vocale per bambini tra i 5 e i 12 anni, arrivato al suo quindicesimo anno di attività. Il tema del saggio-concerto di quest’anno è il tempo. Pionieri i bambini, esploratori del tempo, creano musica e la condividono col pubblico di AngelicA cimentandosi coi temi dolci e puntuali delle canzoni di Alessandra Celletti, con le voci post-medievali di Meredith Monk, con il Brasile italiano di Ornella Vanoni, ritrovando canzoni per rinnovare il piacere di cantarle insieme.

Sarà l’Ensemble Nist-Nah fondato nel 2019 dal batterista e percussionista australiano
Will Guthrie protagonista del concerto di venerdì 29 maggio. La musica dell’Ensemble, nata dai viaggi di Guthrie in Indonesia, arricchisce oggi il suo spettro sonoro dal Gamelan e spazia tra free jazz, musica elettroacustica e sperimentazione. Si arriva quindi al concerto finale della trentaseiesima edizione di AngelicA | Festival Internazionale di Musica, sabato 30 maggio, con protagonisti gli Horse Lords, la formazione di Baltimora considerata una tra le realtà più effervescenti in cui ci si possa imbattere oggi alla ricerca di una declinazione d’avanguardia del rock.
Al cuore del progetto del festival è la ricerca instancabile di Massimo Simonini che insieme a Mario Zanzani ha dato vita a questa creatura inafferrabile. Un’identità che si è consolidata nel 2011 con la nascita del Centro di Ricerca Musicale — che quest’anno compie 16 anni — e che continua a rigenerarsi grazie a una rete di curatori di respiro internazionale capaci di costruire, anno dopo anno, programmi eterogenei e impossibili da etichettare.
Link al programma AngelicA | Festival Internazionale di Musica 2026
Scheda socio I-Jazz Associazione Pierrot Lunaire
