Pubblicato il 01/09/2026
In un tempo attraversato da conflitti e nuove separazioni, per l’edizione 2026 il festival Fabbrica Europa ha scelto di tracciare i contorni di una geografia in movimento di cui il Mediterraneo è uno dei cuori pulsanti. Un Mediterraneo che non coincide con una mappa, ma prende forma negli attraversamenti, nei dialoghi tra generazioni e nei nomadismi creativi. Ancora una volta il festival fiorentino, in programma dall’11 settembre all’11 ottobre, sceglie la relazione, coinvolgendo artisti provenienti da 21 Paesi – tra giovani autrici e autori e maestri della scena contemporanea – mettendo in circolo corpi, pensieri e immaginari, affidando all’arte la possibilità di aprire spazi di ascolto, prossimità e futuro.

Per la sezione musica si conferma la direzione artistica di Maurizio Busia che nel presentare la programmazione dichiara: “Per questa edizione del festival Fabbrica Europa siamo riusciti a coinvolgere alcuni dei grandi maestri che hanno fatto la storia della musica del Mediterraneo, dal libanese Rabih Abou Khalil all’armeno Arto Tuncboyaciyan, così come talenti emersi in questi anni – dalla portoghese Ana Lua Caiano alla batterista e cantante Evita Polidoro, o ancora la splendida voce di Maria Cortesi insieme a Simone Graziano nel progetto Human Echoes, e l’elettronica di Mai Mai Mai dopo il lavoro di indagine in Palestina. Una panoramica creativa e sonora che si innesta in un festival multidisciplinare dove uno degli obiettivi principali è il dialogo inedito e acceso tra discipline artistiche e i tanti luoghi della città che coinvolgeremo”.
Per il primo appuntamento, domenica 13 settembre, riflettori puntati su Ana Lua Caiano, cantautrice e polistrumentista portoghese, protagonista allo Spazio Motel di Manifattura Tabacchi di un live, tra drum machine, registrazioni ambientali e riletture della tradizione popolare, che si trasforma in uno spazio di tensione e scoperta, in cui la musica si apre a temi sociali urgenti attraverso un approccio al tempo stesso progressivo e anticonvenzionale.

Venerdì 18 settembre, il Museo del Novecento diventa la cornice ideale di un set acustico radicale e immersivo firmato George Xylouris, membro dell’iconica dinastia musicale cretese degli Xylouris. Grazie al suo laouto e alla sua voce profonda e ancestrale, Xylouris si fa medium di una storia millenaria, riannodando le radici della tradizione cretese con il presente. Un concerto che scardina la forma classica esaltando la componente emotiva e improvvisativa, portando in scena quel “perdersi per rinascere” che rende ogni sua performance un microcosmo autonomo in perpetuo divenire. E sempre al Museo del Novecento, sabato 19 settembre, è in programma il concerto di Alfio Antico, erede della tradizione agropastorale siciliana, unanimemente riconosciuto come uno dei massimi virtuosi del tamburo a cornice.
Cambio location per Circle of Resonance, la performance ospitata al PARC Performing Arts Research Center domenica 20 settembre, in un inedito incontro tra Armenia, Turchia e Francia. Protagonisti tre maestri internazionali: Arto Tunçboyaciyan, iconico percussionista armeno-anatolico e leader della Armenian Navy Band, Derya Turkan, indiscusso maestro del kemençe, dedito alle tradizioni classiche ottomane, e Michel Godard, tubista e compositore francese, tra i rarissimi interpreti mondiali del serpentone. Martedì 22 settembre, al Tenax, il duo di musica elettronica Schnitt incontra l’arte dello shodō dell’artista giapponese Aoi Yamaguchi per il progetto Calligraton. Una performance audiovisiva immersiva che rinnova l’antica disciplina del tratto attraverso il rigore dell’arte digitale, dove frequenze e calligrafia dialogano in tempo reale. I movimenti del pennello, catturati da sensori, influenzano i parametri sonori e visivi, esplorando l’equilibrio tra suoni e silenzi, vuoti e pieni.

Nuovo appuntamento da non mancare quello in programma, mercoledì 23 settembre, negli spazi di Frittelli Arte Contemporanea, con Michael Gordon’s Eight, una produzione Fabbrica Europa in coproduzione con Fondazione Scuola di Musica di Fiesole con protagonisti Francesco Dillon, violoncellista di fama internazionale e membro dello storico Quartetto Prometeo, e sette violoncellisti della Scuola di Musica di Fiesole. Il progetto, che dà forma alla partitura del compositore americano Michael Gordon per un organico di otto violoncelli, si distacca dalle tradizionali dinamiche concertistiche per farsi rito contemporaneo e installazione sonora. Ultimo appuntamento del mese di settembre, il live del sound artist modenese Riccardo La Foresta. In scena con lui Akasha, visual artist che esplora l’arte digitale attraverso il codice e la luce, e Roxy Ceron, visual artist e scultrice che indaga la distorsione luminosa e fisica di materiali industriali (venerdì 25 settembre, PARC).
Giovedì 1 ottobre il Museo Marino Marini accoglie Human Echoes un lavoro di co-creazione che coinvolge la giovane cantante Maria Cortesi, promessa del panorama musicale italiano, e il suo maestro durante gli anni di formazione a Siena Jazz, Simone Graziano. Un incontro tra piano, voce e archi che mette in luce la capacità musicale e poetica della musicista, che per l’occasione presenterà un Songbook inedito di brani ispirati all’attualità. Stessa location per il live del producer elettronico Mai Mai Mai che, venerdì 2 ottobre, presenta dal vivo l’album “Karakoz”. Registrato durante una residenza artistica in collaborazione con Radio Alhara e Wonder Cabinet, il lavoro nasce da sei settimane di lavoro tra gennaio e maggio 2024 in Palestina, a Ramallah e Betlemme, dove Mai Mai Mai ha approfondito la musica tradizionale, collaborando con musicisti locali, esplorando archivi e registrando le risonanze della terra.

Grande l’attesa per il concerto di Evita Polidoro, batterista, cantante e compositrice, attiva in un percorso che l’ha portata a collaborare con musicisti del calibro di Enrico Rava e Dee Dee Bridgewater, in programma sabato 3 ottobre a Manifatture Tabacchi nell’Aula Magna di Polimoda. Un live potente, che porta in scena una materia sonora capace di spostarsi tra energia ritmica, densità timbrica e aperture più intime senza irrigidirsi in una grammatica di genere. Più che un set classificabile, emerge un paesaggio personale in cui gesto percussivo e vocalità appartengono alla stessa traiettoria espressiva e si innestano su un panorama di chitarre e pulsazioni.
Mercoledì 7 ottobre occhi puntati su Saverio Lanza che, con Voci | Murate, prosegue nel processo di indagine iniziato lo scorso anno con Le voci dei padri, primo studio sulle ninna nanne cantate uomini, e ne porta avanti l’essenza in una nuova tappa site specific sullo spazio MAD delle Murate. Il giorno successivo, giovedì 8 ottobre, al Teatro Cantiere Florida arriva Wayne Horvitz, figura cardine della “downtown scene” newyorkese e della musica contemporanea, con il progetto Miles in the Sky. Ad affiancarlo sul palco il suo Electric Circus, un grande ensemble a prevalenza elettrica che mescola soul, funk e jazz-rock in una prospettiva contemporanea. Il punto di partenza è proprio quel Miles elettrico e visionario, la cui musica viene reinterpretata per il XXI secolo attraverso una formazione orchestrale di ampio respiro.

Chiude la programmazione musicale di questa XXIII edizione di Fabbrica Europa, venerdì 9 ottobre al Teatro Puccini, Rabih Abou Khalil, musicista di origine libanese ora residente in Germania, dove si è trasferito a causa della guerra civile che ha insanguinato il suo Paese, e che ha fatto dell’incontro tra culture differenti il tratto distintivo della sua ricerca sonora. Compositore, suonatore di oud e direttore d’orchestra, ha collaborato con alcuni tra i più grandi nomi del jazz, con musicisti tradizionali arabi e armeni, quartetti d’archi classici, cantanti di fado e molti altri.
Da segnalare, infine, la Giornata di Studi “Ascoltare il Mediterraneo” organizzata da Unifi e Fabbrica Europa, in programma martedì 15 settembre presso la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze. Sono previsti gli interventi di Domenico Staiti (Università di Bologna) e Sara Antonini (Università di Firenze); a introdurre e commentare la giornata Giulia Sarno, coideatrice dell’evento, e Maurizio Agamennone (Università di Firenze).
Link al programma Fabbrica Europa 2026
Scheda socioI-Jazz Fondazione Fabbrica Europa
