Pubblicato il 26/02/2026
Sono ancora una volta i due Teatri Giotto di Borgo San Lorenzo e di Vicchio a fare da cornice, nel cuore del Mugello, alla ventisettesima edizione del Giotto Jazz Festival, in programma dal 18 al 22 marzo. Organizzata da Jazz Club of Vicchio e Music Pool, la manifestazione conferma la varietà delle proposte che da sempre contraddistingue il festival toscano e che quest’anno propone cinque concerti che si muovono tra elettronica, funk, jazz.

Si parte da Borgo San Lorenzo, mercoledì 18 marzo, con Sakamoto & Me, l’omaggio di Danilo Rea a Ryūichi Sakamoto con l’incursione in scena di elettronica e immagini firmate Martux_m. Il filo rosso che unisce Ryūichi Sakamoto a Danilo Rea? Sicuramente il pianoforte, ma non solo. Ancor più profondo è l’amore per la melodia, il Canto. Unire il pianoforte all’elettronica per creare un linguaggio musicale assoluto. Entrambi hanno esplorato, studiato e suonato molti stili e generi musicali, unendoli tra loro oltre le comuni regole, quell’oltre le “note permesse” che appartiene a un sentire profondo, scavando e creando una ‘essenza’ che giunge intatta fino all’ascoltatore, immergendolo in una dimensione puramente emozionale, che parla all’IO di ognuno, trasformandosi in colonna sonora di tanti singoli vissuti.
Giovedì 19 marzo, al Teatro Giotto di Vicchio, è la volta del nuovo guru del basso elettrico spagnolo Vincen Garcìa, sul palco con Andoni Narvaez alla chitarra, Manuel Pardo alla tromba, David Cases al sax e Jairo Ubiano alla batteria. Acclamato come una delle figure più prestigiose della scena jazz e funk moderna in tutto il mondo, Garcìa da oltre 14 anni porta avanti un’esperienza artistica del tutto personale, avendo sviluppato un suono distintivo e moderno caratterizzato da un’esecuzione energica e grintosa. Interamente autodidatta, Vincen è tra i bassisti più ascoltati a livello globale in termini di streaming, con milioni di visualizzazioni, e il suo primo album, Ventura, sta ricevendo un’accoglienza estremamente positiva nelle città di tutto il mondo. Oggi è sicuramente uno degli artisti spagnoli più importanti e influenti a livello internazionale.

Sempre a Vicchio, venerdì 20 marzo, arriva il producer e tastierista Bassolino per presentare il suo primo album Città Futura (in uscita il 1° marzo). Un disco carico di groove dal sound “losco, pulp, grottesco e romantico” che affonda le proprie radici nel passato per disegnare una nuova, visionaria “città futura”. La colonna sonora di un ideale film popolato da gangster, cartomanti, animato da voci di piazze brulicanti di vita e da un suono proiettato verso le stelle ma saldamente ancorato a una terra bruciata dal sole. un lavoro che rivendica con orgoglio l’affermazione di un sound “meridionale”, nella sua accezione sociologica, che rilegge e riattualizza in modo appassionato la cultura pop degli anni ’70 per provare a interpretare il presente, nella convinzione politica che è nelle forme espressive più popolari che si trova la fotografia più autentica di una società. Il disco esce in digitale e in formato LP 12” per due etichette: la berlinese Jakarta Records e la napoletana Periodica Records. Sul palco Linda Feki voce, Paolo Petrella basso, Marcello Giannini chitarra, Gennaro Apuzzo voce, Edoardo Battaglia batteria.
Due giganti della musica, il chitarrista Lionel Loueke e il bassista Dave Holland, saranno i protagonisti dl concerto di sabato 21 marzo a Vicchio. In un mondo in cui la connessione sembra spesso sfuggente, Loueke e Holland uniscono i loro talenti nell’attesissimo album United, un progetto che va oltre la semplice collaborazione e incarna un dialogo profondo tra due maestri provenienti da background diversi, che fondono le loro voci uniche in qualcosa di meravigliosamente trascendente. Ciò che è iniziato come un momento improvvisato durante un soundcheck si è trasformato in un album che riflette lo spirito di due musicisti dediti a superare i limiti ed esplorare nuovi orizzonti. Un lavoro che fonde splendidamente le ricche radici dell’Africa occidentale di Loueke con la profonda influenza di Holland sul jazz moderno. Una testimonianza potente del ruolo della musica nel promuovere l’unità in mezzo alle divisioni sociali.
L’edizione 2026 di Giotto Jazz Festival si conclude domenica 22 marzo con un evento speciale, lo spettacolo Intorno a mezzanotte. Omaggio a Pannonica Rothschild baronessa del Jazz. In scena l’attrice Alessia Innocenti con Nico Gori al sax e clarinetto e Massimiliano Calderai al pianoforte. Tra un brano, un drink e una sigaretta, la Baronessa Pannonica Rothschild racconta la sua storia, piena di incontri, di scontri, di eccessi, di generosità, di amore e di follia. Un mondo fatto di musica, una musica che con la sua carica emotiva può essere capace di cambiare il destino delle persone. “Pannonica Rothschild, detta Nica, ha rivoluzionato la sua vita per amore della musica, sfidando la famiglia di origine e la società razzista per diventare amica, benefattrice, complice, di tutti i musicisti di colore della scena americana del Jazz: Art Blakey, Bud Powell, Coleman Hawkins, Charlie Parker, Miles Davis, Sonny Rollins, e naturalmente Thelonious Monk con cui vivrà una particolare forma di folgorazione artistica che rivoluzionerà le vite di entrambi”. Un progetto dedicato a una donna che ha avuto una parte importante nella storia del jazz e che intende restituirle il posto che merita.
Novità di quest’anno due dj set in programma al termine dei concerti di Garcia (Giotto Funky Night con dj Morciano) e di Bassolino (Theatre Club after show con Leo 101 & Paolo).
Giotto Jazz Festival 2026 è realizzato con il contributo del Comune di Vicchio e di Borgo San Lorenzo e con il patrocinio dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello.
Link al programma Giotto Jazz Festival 2026
Scheda socio IJazz Associazione Music Pool
