Pubblicato il 11/11/2025
Al PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze tutto pronto per accogliere la quarta edizione di FLUX – Flussi di musica creativa, la rassegna curata da Toscana Produzione Musica, centro di produzione presieduto da Paolo Zampini con la direzione artistica di Francesco Mariotti e Maurizio Busìa. Un programma di incontri sonori capaci di abbattere le frontiere tra i generi, unendo improvvisazione, elettronica, scrittura contemporanea e visione. Sette giorni di concerti, a partire dal 20 novembre, in cui le personalità più rappresentative del jazz contemporaneo e delle musiche di ricerca internazionali dialogheranno con i protagonisti della nuova scena italiana. Un progetto che conferma Firenze come crocevia creativo nel panorama europeo.
“Con la sua quarta edizione, FLUX – Flussi di musica creativa – dichiarano i direttori artistici Francesco Mariotti e Maurizio Busìa – apre un nuovo capitolo della propria storia e si trasferisce, per la prima volta, a Firenze, negli spazi del PARC, cuore e laboratorio di Toscana Produzione Musica. Dopo tre anni intensi alla Città del Teatro di Cascina, il festival approda nel luogo che sempre più rappresenta il cuore della nostra attività: un centro dove la produzione, la ricerca e la sperimentazione si intrecciano con la quotidianità creativa degli artisti. Questo passaggio segna una crescita e un investimento sullo spazio, sulla sua capacità di accogliere e di generare pensiero musicale, di diventare esso stesso parte del suono. FLUX 2025 rinnova così la sua identità di osservatorio sulle nuove traiettorie del jazz contemporaneo e della musica improvvisata, mettendo in dialogo generazioni, linguaggi e visioni che attraversano confini geografici e stilistici”.

L’inaugurazione è affidata a giovedì 20 novembre ore 21, con Star Splitter, il progetto che unisce due delle personalità più creative della scena internazionale: il trombettista e compositore americano Rob Mazurek, figura centrale del jazz di Chicago, e Gabriele Mitelli, tra i musicisti italiani più audaci della nuova generazione. Insieme danno vita a un universo sonoro sospeso tra jazz, avanguardia e poesia elettronica, costruendo trame che si muovono tra energia cosmica e improvvisazione radicale.
Venerdì 21 novembre protagonista sarà la nuova formazione diretta da Riccardo Brazzale, Lydian New Call. Dopo trentacinque anni di attività come Lydian Sound Orchestra, la storica medium band cambia pelle e si rinnova nel segno della ricerca, coinvolgendo una dozzina di giovani musicisti tra cui Gaia Mattiuzzi, Michele Tedesco, Glauco Benedetti, Salvatore Maiore e Federica Michisanti per un repertorio originale che unisce la batteria jazz al percussionismo colto e alla scrittura contemporanea, attraversando Bartók, Reich, Ornette Coleman e Monk.

Sabato 22 novembre la giornata si apre alle 19.00 con il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il suo quintetto Prometheus, un ensemble che riunisce Alessandra Diodati alla voce, Enrico Zanisi al pianoforte e all’elettronica, Livia De Romanis al violoncello e Valerio Vantaggio alla batteria. Ferrazza, figura di riferimento della nuova scena jazz italiana, presenta il nuovo album Prometheus, un viaggio tra introspezione e potenza sonora, in cui jazz, elettronica, rock e musica da camera si fondono in un linguaggio personale e narrativo. Alle 21.00, sullo stesso palco, spazio al nuovo progetto del visionario batterista Jim Black, The Shrimps, con Asger Nissen e Julius Gawlik ai sassofoni e Felix Henkelhausen al contrabbasso. Fin dagli esordi con AlasNoAxis, Jim Black ha rivoluzionato il jazz contemporaneo fondendo la libertà dell’avanguardia con la forma-canzone. Con The Shrimps prosegue questa ricerca in chiave più lirica e istintiva, dando vita a un’esperienza sonora intensa e imprevedibile.

La rassegna riprende venerdì 28 novembre con il duo formato dalla sassofonista e cantante María Grand e dalla pianista Maya Keren. Le due artiste intrecciano composizioni originali e improvvisazioni libere, costruendo un linguaggio che sfugge a ogni classificazione, con una musica che racconta storie di donne e di sensibilità contemporanee, intrecciando radici antiche e modernità in tempo reale. Sabato 29 novembre, occhi puntati sul sassofonista e compositore Dan Kinzelman e il suo Unfall, progetto nato dal recupero e dalla trasformazione di materiali musicali in disuso. Insieme a Mirco Rubegni, Manuele Morbidini, Rossano Emili e Renato Grieco, Kinzelman esplora l’incontro tra improvvisazione, elettroacustica e minimalismo, trasformando l’errore in gesto generativo e poetico.

Gran finale domenica 30 novembre con una doppia serata. Alle 19.00 aprono i Weave 4, quartetto franco-italiano che riunisce due generazioni di musicisti d’eccellenza: il pianista parigino Benoît Delbecq e il batterista Steve Argüelles, insieme al chitarrista Francesco Diodati e al sassofonista Francesco Bigoni. La loro musica intreccia composizione e improvvisazione in un flusso continuo, un tessuto sonoro in costante metamorfosi. Alle ore 21.00, finale affidato a Cronosisma, progetto del sassofonista e compositore Marco Cerri Ciommei con Giacomo Ancillotto alla chitarra, Luca Venitucci al pianoforte e alla melodica e Marco Zenini al contrabbasso. Ispirato all’omonimo concetto di Kurt Vonnegut, Cronosisma indaga la percezione del tempo attraverso suoni sospesi tra passato e futuro, in una musica che si oppone alla frenesia contemporanea e sceglie la dilatazione come forma di resistenza poetica.
FLUX – Flussi di musica creativa è realizzata con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana e Fondazione CR Firenze.
Link al programma FLUX – Flussi di musica creativa 2025
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