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Dal 28 giugno la Tenuta San Michele di Santa Venerina (CT) ospita la settima edizione di Jazz in vigna, il jazz club open air targato Associazione Algos

Pubblicato il 26/06/2026

Home Page › Notizie › In evidenza › Dal 28 giugno la Tenuta San Michele di Santa Venerina (CT) ospita la settima edizione di Jazz in vigna, il jazz club open air targato Associazione Algos

Debutto all’insegna di Miles Davis per la settima edizione di Jazz in vigna, il jazz club open air organizzato alla Tenuta San Michele di Santa Venerina dall’associazione Algos che gestisce il Monk Jazz Club di Catania, con la direzione artistica di Dino Rubino.

Sarà infatti Around Miles, l’omaggio al mito americano della tromba jazz del trombettista sardo Paolo Fresu a inaugurare la programmazione 2026 della rassegna, affiancato sul palco da Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Un viaggio alla scoperta di quel suono rimasto iconico, che sa di malinconia esistenziale, struggente e lirico, tipico di Miles e che ritorna nelle note di Fresu. Due i concerti in calendario, alle 18 e alle 20.30, entrambi sold out.

Domenica 5 luglio riflettori accesi su Babanaì, nuovo progetto al femminile di Barbara Casini alla voce, Anaïs Drago al violino, voce, percussioni e Barbara Piperno ai flauti, voce, percussioni. Tre artiste, cantanti e polistrumentiste, unite dal desiderio di sperimentare mescolanze di suoni e colori di mondi diversi, partendo dalla storia musicale di ognuna, esplorano un repertorio che spazia dalla tradizione popolare di Brasile e non solo a brani originali rivisitati o composti a sei mani.

Ancora Brasile per il progetto Latino ibérico del compositore e fisarmonicista Roger Corrêa in scena sabato 11 luglio con Edilson Forte al pianoforte, Tiê Pereira al basso e Rodrigo Porciúncula alla batteria. Latino Ibérico interpreta la cultura brasiliana come parte essenziale dell’identità culturale latinoamericana: la musica del sud brasiliano dialoga con le radici musicali dei popoli originari, sviluppando accenti propri in stili come milonga, chamamé, chacarera, candombe, tango, salsa, choro e molti altri. Il tutto letto dal musicista del Rio Grande do Sul attraverso l’estetica universale del jazz, valorizzando la composizione, l’improvvisazione e la ricerca di nuovi stili e fusioni.

Jazz e world music protagoniste anche del concerto del Libertango 5et, in calendario sabato 18 luglio, storico progetto etneo, nato nel 1993 grazie al sassofonista Marcello Leanza, al fisarmonicista e pianista Francesco Calì, al chitarrista Luigi Devita, al contrabbassista Giovanni Arena e al batterista Ruggero Rotolo. Il Nuevo Tango e la tradizione brasiliana sono stati i riferimenti iniziali per l’ensemble che negli anni ha compiuto una ricerca musicale più ampia, esplorando sonorità e influenze culturali provenienti da tutto il mondo.

Il 25 luglio sul palco tra i vigneti di Santa Venerina arriva il trio del pianista americano Aaron Goldberg – con lui una sezione ritmica tutta italiana formata da Piero Leveratto al contrabbasso e dall’ericino Joe Santoro alla batteria – che sostituisce il già annunciato concerto del trio del pianista newyorkese Kenny Werner. Nativo di Boston, newyorkese d’adozione, il 52enne pianista americano ha assunto anche in Europa una notevole popolarità. Fortemente ispirato dai classici, Aaron Goldberg è dotato di grande senso dello swing, ma la sua curiosità lo ha portato ad appassionarsi sia alla musica brasiliana di Jobim sia alla musica europea colta. Dotato di grande prestanza strumentale, ha suonato da subito con  alcuni tra i più importanti musicisti da Michael Brecker a Kenny Garrett, da Mark Turner a Kurt Rosenwinkel e Joshua Redman, guadagnandosi l’appellativo di pianista delle star del jazz.

Sabato 1 agosto Jazz in vigna 2026 si chiude con Still Me, progetto di Dino Rubino (alla tromba, flicorno, tastiere) il quale sarà affiancato da un ‘senatore del jazz’ come il batterista Enzo Zirilli e da due nuove leve emergenti della scena afro-americana siciliana come il chitarrista Francesco Cerra e il bassista Tony Pinzone. “Come ogni anno – dichiara Rubino – mi piace essere quello che chiude la rassegna. E quest’anno porto sul parco Tony Pinzone e Francesco Cerra, entrambi di Santa Maria di Licodia, due studenti del conservatorio di Catania, due ragazzi che quando cominciarono gli studi avevano i capelli lunghi e ascoltavano rock metallico. Devo dire, però, che nel corso degli anni si sono appassionati al jazz e sono diventati musicisti affidabilissimi ed oggi suonano in giro per la Sicilia e per l’Italia”.

“Mi piace il fatto – conclude Rubino – che ci siano loro due, due emergenti che si possono confrontare con me e con Enzo Zirilli, un compagno di palcoscenico da tanti anni. Faremo musica molto varia, tra cui cover di musica rock, questo è certo, brani di Lou Reed, Metallica, David Bowie, quindi sarà un concerto quasi sperimentale direi. Ma non mancherà il jazz, non mancheranno le improvvisazioni, lo swing. Ho chiamato il live Still Me, perché nonostante faccia anche rivisitazioni di musica apparentemente lontane dal jazz, è sempre quello che mi appartiene poi alla fine“.

Link al programma Jazz in Vigna 2026
Scheda socio I-Jazz Associazione Algos

Categoria: In evidenza Tag: Dino Rubino, jazz, jazz club, Jazz in Vigna, open air, rassegna, Santa Venerina, Sicilia, Tenuta San Michele

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