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Tutto pronto per una nuova edizione di Jazz is Dead! festival. Tre anteprime in aprile, gli appuntamenti dal 24 al 26 maggio e un epilogo ‘stellare’ con Gianluca Petrella

Pubblicato il 18/03/2024

Home Page › Notizie › Da non perdere › Tutto pronto per una nuova edizione di Jazz is Dead! festival. Tre anteprime in aprile, gli appuntamenti dal 24 al 26 maggio e un epilogo ‘stellare’ con Gianluca Petrella

“La settima edizione, sette, il numero perfetto, la ricerca della perfezione in un festival che ormai non ha più forma e genere, che cresce, sempre di più, mostruoso, vivo, unico, un corvo bianco. Spazi e tempi dilatati si accostano a ritmi percussivi e riff infernali, algidi suoni di sintesi si alternano ad antiche tradizioni millenarie di terre lontane. Rumori e silenzi ci accompagnano in un amalgama di suoni, voci, strumenti, melodie. Descrivere la settima edizione di Jazz is Dead! è dunque impossibile, sappiamo solo che abbiamo fatto del nostro meglio, per rendere il festival… perfetto!”. Sono queste le parole che usa Alessandro Gambo, direttore artistico di Jazz is Dead!, per presentare l’edizione 2024 di un festival che continua a puntare, con successo, sulla propria capacità visionaria.

Sono sette gli appuntamenti JID24, cinque i luoghi del festival. Due anteprime torinesi al Cinema Massimo e all’Auditorium Agnelli, un appuntamento a Milano all’Auditorium San Fedele, un epilogo al Planetario di Torino e tre giorni consecutivi di festival al Bunker di Torino, quest’anno con un allestimento totalmente ripensato per garantire una fruizione adeguata alla proposta e alla partecipazione inclusiva. L’area a disposizione dei partecipanti al festival sarà molto ampia, i concerti principali si terranno sul palco esterno con un impianto calibrato e una capienza aumentata, mentre alcuni selezionati live e i dj set della notte accoglieranno i danzatori all’interno, nella consueta area club, cattedrale industriale. Diverse aree esperienziali prenderanno forma per completare il percorso fruitivo.

Si parte con le anteprime del 6 e l’8 aprile a Torino e Milano con Suzanne Ciani che arriva in Italia in esclusiva per Jazz is Dead. Oltre alla data di Torino, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, la pioniera dei sintetizzatori sarà protagonista anche a Milano per la rassegna Inner_Spaces, realizzata dalla Fondazione Culturale San Fedele. Suzanne Ciani si esibirà in ciascuna delle due città proponendo una performance apposita e originale. Si prosegue il 28 aprile a Torino con la terza anteprima, una coproduzione TJF – Jazz is Dead! John Zorn – New Masada Quartet. Compositore, musicista e produttore, Zorn è un’istituzione della musica americana che dal jazz all’improvvisazione radicale, dal punk hardcore al doom metal, dal klezmer al lounge, alla classica contemporanea, ha dato vita a una produzione imponente e controversa, difficilmente assimilabile in categorie accademiche. Questi tre giorni denotano una importante ed evidente crescita territoriale e relazionale. Si valicano i confini geografici, sbarcando a Milano e si abbattono i confini, stringendo collaborazioni con le grandi realtà culturali. 

24-25-26 maggio sono i giorni torinesi consecutivi di questa settima edizione del festival durante i quali si esibiranno la maggior parte degli artisti in cartellone. La suddivisione delle tre giornate al Bunker di Torino rispetta un flusso musicale immaginato per macro generi. Il venerdì per gli amanti del suono minimale, sperimentale e ricercato, il sabato che si apre alle contaminazioni internazionali e alle sonorità calde, la domenica che in crescendo parte dal jazz per esplodere nella potenza del suono più estremo. 

Per entrare nel programma solo alcune anticipazioni. Venerdì 24 maggio esordio nel segno di Massimo Silverio, osannato all’unanimità da critici e musicisti; da non perdere poi Moritz Von Oswald, uno dei pilastri portanti dell’elettronica mondiale da ormai più di trent’anni, e William Basinski, considerato come uno dei massimi esponenti dell’elettronica ambient mondiale. Grande attesa per il concerto che vede sul palco insieme Marta Salogni, attualmente la più grande produttrice in circolazione, e Valentina Magaletti, ospite fissa dal 2018 di JID e batteria onnipresente nel mondo dell’avanguardia e non solo. Per concludere la serata i dj set del Cobra, di Lena Willikens, di 3Phaz, per la prima volta a Torino, e di Skip.

Il programma di sabato 25 maggio si apre con la voce ammaliante e profonda di Cindy Pooch, per proseguire poi sulle note che cantano malinconia, rabbia, e libertà di Le Cri du Caire (in collaborazione con Torino Jazz Festival); per la prima volta a Torino arriva Dave Okumu con i suoi 7 Generations, che lasceranno poi il palco al super gruppo italiano formato da Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Fabio Rondanini (Calibro 35 e Afterhours) con Marco Fasolo (Jennifer Gentle) e Alberto Ferrari (Verdena); e poi, direttamente dalla Nigeria, spazio al rap dirompente di Aunty Rayzor.  Per i dj set finali arrivano: dj Haram, per la prima volta a Torino, il duo di Manchester formato da JD TWich e da JG Wilkes, e dj Storm il nome più influente della drum’n’bass mondiale.

Domenica 26 maggio riflettori puntati sull’Orchestra Pietra Tonale, l’orchestra di improvvisazione più rumorosa del pianeta torna per la terza volta consecutiva a Jazz is Dead. Da non perdere poi l’arrivo di un duo stellare come quello degli Star Splitter, formato da Rob Mazurek e Gabriele Mitelli. Rob Mazurek, pilastro portante della tradizione jazzistica di Chicago spazia tra improvvisazione e rumore, ritmi di altri mondi e sonorità sperimentali, Gabriele Mitelli si è sua volta imposto nella scena internazionale come uno dei più interessanti musicisti e compositori contemporanei (in collaborazione con Torino Jazz Festival). Per la prima volta a Torino arrivano i RUINS di Tatsuya Yoshida si uniscono agli ZU di Massimo Pupillo e Luca T. Mai che tornano dopo quasi cinque anni di assenza sui palchi. Grande attesa anche per Daniela Pes che con il suo esordio discografico Spira prodotto da Iosonouncane ha stregato il mondo della musica. Un live che si preannuncia esplosivo sarà quello dell’ensemble dei NU JAZZ, una all star band formata dai musicisti della scena rock, noise e jazz di New York. Per la chiusura del festival riflettori puntati sui Godflesh (Justin K. Broadrick e G.C. Green), per la prima volta a Torino sul palco di JID.

Per l’epilogo dell’edizione 2024 del festival, anche quest’anno, si conferma della collaborazione con INFINI.TO Planetario di Torino, il museo dell’astronomia e dello spazio, che il 7 giugno ospiterà il concerto di Gianluca Petrella. Nel panorama jazzistico e sperimentale c’è nome migliore che possa rappresentare il binomio spazio e musica. Musicista eclettico, riconosciuto a livello mondiale, Petrella proporrà una produzione originale scritta in collaborazione con gli astrofisici di INFINI.TO Planetario di Torino per sonorizzare la volta digitale celeste della cupola avveniristica del planetario. Un progetto nato dal genio di Petrella e immediatamente accolto da Jazz is Dead!

L’immagine guida della settima edizione di Jazz is Dead! è stata realizzata dall’illustratore Gioele Bertin, artista urbano e digital artist. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, ha vinto diversi premi, tra i più recenti il Millenium Awards – MYCITY (urban art award) di Roma e il primo premio all’esposizione presso i Giardini della Biennale d’Arte a Venezia, Artefici del nostro tempo, street art section.

Link al programma di Jazz is Dead! festival
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Categoria: Da non perdere Tag: Alessandro Gambo, elettronica, festival, jazz, Jazz is Dead!, Milano, Piemonte, Torino

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credits: TP

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