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Torino Jazz Festival Piemonte 2026: da maggio a novembre ‘sconfinando’ tra generi, geografie e linguaggi. In apertura l’omaggio a Pino Daniele di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello

Pubblicato il 05/05/2026

Home Page › Notizie › Da non perdere › Torino Jazz Festival Piemonte 2026: da maggio a novembre ‘sconfinando’ tra generi, geografie e linguaggi. In apertura l’omaggio a Pino Daniele di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello

Sconfinando è il tema che attraversa l’intero cartellone dell’ottava edizione del Torino Jazz Festival Piemonte, in programma dall’8 maggio al 20 novembre 2026. Un’edizione che si sviluppa lungo l’intero territorio regionale e che conferma la vocazione del festival a portare il jazz fuori dai grandi centri urbani, trasformandolo in occasione di incontro, ascolto e partecipazione per le comunità locali. Un tema che prende forma esplicita nel concerto di Giorgio Conte, in programma il 22 ottobre ad Alessandria, ma si riflette in tutte le traiettorie artistiche del festival, dove “sconfinare” significa soprattutto attraversare generi, geografie e linguaggi, muovendosi liberamente tra tradizione e contemporaneità, tra culture diverse e nuove possibilità espressive.

Fin dall’apertura, infatti, in programma venerdì 8 maggio al Teatro Alfieri di Asti, il festival mette in dialogo jazz e canzone d’autore con “Il cielo è pieno di stelle”, omaggio a Pino Daniele firmato da Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, cui si affiancano, nel corso della programmazione, ulteriori riletture dello stesso repertorio come “Napule è…” con Felice Reggio e l’Hammond Jazz Trio, in programma a Nizza Monferrato (AT) il 3 settembre e a Gozzano (NO) il 19 settembre.

Accanto a queste incursioni nella tradizione italiana, il festival si apre a una pluralità di linguaggi musicali. Ad Asti, la Sala Pastrone ospita “Musica da ripostiglio… perché da camera ci sembrava eccessivo” il 13 maggio, mentre il 22 maggio è protagonista Eleonora Strino Trio e il 26 maggio il Roger Corrêa Quarteto porta in scena sonorità latino-iberiche, segnando uno dei primi sconfinamenti geografici dell’edizione. Sempre nel mese di maggio, la Reggia di Venaria accoglie “Solo Notturno”, una serata che riunisce due grandi pianisti come Shai Maestro ed Enrico Pieranunzi in un dialogo di respiro internazionale.

Il festival prosegue a giugno con l’Orchestra giovanile dell’Arsenale della Pace del Sermig, diretta da Mauro Tabasso, in concerto il 7 giugno a Biella, testimonianza di un jazz che si fa esperienza educativa e comunitaria e con l’energia della Rusty Brass Band, protagonista il 18 giugno nel cortile del Museo Archivio Reale Mutua di Torino.

L’estate amplia ulteriormente i confini del festival. Il 3 luglio a Bruino (TO) Gianpaolo Petrini Big Band incontra la voce di Simona Bencini, mentre il 24 luglio a Racconigi (CN) il Lori Williams European Sextet porta sul palco una dimensione internazionale, seguito il 26 luglio ad Almese (TO) dal trio di Roberto Tarenzi con Rick Margitza. A Baveno (VB), il 31 luglio, il mandolino di Carlo Aonzo offre una prospettiva solistica originale, mentre il 9 agosto a Visone (AL) il progetto Kind of Vasco rilegge in chiave jazzistica la canzone italiana. Uno degli spazi più significativi di sperimentazione è rappresentato dal Piedicavallo Festival, dal 21 al 23 agosto, con le performance di Ute Wassermann, Roxane Métayer e Mira, che esplorano le possibilità della voce e dell’elettronica, spingendo il jazz verso territori di ricerca sonora contemporanea.

Il percorso prosegue tra fine estate e autunno con il progetto Viscardi-Full Band Summer Tour a Vercelli il 19 settembre, con la dimensione intergenerazionale di Young & Wise il 3 ottobre a Valenza, e con le sonorità folk e mediterranee di Luca Morino & VoodooFolk Combo il 16 ottobre a Corneliano d’Alba (CN), che evocano un ulteriore sconfinamento verso paesaggi musicali tra mediterraneo e suggestioni western.

Il tema dello sconfinamento trova una sintesi ideale anche nel progetto “Arsenale dei Due Mondi”, in programma il 20 novembre al Teatro Marenco di Novi Ligure (AL), prima assoluta che vede protagonista Henrique Mota insieme all’Orchestra d’Archi dell’Arsenale della Pace del Sermig, in un dialogo tra Italia e Brasile che unisce tradizioni e visioni musicali differenti.

All’interno di questo ampio percorso emergono con forza tre direttrici che attraversano trasversalmente il programma e ne definiscono l’identità contemporanea. Da un lato, l’attenzione alle voci e alle presenze femminili, che si esprime nella ricerca chitarristica di Eleonora Strino, nella vocalità internazionale di Lori Williams, nella presenza di Simona Bencini e nelle sperimentazioni del Piedicavallo Festival, contribuendo a restituire uno sguardo plurale e attuale sulla scena jazzistica. Dall’altro, una marcata dimensione di internazionalizzazione che vede il festival accogliere artisti provenienti da diversi contesti culturali, dal piano di Shai Maestro al sax di Rick Margitza, fino alle sonorità latino-iberiche del Roger Corrêa Quarteto e alle esplorazioni vocali di Ute Wassermann e Roxane Métayer. A queste traiettorie si affianca infine una tensione costante verso la sperimentazione e le nuove frontiere sonore, particolarmente evidente nei progetti del Piedicavallo Festival e nel dialogo tra culture musicali diverse, come nel caso di “Arsenale dei Due Mondi” con Henrique Mota e l’Orchestra del Sermig, sintesi emblematica dello spirito di sconfinamento che attraversa l’intero festival.

“Un festival che sconfina è un festival vivo, curioso, propositivo. Soprattutto è un festival che – per quanto prenda l’avvio dal Torino Jazz Festival – prosegue in regione imboccando strade autonome, curiose, originali. Con una formula che non ha eguali in Italia, questo festival diffuso propone il jazz nel suo spirito più autentico: una musica che rifiuta le gabbie e le definizioni e guarda oltre i confini, di qualsiasi genere siano” racconta Stefano Zenni direttore del Torino Jazz Festival.

“Il Torino Jazz Festival Piemonte 2026 racconta un jazz che sceglie di sconfinare: attraversa generi, dialoga con culture diverse e si apre a nuove forme espressive, dalla canzone d’autore alla sperimentazione elettronica. È un progetto che mette al centro le comunità, valorizza il talento femminile e costruisce connessioni tra territori, artisti e pubblici. Ancora una volta, il festival si conferma uno spazio di incontro e crescita culturale diffusa, capace di unire radicamento locale e visione internazionale” dichiara Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo.

“Il lavoro di costruzione del programma di TJF Piemonte, lungi dall’essere nelle mani di una direzione artistica ‘pura’ – spiegano Fulvio Albano e Diego Borotti del Consorzio Piemonte Jazz – si può riassumere nella costruzione di condizioni, rapporti e strategie di sistema: drenare risorse economiche, renderne virtuoso l’impiego con buone pratiche collettive, condividere i desideri con gli operatori locali. Una doverosa restituzione alla comunità del Jazz piemontese, resistente e creativa, che anche in questa edizione si manifesta in un programma stilisticamente inclusivo e di alto profilo”.

Torino Jazz Festival Piemonte è promosso dalla Fondazione Piemonte dal Vivo insieme alla Fondazione per la Cultura Torino e al Torino Jazz Festival, in collaborazione con il Consorzio Piemonte Jazz, è reso possibile grazie al sostegno di Reale Mutua e degli sponsor Ancos APS e Confartigianato Imprese Piemonte.

Link al programma Torino Jazz Festival Piemonte 2026
Scheda socio I-Jazz Consorzio Piemonte Jazz

Categoria: Da non perdere Tag: Consorzio Piemonte Jazz, Diego Borotti, festival, Fondazione per la Cultura Torino, Fondazione Piemonte dal Vivo, Fulvio Albano, jazz, Piemonte, Torino, Torino Jazz Festival Piemonte

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