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NUOVA GENERAZIONE JAZZ 2026. Scannapieco Geremia 5tet: il nuovo jazz italiano che intreccia tradizione e innovazione all’insegna del talento

Pubblicato il 25/05/2026

Home Page › Notizie › In evidenza › NUOVA GENERAZIONE JAZZ 2026. Scannapieco Geremia 5tet: il nuovo jazz italiano che intreccia tradizione e innovazione all’insegna del talento

Band selezionate per l’edizione 2026 di Nuova Generazione Jazz – il progetto dedicato al ricambio generazionale organizzato e promosso dalla associazione I-Jazz con il supporto del Mic – Scannapieco Geremia 5tet è una realtà in piena ‘evoluzione’ del jazz italiano. Poco più di due anni trascorsi a suonare insieme sul palco e un carnet di premi e riconoscimenti decisamente importante, il quintetto guidato da Antonio Scannapieco (tromba) e Pasquale Geremia (sax tenore) trova nel mix tra tradizione e (ri)scrittura innovativa la sua cifra stilistica.

Un jazz che “non scade in cliché e cose fatte”, consapevole di dover guardare avanti, ma senza distogliere lo sguardo da un passato che non smette di nutrire e ispirare, soprattutto quando, come in questo caso, la regia del sound è affidata all’incontro decisamente iconico tra tromba e sax tenore.

Abbiamo raggiunto Antonio e Pasquale tra un soundcheck e l’altro per saperne di più del loro presente e, soprattutto, della loro idea di jazz, che ha molto a che fare con le parole: Vita, Aggregazione e Passione. E noi aggiungiamo: Talento.

Due anni decisamente intensi tra premi, riconoscimenti internazionali, nuovi progetti discografici e un tour da protagonisti dell’edizione NGJ 2026:  una definizione che racchiuda tutto questo percorso?

Evoluzione!

L’incontro ‘artistico’ tra Antonio Scannapieco e Pasquale Geremia: quando avete intrecciato le sonorità de vostri strumenti e avete deciso di proseguire su questa strada?  

Ci siamo conosciuti e abbiamo suonato insieme per la prima volta nel 2023 e l’anno successivo abbiamo deciso di fare una nuova esperienza a Parigi. Vivendo e studiando insieme ovviamente si ha l’esigenza di trovare un gruppo stabile dove si potesse suonare la propria musica. Lì a Parigi abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci e suonare con numerosi e bravissimi musicisti e tra di noi è nata naturalmente un’intesa positiva. Da lì è stato naturale fare un progetto e suonare insieme.

Nella vostra combinazione di tromba e sax tenore: quanto c’è di tradizione e quanto di scrittura personale e innovativa?

Partiamo ovviamente dalla tradizione, una grande passione che abbiamo entrambi. Credo che nei nostri concerti ci sia un mix equilibrato tra old e new, veniamo tutti da un ascolto e uno studio profondo della tradizione. In particolare, in alcune nostre composizione è piuttosto evidente l’ascolto hard bop. Credo si possa dire che ci muoviamo tra le due cose: guardiamo in avanti pur avendo un occhio puntato nel passato.

Quando è nata l’idea del Quintetto? Ci presentate tutti i componenti del gruppo?

L’idea è nata nel nostro soggiorno a Parigi. In Italia suonavamo già in altri gruppi, ma lì è nata l’dea di fare un quintetto a nostro nome. In quel mese venne a Parigi Angelo Gregorio, il nostro batterista, e da lì a poco chiamammo Guglielmo Santimone per vederci e risuonare insieme dopo qualche anno che ci eravamo persi di vista. Proprio Guglielmo propose di coinvolgere Giulio Scianatico nei concerti in programma. Già nelle prime date, nel maggio 2024, ci siamo trovati sul palco con delle vibes positive e da lì la decisione di programmare un vero e proprio cammino per farci conoscere come gruppo e diventare una realtà musicale a tutti gli effetti.

L’affermazione al New Generation Lab del Festival Jazz di St. Moritz cosa ha rappresentato?

Una riconoscenza a livello mondiale è qualcosa di unico. Erano tantissimi i gruppi iscritti ed essere scelti per un’esperienza di una settimana con dei top player come Gregory Hutchison, Aaron Goldber, Dario Deidda e Roberta Gambarini è qualcosa che ti gratifica molto. È stato veramente formativo poter stare accanto ad artisti di questo calibro: abbiamo potuto ascoltare le loro parole e il loro playing. Ci hanno trasmesso veramente tanto. E anche l’ambiente era super positivo, un’atmosfera di grande relax, proprio il posto giusto dove dedicarsi alla musica. Sono stati dei giorni fantastici, trascorsi con persone magnifiche che ci hanno regalato un’esperienza unica, anche extra-musica. Un momento prezioso per tutti noi, che ci ha segnato e anche fatto cambiare il modo di riflettere su alcuni concetti fondamentali.

E la vittoria del Premio Massimo Urbani 2025 per Antonio Scannapieco che valore ha nel suo percorso di musicista?

È un premio che significa tanto per me e mi ha regalato una bellissima emozione. Ovviamente non lo considero un punto di arrivo, ma solo di partenza. Riconoscimenti come questo ti fanno capire che hai le carte in regola per poter esprimere il tuo talento, ma c’è tantissimo ancora da fare. Diciamo che si tratta di quelle soddisfazioni che arrivano per spronarti e darti ulteriori stimoli per portare avanti quello che stai facendo.

Quale idea di jazz racchiude/racconta l’album “Introducing Antonio Scannapieco”?

È un mix di quello che siamo, almeno noi due leader, con le esperienza fatte e gli ascolti che abbiamo accumulato negli anni. Siamo soddisfatti di questo percorso e della nostra musica. Anche in questo caso possiamo dire che è solo l’inizio e che siamo già proiettati in avanti per creare nuova musica. Il nostro è un jazz abbastanza orecchiabile, che non scade in cliché e cose fatte, le strutture tengono grandissimo conto della tradizione, quello che cerchiamo sempre di fare è divertirci, senza complicarci la vita.

La sfida più grande che si trova ad affrontare il jazz italiano contemporaneo?

Ognuno ha le proprie difficoltà. C’è chi riesce e chi no, ed effettivamente non ci sono tante possibilità. I posti dove suonare non sono molti e negli ultimi anni in Italia sono diminuiti anche a causa delle difficoltà che molti promoter e proprietari di club si trovano a dover affrontare, situazioni che tutti noi viviamo quotidianamente. Per questo motivo, realtà e associazioni come I-Jazz che sostengono e danno la possibilità a gruppi come noi di crescere e promuovere i nostri progetto sono fondamentali! Ci sentiamo fortunati per il percorso che stiamo vivendo e spero che si riesca a fare sempre di più perché l’Italia è piena di talento.

Nel vostro futuro la parola #jazz è sinonimo di….

Il jazz è Vita, Aggregazione e Passione

Link alla scheda Nuova Generazione Jazz 2026



Categoria: In evidenza Tag: Angelo Gregorio, Antonio Scannapieco, Giulio Scianatico, Guglielmo Santimone, Nuova Generazione Jazz, Pasquale Geremia, Scannapieco Geremia 5tet

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