Pubblicato il 25/06/2024
Confini? No, grazie! E’ proprio sulla dissoluzione dei confini che punta la nuova edizione del Südtirol Jazzfestival Alto Adige, in programma dal 28 giugno al 7 luglio, la seconda con la direzione artistica di Stefan Festini Cucco, Max von Pretz e Roberto Tubaro. Protagonista il jazz sperimentale europeo e una generazione che non distingue quasi più tra rock, punk, folk, noise, hip-hop, elementi di jazz e R&B e che sta plasmando il futuro del jazz internazionale.
41 i gruppi attesi in Alto Adige che suoneranno in 37 località diverse per un totale di 130 musicisti provenienti da molti paesi. A partire dalla Germania, presente con il Malstrom Trio, un mix di jazz, improvvisazione libera ed elementi rock degli anni ’90, e con il Nils Kugelmann Trio, il cui album di debutto Stormy Beauty è stato premiato con il German Record Critics’ Award nel 2023. L’Austria, invece, è rappresentata dalla band di culto Shake Stew, dal trio di jazz da camera HAEZZ e dal quartetto Sweet Life, capitanato dalla sassofonista Yvonne Moriel, che arricchisce efficacemente il jazz e l’elettronica con effetti dub, hip-hop, vibrazioni reggae ed elementi di world music.

Il percussionista e compositore Tilo Weber sarà presente con diversi progetti, così come la pianista Olga Reznichenko, che al festival sarà presente non solo con il proprio trio, ma anche con il trio Crutches e con il progetto Beatdenkers Polyplay, che unisce elementi ritmici di diverse tradizioni musicali con beat futuristici e sonorità ibride elettro-acustiche. Suonerà anche le tastiere al fianco del giovane sassofonista Fabian Dudek, che il suo sestetto presenterà le proprie composizioni di Day by Day, e parteciperà al connubio tra jazz e cinema presso il Filmclub di Bolzano. Insieme al sassofonista Daniel Erdmann e alla batterista Francesca Remigi, rimusicherà il film muto Mr. Radio del 1924. Il gruppo Nancelot, un quartetto di flauti con percussioni, si esibirà al Parco delle Semirurali di Bolzano, aprendo prospettive musicali completamente nuove con una strumentazione alquanto originale.

E non poteva certo mancare all’appello dell’edizione 2024 del Südtirol Jazzfestival Alto Adige l’eccentrica scena francese, rappresentata da una serie di gruppi interessanti come il quartetto Inui, che spazia tra jazz e trance elecronica, e il duo Nosax Noclar con i clarinettista BasGan Weger e Julien Stella, esploratori di paesaggi sonori variopinti che variano tra jazz contemporaneo, musica celtica, turca, nordafricana e armena. Il quintetto Jet Whistle invece, si addentra in un campo di gioco, che si estende dal free jazz fino agli esperimenti sonori atonali del compositore Pierre Boulez.
Il violoncellista francese Valentin Ceccaldi con il suo gruppo Bonbon Flamme sarà protagonista di una miscela selvaggia di rock progressivo e free jazz con improvvisazioni collettive anarchicamente libere, mentre suo fratello Theo Ceccaldi (viola e violino) si esibirà con il trio Velvet Revolution e azzarderà una matinée improvvisata con Tilo Weber alla Casa della Pesa di Bolzano, dove il pubblico potrà godere una musica non riproducibile dal vivo ma creata nel “qui e ora”.

Dal Nord Europa invece arriva il gruppo Y-Otis, guidato dal sassofonista svedese Otis Sandsjö, che con il suo “liquid jazz” si orienta verso l’hip-hop e la musica elettronica contemporanea. Con il chitarrista islandese Sigurdur Rögnvaldsson e la sua band LÚNA spazio al jazz-rock dei primi anni Sessanta, mentre la sassofonista danese Mette Rasmussen si esibirà al Bunker H di Bolzano con la cantante sperimentale Sofia Jernberg, nata in Etiopia e cresciuta tra Vietnam e Svezia, per un concerto in cui libertà strumentale e canto libero apriranno straordinarie possibilità di espressione della voce umana.
Nel programma del Südtirol Jazzfestival Alto Adige 2024 grazie a workshop e residenze artistiche, verrà dato spazio anche a sperimentazioni musicali , che saranno poi presentate durante i concerti. Allo Stanglerhof di Fiè, la bassista Ruth Goller di Bressanone, ormai di casa nella scena jazz britannica, sarà protagonista di una residenza con il batterista Daniel Klein di Lipsia e al vibrafonista trentino Mirko Pedror. E sempre per una residenza di più giorni a Bolzano, ospite del festival sarà la cantante Camilla Battaglia e il pianista Simone Graziano, che insieme al percussionista e artista svizzero Julian Sartorius presenteranno i risultati del loro lavoro al parco dei Cappuccini di Bolzano.

Il campo base del festival anche quest’anno verrà montato al Parco dei Cappuccini di Bolzano e sono confermate location attraenti come l’Abbazia di Novacella, la distilleria Roner a Termeno, il Club Est Ovest a Merano, la bottiglieria Harpf a Brunico, lo Stanglerhof a Fiè, così come Casa della Pesa e i parchi degli Hotel Mondschein e Laurin a Bolzano. Altri concerti all’aperto si terranno in montagna, allo Speikboden in Val Pusteria o presso la Galleria di Poschhaus a Ridanna. Nuove location di quest’anno saranno invece: l’Ottmanngut a Merano, il Corno del Renon, la terrazza sul tetto del campus Unibz di Bressanone, il ristorante Jocher al Monte San Vigilio a Lana, la Casa Goethe a Bolzano e la piazza della città di Vipiteno.
Da segnalare poi l’escursione jazz di tre giorni con il trio Words, guidato dal trombonista Maceo Paggi, che avrà inizio presso il rifugio Gardenaccia in Val Badia e terminerà presso il rifugio Juac a Selva di Val Gardena.
Confermati al Sudwerk del Ca de Bezzi a Bolzano i concerti late night, dal solo del batterista Oli Steidle al Duo Training, che con Ruth Goller adotta il principio di composizione surrealista del Cadavre Exquis. E sempre Goller, con il suo quartetto Skylla andrà alla scoperta di uno spazio sonoro tra folk bulgaro e free jazz in un concerto notturno presso la Fiera di Bolzano. Il Sudwerk ospiterà anche la seconda edizione di Kabarila, una specie di rituale jazz della durata di cinque ore in programma nello stesso luogo per cinque anni e che vede sempre la stessa formazione (Lukas Kanzelbinder, Delphine Joussein, Johannes Schleiermacher, Julian Sartorius e i danzatori Dante Murillo, Daphna Horenczyk, Jaroslav Ondrus). Oltre a musica e danza, il pubblico è una parte importante di questo rituale ed è invitato a partecipare ballando o semplicemente a godersi la performance ascoltando.
Link al programma Südtirol Jazzfestival Alto Adige
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