Pubblicato il 22/01/2024
Il titolo è già tutto un programma: Per fare un albero ci vuole il jazz. E’ l’ultimo progetto firmato Moncalieri Jazz Festival, un podcast che racconta la storia del festival, arrivato nel 2023 alla sua ventiseiesima edizione, attraverso un racconto in cui voci, suoni ed emozioni s’intrecciano per dare vita a un viaggio pieno di suggestioni. E per presentarci l’ultimo nato della famiglia MJF abbiamo raggiunto il direttore artistico, Ugo Viola.
E’ appena andato online il primo episodio del podcast di Moncalieri Jazz Per fare un albero ci vuole il jazz: ci racconti come è nata l’idea del podcast?
Per l’idea devo ringraziare il mio collaboratore Albert Hera, che un giorno arriva da me dicendomi “ma perché non realizziamo anche un podcast raccontando ciò che accade sul palco e dietro le quinte del festival?”. Abbiamo così iniziato a muoverci per realizzare fisicamente ciò che fino a quel momento era rimasto soltanto nelle nostre menti. L’obiettivo era donare al pubblico un prodotto digitale al passo con i tempi, che potesse raccontare a chi c’è stato e anche a chi non è potuto esserci, l’atmosfera che si è respirata nei giorni del festival.

Un titolo decisamente originale: cosa vi ha guidato nella scelta?
L’elemento da cui siamo partiti è la musica, protagonista indiscussa del festival e di tutto ciò che attorno ad esso si realizza. Il Jazz, poi, è una musica basata sull’improvvisazione: non si sa mai cosa possa accadere nel momento immediatamente successivo a quello presente, non lo sanno neanche gli artisti, perché a una nota o a un ritmo improvvisato seguono le improvvisazioni degli altri elementi del gruppo. Ecco perché difficilmente uno spettacolo di jazz risulta uguale a un altro, pur avendo gli stessi elementi sul palco. Tutto dipende dalle emozioni, da come il pubblico risponde e da cosa sceglie di portare in scena in quel momento l’artista.
Così come imprevedibile è la musica jazz lo è anche un po’ la natura, il percorso di crescita e la vita stessa. Ci può essere un elemento comune di base, un percorso scritto o preimpostato, ma poi tutto dipende da innumerevoli fattori esterni e imprevisti che si verificano nel mondo circostante. Ed ecco che per fare un albero, raffigurazione forse più emblematica di ciò che è la vita, ci vuole il jazz con la sua imprevedibilità.
A chi è dedicato questo “viaggio nell’affascinante mondo del Moncalieri Jazz”? Chi già conosce il festival? Chi non c’è mai stato? I suoi artisti?
Direi forse a tutti questi elementi. Sicuramente è stato pensato per celebrare quella che è stata e continua a essere la storia del festival, che è arrivato al suo 26esimo anno di vita con un calendario ricco di appuntamenti sempre più attesi dal nostro pubblico: la Notte Nera, le serate a teatro con i grandi ospiti, le lezioni concerto nelle scuole, le giornate dedicate al jazz che cura e le serate nei locali di Moncalieri. Posso però dire che il podcast permetterà di far arrivare il nostro progetto alle orecchie anche di un pubblico che non ha presenziato fisicamente al festival o che addirittura non lo conosceva prima. Attraverso il racconto dei protagonisti del podcast, si assaporerà un’emozione quasi pari a quella vissuta in quelle sere di novembre e si conosceranno a fondo le storie degli artisti che hanno presenziato nell’edizione 2023 appena trascorsa.

E quali “segreti e curiosità” ci farà scoprire sul Moncalieri Jazz Festival: qualche anticipazione per gli amici di I-Jazz?
Diciamo che verranno svelati alcuni retroscena riguardanti sia ciò che è accaduto durante le serate del festival sia sul come siamo arrivati a scegliere i temi dell’edizione del 2023. Posso anticiparvi che i protagonisti del podcast approfondiranno la storia delle cinque figure femminili a cui abbiamo scelto di dedicare la Notte Nera del Jazz e perché abbiamo scelto proprio Alda Merini, Frida Kahlo, Anna Magnani, Rita Levi Montalcini e Maria Giuseppina Puglisi. Vi posso anche dire che ci racconteranno un po’ di aneddoti sulla nascita del Moncalieri Jazz Festival e sui personaggi che sono passati da noi in questi 26 anni.
Ci presenti il team che ha curato il podcast?
Con molto piacere. Il podcast è stato prodotto dal nostro partner “Mettiamoci la voce” grazie a Valentina Ferraro, anche chiamata la musifavolista, che insieme a Sandro Ghini hanno curato la registrazione, l’editing e il sound design del progetto. Le voci narranti dei personaggi che sentirete sono di: Maria Grazia Tirasso, Francesco Nardi, Sandro Ghini e Valentina Ferraro.
Quanti saranno gli episodi e dove si potranno ascoltare?
Saranno 5 episodi, disponibili sulle piattaforme Spotify, Podchaser, Podcast Addict e iHeart. Il primo episodio è stato pubblicato mercoledì 17 gennaio, i prossimi saranno online nei mercoledì successivi: 24 e 31 gennaio, 7 e 14 febbraio. Episodi brevi, leggeri, da ascoltare mentre si è in macchina verso il luogo di lavoro, mentre si cucina o magari la sera sul divano.

Come direttore artistico del MJF, cosa ti piacerebbe che al termine del ‘viaggio’ rimanesse nell’ascoltatore del podcast?
Devo ammettere che i progetti realizzati quest’anno, mi rendono particolarmente fiero e orgoglioso del lavoro svolto. Abbiamo pensato a idee nuove, al passo con i tempi che corrono più veloci delle dita di un pianista sui tasti. Il Moncalieri Jazz Festival è diventato più innovativo, e direi anche più inclusivo, con la creazione dell’audiolibro sui 25 anni di storia del festival disponibile gratuitamente sul nostro sito internet (link per scaricare l’audiolibro) e con la produzione del podcast. Spero che quest’ultimo possa avvicinare al festival un pubblico nuovo, che faccia venire la voglia soprattutto ai giovani di prender parte alle nostre prossime edizioni. Nel pubblico già nostro affezionato spero lasci la scia delle emozioni vissute ai nostri concerti nel mese di novembre, con la voglia di tornare alla 27esima edizione già in lavorazione.
Link al primo episodio Per fare un albero ci vuole il jazz
Scheda socio I-Jazz Associazione musicale C.D.M.I.
