Gezziamoci / Festa europea della Musica
al 21/06/2026
Domenica 21 giugno alle 16.30 Damir Ivic parlerà sul tema “Jazz & elettronica: un matrimonio sensato?”. Quanto hanno in comune jazz e musica elettronica? Quanto sono da sfatare i luoghi comuni che accompagnano queste due forme d’espressione artistica? Quali sono i nuovi confini da valicare e i muri da abbattere e quali invece da rispettare? Storica firma del Mucchio, punto di riferimento negli anni per Red Bull Music Academy in Italia, Ivic è autore di libri editi per Arcana e collaboratore di vari festival. Oggi, tra le varie cose, è stretto collaboratore di Rolling Stone e Outpump oltre a guidare il web magazine Soundwall. Il suo profilo si completa con una curiosa nota calcistica: inspiegabilmente tifoso dell’Hellas Verona.
Alle 18, avrà inizio una esplorazione urbana che ha per tema la “Partitura urbana per il Piano. La città come spartito, la comunità come interprete”. A guidarla sarà la prof.ssa Chiara Rizzi, docente dell’Università di Basilicata-NatureCity LAB. Il NatureCity LAB è un laboratorio di ricerca accademico dedicato allo studio delle transizioni climatiche ed ecologiche. «Si tratta di una esplorazione collettiva dello spazio urbano che assume la città come uno spartito da leggere, attraversare e interpretare. Attraverso il camminare, l’ascolto e l’osservazione situata, i partecipanti ─ spiega Rizzi ─ saranno invitati a cogliere ritmi, pause, relazioni e atmosfere del Piano di Matera, trasformando il percorso in una pratica condivisa di percezione e interpretazione urbana. Un’esperienza tra paesaggio, corpo e comunità, in dialogo con l’immaginario del jazz e dell’improvvisazione».
Alle 19.30, il concerto di Jali Babou Saho Trio. Jali Babou Saho, cantastorie del Gambia, appartenente alla casta dei griot, con l’affascinante suono della kora, l’arpa africana, e con il canto racconta la sua personale visione del mondo e della vita attraverso canzoni di sua composizione nello stile tradizionale mandingo dell’Africa Occidentale. Fanno parte del trio anche Nicola Scagliozzi, contrabbasso, e Cesare Pastanella, percussioni, batteria, musicisti italiani innovativi e vicini alla cultura africana, che dialogano costantemente con le note sinuose dell’arpa africana.
