Pubblicato il 11/09/2026
Un amore supremo, una specie di blu, è questo il titolo evocativo della nuova edizione di ParmaJazz Frontiere Festival, in programma dal 12 settembre al 4 novembre. Un’edizione che torna ad animare Parma con un omaggio a due pietre miliari della storia del jazz – A Love Supreme di John Coltrane e Kind of Blue di Miles Davis – scelte dalla direzione artistica di Roberto Bonati per raccontare l’incontro fra trascendenza e introspezione, da sempre al centro della rassegna, all’interno di un programma che accoglie nuove creazioni, momenti formativi e ospiti di grande valore.
Per l’inaugurazione, sabato 12 settembre, l’appuntamento è alla Casa della Musica con duo che promette di unire respiro acustico e intimità: Louis Sclavis al clarinetto e Benjamin Moussay al pianoforte.A Parma presentano il nuovo disco Unfolding, uscito per ECM e interamente composto da temi originali: un programma che immagina, ai confini della musica da camera, un mondo fatto di conversazioni intime, dove sequenze contemplative dal lirismo intenso si alternano a momenti più fantasiosi. Si prosegue giovedì 17 settembre, sempre alla Casa della Musica, con l’energia ritmica dell’XY Quartet, progetto nato nel 2011 dal bisogno condiviso da Nicola Fazzini e Alessandro Fedrigo di creare, insieme a Saverio Tasca e Luca Colussi, un mondo sonoro e uno scenario per nuove possibilità improvvisative.

Venerdì 18 settembre è la volta di un altro duo d’eccezione, quello formato dal sassofonista James Brandon Lewis, fra le voci più acclamate della sua generazione, e dal batterista Chad Taylo che presentano Radiant Imprints, omaggio a John Coltrane e in particolare al lavoro in duo che Coltrane realizzò con il leggendario batterista Rashied Ali. Un dialogo serrato che porta all’estremo le possibilità espressive dei due strumenti, in cui la coppia incarna il potenziale emotivo del jazz nella sua dimensione più libera.. Domenica 20 settembre il festival propone, per Una Stanza per Caterina, l’omaggio annuale all’amica e Mecenate Caterina Dallara, il duo firmato da Anders Jormin al contrabbasso e Natalia Rogantini alla voce.
Sabato 3 ottobre alla Chiesa San Giovanni Evangelista è in programma un nuovo capitolo della ParmaFrontiere Orchestra, uno dei progetti produttivi più ambiziosi della rassegna, come sempre sotto la direzione e con le composizioni di Roberto Bonati, quest’anno – con il titolo di Canticum – dedicata a San Francesco. ll concerto intreccia tre voci lontane nel tempo e profondamente vicine nello sguardo: quella di Francesco d’Assisi, quella di Chiara, sua compagna di cammino e di fede, e quella di Rainer Maria Rilke, poeta che sempre ci parla della tensione tra il visibile e l’invisibile, tra il desiderio umano e il mistero, e che non offre risposte ma pone domande. “La musica vuole attraversare i testi, metterli in discussione, amplificarne i silenzi e le contraddizioni mettendoli a confronto, in dialogo e a volte in contrasto. Il suono desidera essere rivelazione del testo”. L’orchestra vedrà impegnati: Riccardo Luppi ai flauti e al sax, Gabriele Fava al sax, Mario Arcari all’oboe, Michael Gassmann alla tromba e al flicorno, Marco Ignoti al clarinetto, Paolo Botti alla viola, Liliana Amadei al violino, Antonio Amadei al violoncello, Nicolas Cotes Castillo alla tuba, Luca Perciballi alla chitarra, Luca Gusella al vibrafono, Andrea Grossi al contrabbasso e Roberto Dani a percussioni e batteria.

Domenica 4 ottobre, all’Oratorio Rocca San Vitale a Sala Baganza, spazio a Paolo Botti con un set misto di viola, banjo, chitarre, mandocello, in una dimensione raccolta e personale. Mercoledì 7 ottobre, all’Università di Parma, in occasione dell’inaugurazione della mostra di Franco Furoncoli, il festival propone Kinetic Needs, la ricerca sonora di Luca Perciballi, fra chitarra ed elettronica. Una performance elettroacustica che esplora il corpo del performer come fulcro primario della generazione musicale e che si inserisce nell’ambito della ricerca accademica su embodiment, interazione uomomacchina (HCI) e improvvisazione.
Sabato 10 ottobre, di nuovo alla Casa della Musica, arriva uno dei trii più attesi della stagione: Andy Sheppard al sax, Rita Marcotulli al piano e Michel Benita al contrabbasso; mentre venerdì 16 ottobre, al Centro Giovani Montanara, è di scena l’esito del laboratorio condotto da Gabriele Fava e Francesco Baldini, fra sax e batteria. Sabato 17 ottobre, ancora alla Casa della Musica, in programma Nica’s Dream: sul palco Valerio Corzani, tra chitarra e narrazione, Giorgio Li Calzi alla tromba e Andrea Daddi alle visual. Oltre la dimensione del semplice concerto, Nica’s Dream è un vero e proprio spettacolo multimediale ispirato al libro I musicisti di jazz e i loro tre desideri di Pannonica de Koenigswarter, mecenate e musa di alcuni fra i più grandi musicisti del Novecento, da Thelonious Monk a Charlie Parker,da Art Blakey, Charles Mingus, Mary Lou Williams – a cui poneva sempre la stessa domanda: se potessi esaudire all’istante tre desideri, quali sarebbero?

Domenica 18 ottobre, nella suggestiva Abbazia di Valserena–CSAC, torna la Chironomic Orchestra, ancora sotto la guida di Roberto Bonati, in Mandàla o un tappeto per Morton, una produzione firmata ParmaFrontiere e dedicata a Morton Feldman nel centenario della nascita. Il lavoro di Feldman è indissolubilmente legato alla Scuola di New York e all’Espressionismo astratto, al lavoro di Mark Rothko e Philip Guston. Come sulle tele di Rothko i blocchi di colore vibrano sospesi e privi di confini, così le note di Feldman fluttuano nel tempo, trasformando il suono in pura materia cromatica e lo spazio in un luogo di contemplazione assoluta, ridefinendo la nostra stessa percezione del tempo, un tempo che perde ogni linearità narrativa, che rinuncia allo sviluppo.
Sabato 24 ottobre, alla Casa della Musica, spazio al laboratorio dedicato agli studenti del Liceo Musicale “A. Bertolucci” di Parma, giunto quest’anno alla sua XI edizione e condotto da Emiliano Vernizzi. Il workshop nasce dal leitmotiv dell’edizione, giocato sull’antitesi fra due mentori del jazz: l’interiorità introspettiva e spirituale di Coltrane e l’esteriorità di Davis, attenta a mutare di continuo il proprio stile. Per gli studenti è l’occasione di esplorare in modo trasversale la propria ricchezza musicale attraverso la contaminazione, dimostrando che lo stesso linguaggio può vestire abiti diversi ed esercitando il coraggio di cambiare direzione. La serata prosegue con il pianoforte solo di Mauro Grossi, compositore, pianista, direttore d’orchestra e didatta livornese. In una carriera che conta una cinquantina di dischi, Grossi ha spaziato fra jazz, gospel, musica ebraica e musica colta, tenendo come filo rosso la ricerca di una musica capace di compiere il proprio viaggio verso le persone e di raccontare qualcosa: il jazz come linguaggio di ricerca prima ancora che come genere.

Domenica 25 ottobre, all’Oratorio Rocca San Vitale a Sala Baganza, il batterista e percussionista Roberto Dani dà voce alle Sound Plates di Yuri Kalendarev, straordinario scultore originario di San Pietroburgo che, nell’ultimo periodo creativo, si dedicò alla lavorazione del bronzo facendo del suono del metallo parte integrante della forma. Le sue grandi lastre forgiate a mano generano un’ampia gamma di oscillazioni di frequenza e sonorità che possono durare da uno fino a cinque minuti, portando l’ascoltatore in uno stato di profonda concentrazione e intima comunione silenziosa. Anni dopo la scomparsa dell’artista, le sculture incrociano di nuovo il cammino di Dani, la cui ricerca è da sempre incentrata sul confine tra improvvisazione e scrittura e sulle relazioni fra suono, corpo e spazio. Sabato 31 ottobre, con due appuntamenti pomeridiano e serale (ore 15 e 18) al Ridotto del Teatro Regio, in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio, torna Cartoons!, lo spettacolo firmato da Sabina Borelli, qui alla regia e voce narrante.
A chiudere la stagione, mercoledì 4 novembre, l’appuntamento dedicato al Premio Internazionale Giorgio Gaslini che vedrà protagonista la violoncellista Adèle Viret in quartetto con, al suo fianco, Oscar Viret alla tromba, Wajdi Riahi al pianoforte e Pierre Hurty alla batteria. Con il suo violoncello e una visione musicale piena di giovinezza e sensibilità, Viret si è imposta come uno dei nuovi talenti della scena jazz europea, ricevendo in Francia, nel 2025, la Victoire du Jazz nella categoria Rivelazione. Profondamente europea, a proprio agio fra Bruxelles, Lisbona e Parigi, moltiplica le collaborazioni con i giovani talenti della sua generazione. Il progetto che porterà a Parma è intitolato Spirals.

Tra le location di questa edizione, oltre all’immancabile Casa della Musica e alla Chiesa San Giovanni Evangelista anche l’Oratorio Rocca San Vitale a Sala Baganza, l’Abbazia di Valserena–CSAC, l’Università di Parma, il Centro Giovani Montanara e il Ridotto del Teatro Regio. In occasione del festival verranno anche presentati due nuovi titoli in uscita per l’etichetta ParmaFrontiere: Be a Candle in the Darkness di Roberto Bonati, registrazione del concerto in occasione della scorsa edizione. E Dogma Mundi dei Pericopes.
ParmaJazz Frontiere Festival è realizzato con il contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Emilia Romagna, del Comune di Parma, della Fondazione Cariparma, della Fondazione Monte Parma, della Fondazione Caterina Dallara e del Comune di Sala Baganza.
Link al programma ParmaJazz Frontiere Festival 2026
Scheda socio I-Jazz Associazione ParmaFrontiere
