Pubblicato il 16/04/2024
“Benvenuti nella musica che stiamo ascoltando in queste settimane a Novara, mentre si avvicina la ventunesima edizione di NovaraJazz, dunque vi proponiamo quel che ascolteremo al festival. Nel selezionare i brani, abbiamo scelto solo brani presenti su Spotify. Se usate altre piattaforme… ci dispiace, potete comprarvi i dischi! Se non comprate dischi, forse questa playlist non fa per voi!
Buon Ascolto!”
Corrado Beldì, direttore artistico di NovaraJazz
1. Alabaster DePlume | Don’t Forget You’re Precious
È ancora troppo forte l’eco del suo ultimo concerto nello Spring Weekender NovaraJazz 2024 per non iniziare questa playlist con l’originalissimo e gentile Angus Fairbairn aka Alabaster De Plume. In questo Don’t Forget You’re Precious del suo secondo album Gold, Alabaster alterna il suono morbido del suo sax con la sua voce colloquiale, ci dà del tu e ci ricorda in modo convincente quanto siamo preziosi. Da ascoltare delle giornate in cui dobbiamo recuperare fiducia in noi stessi, comunque il viatico ideale per questa playlist.
2. Myra Melford | Still Life
C’è stato un tempo in cui, prima di NovaraJazz, a Novara si fece del jazz all’aperto. Il mio primo ricordo è un concerto di Myra Melford al cortile del Broletto, avrò avuto 17 anni, non ho mai saputo chi la portò in quella estate in cui anche Mal Waldron e Tiziana Ghiglioni completarono un miniprogramma. Potrò chiederlo a Myra sabato 8 giugno alle 16 nel cortile di Palazzo Bellini, occasione per ascoltarla in solo. L’antipasto per il concerto è questo Still Life, un dolce volo in solo tratto da Life Carries Me This way del 2013.
3. Savana Funk | Ghibli
Il nostro piccolo grande festival è una porta per entrare nell’estate, un vento caldo come il Ghibli che soffia nel deserto e dà il titolo a questo brano dei Savana Funk, band bolognese che quest’anno avrà l’onore di chiudere il festival domenica 9 giugno alle 21.15. Certamente una serata calda, con tanta musica, birra, abbracci, amici, visioni tropicali. Un tocco d’Africa succede spesso nel nostro giardino. Talento italiano, per una sera in cui certamente ci sarà da ballare e da festeggiare una nuova fine e un nuovo inizio.
4. Studio Murena | Long John Silver
La sera precedente, sabato 8 giugno alle 22.15 nel cortile del Broletto ascolteremo Studio Morena, non a caso il gruppo successivo in questa playlist, qui con Long John Silver, brano da Studio Morena del 2021 dedicato al pirata dell’Isola del Tesoro di Stevenson. Sentite che ritmo, da godere come un assalto a un galeone pieno di monete d’oro! Per chi non lo sapesse, nell’omonimo film che ha come protagonista Orson Welles, la colonna sonora fu composta da Natale Massara, compositore novarese, anzi oleggese da me amatissimo.
5. Tendha | Penguin Epic
Il festival sarà anche l’occasione per scoprire i gruppi sostenuti e prodotti dal Centro Produzione Musica WeStart – Piemonte Orientale Music, con la curatela di Enrico Bettinello. Il primo di questa playlist sono i Tendha, venerdì 7 giugno alle 18.30 alle Mura Romane, già vincitori del premio Taste of Jazz 2022, curioso quartetto composto da due voci, clarinetto e batteria, Suonano brani ispirati dei videogiochi, in questo Penguins, dopo il ghibli di cui sopra, un povero pinguino salta disperato tra pezzi di iceberg in rapido scioglimento.
6. Filippo Vignato | Ballade
C’è qualcosa di impalpabile ma meraviglioso in questa Ballade di Filippo Vignato, registrata a Heidelberg, città amatissima da Johann Wolfgang von Goethe. Forse ci vedo gli echi dei Blue Notes, sarà che qualche giorno fa è stato il compleanno di Louis Moholo-Moholo. Potremo chiederlo a Filippo nella chiesa del Carmine, piccolo gioiello che stratifica epoche e stili diversi in piazza del Carmine a Novara, domenica 9 giugno alle 16 prima o dopo il suo solo di trombone, tra i momenti da me più attesi nel prossimo festival.
7. Leila Shirvani, Francesco Diodati, Sara Shirvani, Enrico Morello | Rami / Riturnella
Il concerto di Francesco Diodati, che apre magicamente con le corde della sua chitarra questo brano, sarà alla Villa Caccia di Romagnano Sesia, progettata da Alessandro Antonelli, sabato 1° giugno alle ore 12. Il progetto Tellkujira, con Ambra Chiara Michelangeli alla viola, Francesco Guerri al cello e Stefano Calderano alla chitarra oltre a Francesco, ha suoni più aspri di questo Rami / Riturnella in cui Francesco accompagna Leila Shirvani in Clorofilla, un racconto morbido, naturale, tutto ramoscelli e rugiada.
8. Louis Sclavis | Après lui
Un festival è una raccolta delle figurine dei musicisti che più amiamo. Tra questi, certamente Louis Sclavis. Sorprendente che in 21 anni non sia mai stato da noi, quest’anno eccolo nel quartetto di Federica Michisanti domenica 2 giugno al tramonto a Cavagliano ma prima, nel mezzogiorno, in solo a Villa Picchetta nel cuore del Parco del Ticino. Con parziale incoerenza ho selezionato Après Lui, gioiello che commuove fin dalla copertina, una passeggiata sul fiume inseguendo qualcuno che la memoria non riesce a cancellare.
9. Vincent Courtois, Pomme | Qu’est-ce qu’on fait de l’amour
Un’altra licenza poetica. Quando penso a Vincent Courtois che sarà in solo dopo Louis Sclavis domenica 2 giugno a Villa Picchetta non posso che ricordare Ernest & Celestine, la splendida colonna sonora del film di animazione che racconta l’amicizia e le disavventure di un orso grigio e una Topolino, sceneggiato da Daniel Pennac. In questo Qu’est-ce qu’on fait de l’amour, Courtois accompagna Pomme, voce che per chi ama la musica francese è il risveglio ideale nei sabati di primavera.
10. Ferdinando Romano, Elias Stemeseder, Federico Calcagno, Evita Polidoro | The Dreamers
Sabato 8 giugno alle 12 nel cortile di Palazzo Tornielli, nuova scoperta per il nostro festival, ascolteremo il nuovo progetto di Invisible Painters di Ferdinando Romano nella nuova versione con Valentin Gherardus al posto di Elias Stemeseder, pianista del primo disco uscito nel 2023 da cui è tratto questo The Dreamers, brano in cui Ferdinando rappresenta al meglio la sua scrittura, apertura a nuovi mondi, voci, visioni. Questa produzione WeStart è una scommessa per uno degli artisti più interessanti dell’ultima generazione di artisti italiani.
11. Joanna Duda Trio | Grosshopper
Finalmente a Novara, dopo tante gite in amicizia, ecco Joanna Duda, pianista polacca di talento, qui in un ipnotico Grasshopper in trio da Fumitsuke, favoloso disco del 2021. Joanna non è solo una fantastica musicista, è anche una giovane donna empatica e simpatica, con una gran verve, mobilissima e sportiva, amante del lago di Garda, delle onde e del sole. Dopo troppo rimandare sarà da noi venerdì 7 giugno dalle 21.15 al Broletto in trio con Filip Botor a contrabbasso e Michal Bryndal alla batteria.
12. Yazz Ahmed | Organ Eternal
Già che siete ipnotizzati vi regalo questo Organ Eternal di Yazz Ahmed, talentuosa flicornista, trombettista e compositrice del Bahrein, da molti anni a Londra, tra le più interessanti interpreti della nuova scena inglese, quest’anno in esclusiva a NovaraJazz per la quarta edizione di Church of Sound nella Basilica di San Gaudenzio, illuminata a candele, la sera di giovedì 6 giugno, con un nuovo duo con Ralph Wyld che speriamo possa essere distribuito in molti altri luoghi di culto in tutta Europa.
13. Marco Centasso | Contenuto latente
In attesa delle ultime registrazioni, il gruppo è prodotto da WeStart, ascoltiamo Contenuto Latente dal giovane contrabbassista Marco Centasso, un ritmo che trascina. Lo ascolteremo sabato 8 giugno alle 18.30 nel grazioso cortile del Museo Faraggiana, davanti alla ghiacciaia e sotto la Cupola di San Gaudenzio con le rondini al tramonto, la sua band formata da Riccardo Sellan all’elettronica, Sarra Douik alla voce e oud e Manuel Caliumi al sax e clarinetto, altra provenienza e altra estetica ma le idee chiare sul jazz di domani.
14. Gordon Grdina, François Houle, Kenton Loewen, Benoît Delbecq | Waraba
Questo Ghostlights con Gordon Grdina, François Houle e Kenton Loewen è un brano rarefatto con una melodia che ricorda un vecchio brano dei Blue Notes. C’è sempre qualcosa d’Africa o di Medio Oriente quando Gordon e François si mettono insieme, oud e clarinetto, come nella Haram che qualche anno fa a Novara ha regalato una festa indimenticabile. Un quintetto molto speciale, insieme a Myra Melford, Joëlle Léandre e Gerry Hemingway al tramonto in Canonica sabato 9 giugno alle 18.30. Concerto top per il festival.
15. Federica Michisanti Quartet | Be4 Pm
Mi è molto piaciuto fin dalle prime note questo Afternoon di Federica Michisanti che già era stata a Novara per un bel solo nel 2019 in chiusura della European Jazz Conference, assemblea e conferenza ma anche il primo showcase del jazz italiano con una vasta rappresentanza di operatori da tutta Europa. In questo Be4Pm, prodotto da Parco della Musica, Federica ha coinvolto Louis Sclavis, Vincent Courtois e Michele Rabbia, maestro delle percussioni, da ascoltare domenica 2 giugno al tramonto.
16. Joëlle Léandre | Zurich Concert, n. 2
Joëlle! Ritorno a Novara dopo il quartetto con Carlos Zingaro, Sebi Tramontana e Paul Lovens, un lungo viaggio in treno e una notte intera a parlare di Giacinto Scelsi. Poi altri incontri in giro per l’Europa, un’amicizia sedimentata a distanza mentre il suo mito cresceva, premiata l’anno scorso al Vision Festival di New York e quest’anno con la nostra Chiave d’Oro NovaraJazz 2024 e in solo alla Giannoni di fronte alla Sinfonia del Mare di Filiberto Minozzi. Una leggenda vivente.
17. Rodrigo Amado | The Primal Word
Il suono di sassofono sotto la Cupola di San Gaudenzio, la più alta cupola di mattoni al mondo, capolavoro di Alessandro Antonelli quest’anno sabato 8 giugno alle 11 ospiterà Rodrigo Amado con cui parliamo da anni di un progetto. Forse tornerà nel prossimo. Quest’anno in solo, mi è giunto naturale legarlo in questo quartetto con Joe McPhee, l’anno scorso premiato con la chiave d’oro, e in questo The Primal World impegnato a dialogare con il sassofono di Amado. Burro e coltello, ricerca di un linguaggio comune.
18. Tamashi Pigiama | What It Takes
Momento spensierato di questa playlist questo vuoti questo What it Takes dei Tamashi Pigiama, gruppo premiato nel circuito Taste of Jazz 2023, composto da Carolina Pasinetti alla voce, Tommaso Lando alla chitarra, Alex Crocetta alla tastiera e basso synth e Luca Bongiovanni alla batteria, sabato 1° giugno alle 21.15 a Oleggio al parco, per una serata un po’ anni 70, almeno per chi capisce le parole, un po’ sospesa nello spazio come le musiche dei Tamashi Pigiama! Enjoy!
19. Guus Janssen | In The End
Il 9 giugno 2024, tutti puntuali per un caffè offerto sul sagrato alle ore 10 alla chiesa di San Giovanni Decollato, ecco il consueto solo di organo, dopo Kit Downes e Veryan Weston quest’anno sarà Guss Jansen, geniale pianista olandese già componente dell’ICP e di tanti progetti ospitati a Novara. Il solo d’organo non disponibile in piattaforma, rimediamo dunque con In the End, geniale solo tutto composto di cadenze e finali, perfetto per concludere questa o qualunque play list.
