Pubblicato il 22/10/2024
Avvio con due stelle della musica internazionale per la 27ma edizione del festival transfrontaliero Jazz & Wine of Peace, in programma dal 23 al 27 ottobre fra Collio friulano e sloveno. Un evento che, attraverso la musica e le eccellenze enogastronomiche del territorio, celebra da sempre la pace e l’amicizia fra i popoli, incarnando perfettamente lo spirito di Go!2025/Gorizia-Nova Gorica, Capitale della cultura 2025, del quale è stato anticipatore sin dalle origini.
Organizzato da Circolo Controtempo di Cormons (Gorizia), quartier generale da cui si dirama il programma diffuso, il festival si snoderà fra cinque teatri: Teatro di Cormons (Go), Teatro Verdi di Gorizia, Kulturni Dom di Gorizia e Kulturni Dom di Nova Gorica, Teatro di Gradisca d’Isonzo (Go) e in 18 fra aziende vitivinicole e dimore storiche. Sei saranno i Jazz & Taste, dove la musica è studiata per accompagnare ed esaltare le degustazioni di vini.

Mercoledì 23 ottobre, nella prima giornata di festival, che si intreccia con la rassegna, Zrcala Meje/Specchi di confine, il primo a salire sul palco sarà il newyorkese Jason Moran, pianista fra i più blasonati nella scena mondiale, atteso nella Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo (ore 18). Originario di Houston, Moran si è diplomato alla Manhattan School of Music, dove ha studiato con Jaki Byard e successivamente con Andrew Hill e Muhal Richard Abrams. In 18 anni con Blue Note Records, ha pubblicato nove album di successo. Moran è artista a tutto tondo: con la sua prima mostra personale ha debuttato al Walker Art Center nel 2018, attualmente è direttore artistico per il jazz al Kennedy Center, insegna al New England Conservatory e cura la serie Artist’s Studio a New York. A Gorizia, alle ore 21, al Teatro Verdi arriva invece Fatoumata Diawara, una delle voci più vitali della musica contemporanea africana, sul palco in quintetto con Juan Finger, Jurandir Santana, Fernando Tejero e Willy Ombe. Il suo nuovo album, London KO, prodotto da Damon Albarn, combina le sue radici mandinka con influenze afrobeat, jazz, pop, elettronica e hip hop, esprimendo una coraggiosa sperimentazione. Il titolo riflette la fusione tra Londra e Bamako, simboleggiando un continente immaginario che unisce Africa ed Europa.

Giovedì 24 ottobre altra prestigiosa presenza femminile, Camilla George (alle 21.30, Teatro di Cormòns), sassofonista africana residente a Londra, esponente della nuova scena jazz inglese, musicista innovatrice che ha da poco pubblicato il terzo album Ibio-Ibio dedicato alla sua tribù di provenienza in Nigeria. Apre alle 11 (alla Cantina Jermann di Dolegna del Collio) il progetto Blue Moka con alcuni musicisti della scena jazz nazionale (fra i quali Emiliano Vernizzi), con un concerto fra blues, funk e jazz. Alle 15, nel Castello di Spessa, a Capriva del Friuli, in programma il solo di Wolgang Muthspiel, chitarrista austriaco elegante e raffinato, ‘cesellatore d’atmosfere’. Alle 18.30, a villa Attems di Lucinico, attesa per il quartetto dell’americano Joe Locke, da tempo uno dei migliori vibrafonisti al mondo (special guest il chitarrista ligure Matteo Prefumo). Nella stessa giornata, in luce anche il trio capitanato dal celebre pianista di Philadelphia Marc Copland alle 18, nel Nuovo teatro comunale di Gradisca, mentre a Villa Nachini Cabassi di Corno di Rosazzo suonerà alle 15 il Samuel Blaser Trio (affiancano l’eclettico trombonista svizzero l’altrettanto eclettico Marc Ducret alla chitarra e Peter Bruun, grande improvvisatore, alla batteria).

Sabato 26 ottobre arriva Paal Nilssen (alle 11, Kulturni Dom di Nova Gorica), batterista norvegese fra i più creativi oggi in Europa e protagonista della scena nordica, sul palco con Love Circus, il progetto nato durante la pandemia nel quale si è lasciato ispirare dai suoni di Etiopia, Mali, Senegal e Brasile. Molta curiosità poi per Anthony Joseph, cantante, poeta rivoluzionario del jazz, ma anche scrittore di culto afro-futurista, sempre in prima linea per difendere i diritti civili (alle 21.30, Teatro di Cormòns). Jazz d’eccellenza italiano con Matteo Paggi & Giraffe, alle 15, a Villa Codelli di Mossa, quintetto del poliedrico trombonista e autore. A San Floriano del Collio, nell’azienda agricola Gradis’ciutta, alle 18.30, completa il programma della giornata il trio del batterista e compositore tedesco Joe Hertenstein con al trombone Ray Anderson, noto per collaborazioni con David Murray e John Scofield, che aggiunge nuova energia e creatività alla formazione.

Stelle della musica anche nella giornata finale, domenica 27 ottobre, con il quartetto di Erik Friedlander, fra i più blasonati violoncellisti contemporanei. Emerge, nella formazione, la presenza al piano del grande Uri Caine (alle 14, Vila Vipolže di Vipolže, Slovenia), ma non di meno sono l’eccellente Mark Helias al basso e l’alchimista del ritmo Ches Smith. Un altro quartetto, quello di Kurt Rosenwienkel, chitarrista della scena jazzistica newyorkese, che si è distinto negli ultimi 30 anni per il suo stile innovativo e la capacità di comporre e improvvisare ad altissimi livelli, chiude il festival alle 20.30, nel Teatro di Cormòns.
La giornata si apre alle 11 nella Tenuta Villanova di Farra d’Isonzo con il trio Paier-Valcic-Preinfalk, degli austriaci Klaus Paier (fisarmonica e bandoneon) e Gerald Preinfalk (sax e clarinetto) e la croata Asja Valcic al violoncello, portatori di una nuova era creativa. Nuovo intreccio fra il Jazz & Wine of Peace e Zrcala Meje|Specchi di confine, in collaborazione con Kud Morgan, alle 12 da Ščurek, a Dobrovo v Brdih (Slovenia) con il solo di Jamie Saft, pianista virtuoso, tastierista, produttore e compositore di New York. Alle 16, al Kulturni Dom di Gorizia, performance finale dei musicisti coinvolti nel workshop che si terrà durante il festival, in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste, e con Samuel Blaser, Marc Ducret and Peter Bruun.

Sempre molto attesi, tornano anche i sei appuntamenti del percorso Jazz & Taste, dove l’atmosfera si fa più intima e, in un’ora di tempo, la degustazione di vini è scandita dall’ascolto di brani scelti dai musicisti per esprimere il particolare e mutevole carattere del vino e le sue caratteristiche. Ma la musica non si ferma mai durante il Jazz & Wine of Peace: come sempre i locali di Cormons fanno festa e partecipano con gli appuntamenti, dopo i concerti, del percorso ‘Round Midnight, music & food.
L’edizione 2024 del festival Jazz & Wine of Peace è dedicata al suo indimenticabile direttore artistico, Mauro Bardusco, prematuramente scomparso nel giugno di quest’anno. Sua è la “firma” anche di questa edizione: nonostante la malattia, Bardusco era riuscito a costruire buona parte del programma, portato poi a termine dallo staff di Circolo Controtempo.E mentre è stato avviato il progetto Fondo Bardusco, che permetterà di mettere a disposizione della collettività il suo immenso patrimonio di libri, cd, dvd e immagini legate al jazz, il festival proporrà in particolare, due momenti per ricordarlo, due omaggi in musica tributati da musicisti che di Mauro sono stati anche molto amici: il concerto del Venier Cisilino Duo, organo e tromba, nell’Abbazia di Rosazzo (“Concerto per Mauro”, venerdì 25 ottobre, alle 11) e quello della formazione capitanata da Zlatko Kaučič (“Objemi/Abbracci/Hugs”, special guest il sassofonista Torben Snekkestad) al Kulturni Dom di Gorizia, domenica 27 ottobre, alle 17.30.
Link al programma Jazz & Wine of Peace 2024
Scheda socio I-Jazz Circolo Controtempo
