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PLAYLIST I-JAZZ #5 – Saul Beretta, direttore creativo di Musicamorfosi, firma la nuova playlist targata I-Jazz

Pubblicato il 22/12/2023

Home Page › Notizie › In evidenza › PLAYLIST I-JAZZ #5 – Saul Beretta, direttore creativo di Musicamorfosi, firma la nuova playlist targata I-Jazz

“Sono riuscito a tagliare a 24 brani! Dai, non vado oltre, ok?
Per il titolo… pensavo: Encantados”
Saul Beretta, direttore creativo Musicamorfosi

1. Marco Mezquida Trio | Ravel Pavane pour un infante defunte
Mezquida è un talento straordinario. Capace di tessere sottili trame della storia della musica senza confini o barriere. Il suo album, ma più ancora i suoi live sono delle vere esperienze immersive con pathos e drammaturgia musicale. Intorno a Ravel si accompagna con i fidati e eccezionali Aleix Tobias alle percussioni e Martin Melendez al violoncello. Un trio insolito, una simbiosi devastante. Tecnica e cuore. Scansatevi!

2. Amaro Freitas + Hamid Drake + Shabaka Hutchings + Aniel Someillan | Encantados
Amaro è stata una folgorazione al primo ascolto. Per la prima volta in solo e trio nell’estate 2018 nella nostra sede di Villa Dho a Seveso. Non parla una parola se non il portoghese o il suo dialetto di Recife, ma il suo originale alfabeto musicale lo rende comprensibile a tutti. Devastante!

3. Nils Berg Cinemascope | Pashto Love
Questo pezzo è stato il tormentone di una fortunatissima edizione di Suoni Mobili 2019. Un trio svedese raffinatissimo in un progetto capace di mescolare con ironia virtuale e reale, i linguaggi del jazz e della musica globalizzata. Mai più senza.

4. Ernst Reijseger | Variation for cello solo dalle Goldberg Variation di Uri Caine
Registrato alla prima take, come da lui raccontatoci, dopo essersi fiondato in studio con nelle orecchie solo un mini brief di Uri Caine; ci spiega su cosa fossero le sue imponenti Goldberg Variation: il violoncello di Reijseger arriva dritto al cuore portandoti in giro appeso a una corda pizzicata del preludio della I suite di Bach per cello solo. Panorama sorprendente.

5. Michel Petrucciani | She did it again
Un anno a Natale ero a Bordighera per sentirlo in piano solo ed esattamente un anno dopo a Pere Lachaise a piangere sulla sua tomba, lì accanto a Chopin. Un basso ostinato che mi è entrato sottopelle prima ancora del jazz come genere musicale in senso lato e che nelle follie sperimentali di Musicamorfosi veniva proposto in mix con l’ostinato del n.7 di Musica Ricercata di Gyorgy Ligeti. Ostinato e contrario.

6. Yumi Ito | What seems to be
Yumi Ito è un regalo insperato dell’algoritmo di Spotify, una scoperta digitale della Discovery Weekly celebrata nella stagione 2023 con oltre 10 suoi live programmati tra l’Italia e Lugano. Se penso a volte quante ore di viaggio e di concerti lontano da casa per assaggiare nuovi talenti… Regalata!

7. Giovanni Falzone Contemporary Orchestra | Good times bad times
L’avventura con Giovanni inizia 20 anni fa, nel 2004, al crocevia della nascita di Musicamorfosi e della nascita di Falzone nel mondo del jazz. La Contemporary Orchestra, un’avventura meravigliosa che ci ha portato in grandi festival, sale prestigiosissime con progetti visionari e eclettici dal Requiem di Mozart al Barbiere di Rossini. Qui i Led Zeppelin. A dispetto del titolo: solo tempi belli!

8. Linda Fredriksson | Nana – Tepalle
Attendo Linda in Italia, anzi se qualcuno volesse affiancarmi nel programmarla la prossima estate sono qui a braccia aperte. Come il mare del nord.

9. Phase Duo | Wanderlust
Eloisa Manera e Stefano Greco sono un magico ecosistema che era di per sé pronto a far germogliare ogni tipo di forma di vita. Per me questo è il top della meta creazione, vedere come e cosa possono creare gli altri o le altre nelle giuste condizioni di operare. Cageano e fruttifero!

10. Florian Weiss Woodoism | Wabi-Sabi
Una gemma sfavillante della giovane scena elvetica. Un gruppo che suona da paura, pezzi bellissimi, un’alchimia potente a cui la prima volta in Italia abbiamo affiancato il meraviglioso Dudu Kouatè per dare ragione al nome: woodoism. Magia nera.

11. Antonio Zambrini Jasper Bodilsen Martin Andersen | Alfie
Antonio è un compositore eccezionale, lo sa anche Stefano Bollani che ha aperto il suo primo disco ECM con un suo brano: Antonia, l’alter ego femminile di Zambrini! Qui con il trio danese esalta la sua dolcezza personale e compositiva. Solo su Spotify raccoglie quasi 500mila ascolti in poche settimane dalla pubblicazione. Clamoroso e silenzioso.

12. Stefano Bollani | Monza Monza
La prima volta di Bollani a Monza è stato per la stagione di Musicamorfosi: LAMPI nel 2004 nel Teatrino di Corte della Villa Reale con Bobo Rondelli. Tre anni dopo è tornato in città che era già una star televisiva e il suo piano solo una centrifuga incredibile nella quale c’è finita anche ironicamente la città di Monza che lo accoglieva con un teatro tutto esaurito da settimane! Monzese.

13. Nicole Johaenntgen | Labyrinth
Una scoperta recente e dopo averla ospitata al LAC a Lugano non vedo l’ora di presentarla al nostro pubblico lombardo. Un generale con il sorriso!

14. Michele Bonifati Emong | Working Class Hero
Giovani, forti e speriamo di lunga vita. Emong, uno dei progetti di Nuova Generazione Jazz che abbiamo ospitato parecchie volte nel corso del 2023. La voce è quella di Evita Polidoro (con Nerovivo NGJ 2024) e l’omaggio all’utopia di John Lennon di cui avremmo sempre e ancora tanto bisogno. Universali.

15. Raphael Imbert | He nevuh said a mumbling word
La musica funebre e il gospel afroamericano mi hanno ossessionato a lungo, durante e post Covid. Ritrovarsi in maniera catartica in chiesa, in cimitero per cantare, per celebrare, per dare il giusto posto al rito e il giusto posto alla musica e ai musicisti è stata una delle mie priorità e battaglie artistiche dell’ultimo triennio. Ci siamo sentiti dire che eravamo superflui, come se stare bene fosse una questione solo di salute fisica. La musica è parte della vita umana e come tale deve assolutamente avere un posto nella ritualità della società. Non un prodotto da vendere, ma un risultato di relazioni. Questo spiritual in questa meravigliosa versione è stato il mio refrain e il mio mantra nel sopportare l’oltraggio che tanti artisti hanno subito. Senza dire una sola parola.

16. Imperial Quartet | White Keys
Da francesi e francofoni andare a pescare la musica delle incredibili e insondate eredità degli indiani d’America e degli acadiani (i primi colonizzatori francesi della Nuova America) è una premessa che già faceva pensare bene … Pocket brass band!

17. Tigran Hamasyan | What the waves brought
Tigran ha festeggiato a Suoni Mobili i suoi 21 anni nel 2011. Questo suo album di debutto rimane una gemma scolpita nel cuore. Indimenticabile!

18. Lucia Cadotsch | Wild is the wind
Uno dei miei pezzi preferiti di Nina Simone decomposto e asciugato di tutto il pathos. Lucia Cadotsch ti fa arrivare al cuore di quella emozione dalla parte opposta del sentimento. Glaciale.

19. Fred Hersch | All I Want
Chiaroscuri e intensità. Il solo piano di oltre due ore di Hersch per Monza Visionaria è già leggenda per i fortunati che si sono assiepati nella scura e quasi abbandonata chiesa di San Maurizio a Monza. Come vorrei che i concerti fossero sempre: ineguagliabile alchimia tra chi suona e chi ascolta. Assoluto!

20. Eva Fernandez | Jo pregunto
Giovanissimo e straordinario talento di Barcellona. Eva ha incantato già più volte con formazioni diverse il nostro pubblico. Ricordo una sera di agosto, quando la Brianza di solito non è affollatissima, arrivare masse inattese per il concerto di Eva. Oceanica.

21. Johanna Summer | R. Schumann di paesi e uomini lontani
Se non si fosse capito bene, ho una estrema passione per il jazz che rimastica la musica classica. Questa gemma di Schumann riluce di una luce tutta nuova nelle mani della Summer. Caleidoscopica.

22. Naomi Berrill | Softly, as in a morning sunrise
Sono molto orgoglioso di aver prodotto questo bellissimo disco di debutto di Naomi Berrill. Alcune canzoni come queste non invecchiano e non sono mai stanco di rimetterle a girare nello stereo. Durevole.

23. Alice Coltane | Huntington Ashram Monastery
In questa meravigliosa carrellata di artiste non poteva mancare un lume tutelare: Alice Coltrane mi ricorda sempre la trascendenza della musica, il suo essere cosi potentemente sopra i confini e i limiti del mondo fisico. Mistica.

24. Keith Jarrett | Over the rainbow (live at La Scala)
Con la mia morosa dell’epoca (1993) siamo entrati in platea alla Scala solo sugli applausi di questo che forse era l’ottavo o nono bis del celebre concerto scaligero che noi abbiamo solo origliato dal foyer. E’ una storia lunga ma ancora non me la sono messa via. Come Forrest Gump, ma in ritardo!

Categoria: In evidenza Tag: I-Jazz, jazz, Musicamorfosi, playlist, Saul Beretta

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