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PLAYLIST I-JAZZ #7 – Ima Ganora e Gigi Andreone, alla direzione artistica di Monfrà Jazz Fest, firmano la nuova playlist targata I-Jazz

Pubblicato il 15/03/2024

Home Page › Notizie › In evidenza › PLAYLIST I-JAZZ #7 – Ima Ganora e Gigi Andreone, alla direzione artistica di Monfrà Jazz Fest, firmano la nuova playlist targata I-Jazz

“Un percorso fluido che racchiude il nostro esser jazz: grandi maestri da cui partire e tornare; preziosi amici con cui condividere non solo la parte musicale; giovani talenti che abbiamo il piacere di vedere crescere e che siamo sicuri saranno l’orgoglio del jazz italiano. E poi qualche anticipazione di ciò che sarà la settima edizione del MonJF a cui siete tutti invitati.  Buon Ascolto!”
Ima Ganora e Gigi Andreone, direzione artistica di Monfrà Jazz Fest

1. Nugara Trio | Worlds Collide
Uno dei brani che più rappresenta Point of Convergency il primo progetto discografico di questo eclettico trio che emerge nell’ambito del jazz contemporaneo, riflettendo una fusione di generi e influenze che si estendono ben oltre i confini convenzionali del jazz. Questo brano si distingue per la sua capacità di fondere elementi di musica classica, jazz moderno e sfumature etniche in un tessuto sonoro ricco e multistrato che sfida le aspettative dell’ascoltatore. Il Nugara Trio, composto da musicisti di talento con una forte visione artistica, dimostra una chimica straordinaria. La loro abilità nel dialogare attraverso i loro strumenti è palpabile, con ogni membro che contribuisce in modo significativo all’identità complessiva del pezzo. Un profondo rispetto per la tradizione jazzistica che esplora audacemente nuovi territori musicali, un invito anche all’ascoltatore a riflettere sul potere della musica di unire culture e idee apparentemente disparate. Un’aggiunta imprescindibile alla collezione di qualsiasi amante del jazz moderno.

2. Edoardo Liberati | Lithium
Lithium voleva essere una canzone swing in 3⁄4, ispirata a una composizione di Mark Turner. Una trama ritmica ricca di slanci e accenti conferisce una certa complessità strutturale alla composizione, pur preservando l’orecchiabilità e il lirismo delle linee melodiche. Da Everyday Life, brano uscito il 22 aprile 2022 per Gleam Records.

3. Eugenia Canale Quartet | Giorni Sospesi
Classe 1989, diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Novara, Eugenia Canale si presenta con questo Risvegli come una risorsa decisamente interessante nel panorama musicale nazionale. Riscaldanti nuance mediterranee e sudamericane ma anche suggestioni europee e radici africane, Risvegli è un disco concepito in pieno solco contemporary jazz che potrà essere apprezzato da chi ama l’incontro fra diverse influenze culturali per creare qualcosa di ibrido e unico.

4. Leonardo Barbierato | Suburbs
L’attitudine per la sperimentazione e la ricerca artistica di Leonardo Barbierato lo portano sin da subito a sondare diversi stili musicali non convenzionali. Improvvisazione, interazione, miscele di sonorità elettroniche e acustiche, esplorazioni poliritmiche, incursioni inter-disciplinari tra natura, matematica e musica sono caratteristiche comuni della sua musica. Questo progetto artistico esplora la complessità della relazione uomo-ambiente. La forte crisi ecologica dei nostri tempi, la tensione e l’ansia che ne derivano sono di forte ispirazione. Patterns for Transcendence contiene otto fotografie con elementi urbani artificiali e naturali che sono lo spartito delle loro composizioni musicali, con l’utilizzo di elementi sonori sintetici/elettronici e acustici. I pattern visivi delle foto si ritrovano nella musica a diversi livelli, da quello tematico a quello improvvisativo.

5. Rita Payes | El Marabino
Rita Payes, talentuosa musicista poliedrica da Barcellona, interpreta questo brano ricco di contaminazioni trasportandoci completamente nei suoi territori sonori, ricchi di dolcezza e sapori unici.

6. Kinga Glyk | Swimming in the Sky
Nuovo talento del basso elettrico, Kinga ci trasporta con questo brano in un mashup di sound funk ricco di commistioni e virtuosismi sempre a servizio della musica, sorretti da un solido senso del groove.

7. The Fearless Flyers | Ace od Aces
Accendete i motori, rilassatevi su una decapottabile per un viaggio coast to coast nel sound profondamente funk che ha costruito la storia della musica americana reinterpretato con la giusta attenzione e modernità da questa super band che è già nella storia.

8. Snarky Puppy | East Bay
Tratto da Empire Central, esecuzione live di un brano che proietta il sound delle big band nella modernità. Da Denton, Texas, vi trasporteranno in questa jazz-funk odyssey!

9. Chick Corea | Quartet n.1
Da Three Quartets, l’album del 1981 in cui Corea supera se stesso con una formazione di musicisti stellari (Gomez, Gadd, Brecker), spalmando su tre lunghe suite, una delle punte di diamante del jazz di tutte le epoche.

10. Bill Evans Trio | Someday My Prince Will Come
Tratta dal capolavoro del 1960 Portrait in Jazz, l’interpretazione di questo classico supera i confini stilistici e rivede il ruolo dei musicisti in un trio portando tutti allo stesso piano, come si sente bene in questo brano in cui il solo di Scott La Faro al contrabbasso svetta al pari di quelli del leader.

11. Pat Metheny | Bright Size Life
Il trio portato nell’era moderna. Pat Metheny apre alle sonorità fusion, new age, contemporary jazz regalandoci in questo disco la compagnia di due musicisti superlativi, in particolare Jaco Pastorius che con questo continuo controcanto delle note di Metheny crea una pietra miliare del basso elettrico moderno.

12. Duke Ellington | In a Sentimental Mood
Duke Ellington è considerato uno dei massimi compositori del ‘900, oltre le etichette di genere; grande è stata e rimane la sua influenza su generazioni di jazzisti. In questo brano con John Coltrane crea una magia irripetibile. Tutto ciò che venne dopo non fu più lo stesso.

13. Bebo Ferra | Luna di mezzogiorno
Bebo Ferra è un artista sardo d’origine e milanese di adozione. Da molti anni è riconosciuto come uno dei più importanti e creativi chitarristi nel panorama jazzistico nazionale ed europeo. Diverse sono le formazioni a suo nome, moltissimi i lavori discografici, sia come leader che come sideman. In questo progetto Jazz vs Corona imprigiona il momento storico e ci presenta questo splendido dialogo con la sua amata sei corde.

14. Max De Aloe – Roberto Olzer | Una notte di coprifuoco
Tratta dall’album omonimo Una note di coprifuoco sugella l’incontro tra questi due grandi musicisti italiani. Le note dei due strumenti hanno una sintetica eleganza e s’intrecciano in un dialogo sottovoce.

15. Circus quartet | Circus
Quartetto tutto italiano di grande energia sceglie timbriche chiare e nette, sostenuto dal lavoro solido di Max Tempia all’organo e dai lirismi di Fabio Buonarota alla tromba, denota indole mediterranea su cui a tratti si innesta uno spirito tra il folk e il bop.

16. Riccardo Fioravanti | Azalea
Dall’album Duke’s Flowers del 2016, non propriamente un omaggio filologico a Ellington, bensì una rilettura in chiave anche un po’ psichedelica. Riccardo Fioravanti, fiore all’occhiello del contrabbassismo italiano, si avvale qui della figura di spicco del chitarrista Roberto Cecchetto. Grazie a una solida ritmica (Alessandro Rossi alla batteria) e all’uso di un set percussivo di ampio respiro, spaziando dai suoni più strettamente mainstream al moderno drum&bass fino ai tamburi etnici, africani in particolare. L’aspetto lirico delle composizioni è magistralmente reso dal trombettista triestino Daniele Raimondi, parigino di adozione.

17. Anais Drago | Passio
Estratto dall’album Solitudo di Anais Drago, Passio è una composizione che esplora la profondità emotiva attraverso il contrasto dinamico e l’uso innovativo di strumenti classici uniti a elementi elettronici in una continua stratificazione di texture sonore che costruiscono atmosfere dense di significato. La maestria di Anais Drago nel manipolare il violino per esprimere un vasto spettro di emozioni si rivela nel modo in cui lo strumento dialoga con l’ascoltatore, alternando momenti di pura introspezione a esplosioni di intensa passione. Il brano sfida le convenzioni di genere, con un arrangiamento che privilegia una struttura organica e imprevedibile, rendendo l’esperienza d’ascolto intensamente coinvolgente. Passio si distingue per la sua capacità di catturare il tumulto emotivo della condizione umana, arricchendo significativamente l’album Solitudo e offrendo una riflessione profonda sulla solitudine e l’introspezione.

18. Giulia Damico | That’s What I Want
Il progetto musicale Sympatheia di Giulia Damico rappresenta un viaggio sonoro ambizioso ed emotivamente coinvolgente, che invita gli ascoltatori a riflettere sulla loro relazione con il mondo circostante. La sua capacità di unire diversi stili musicali in un’opera coesa e significativa testimonia non solo la versatilità artistica di Damico che spazia dalla musica classica contemporanea, al jazz, fino ad arrivare a sonorità più elettroniche e ambient, ma anche il suo impegno a esplorare temi di rilevanza universale attraverso la musica. Un modo di vivere l’arte, come strumento di riflessione utile per il bene di tutti. Un viaggio in cui la musica si mostra strettamente connessa col lato spirituale delle persone ispirata dagli studi riguardanti il Nada Yoga, che si basano sulla musica indiana, di cui usa usa scale e ritmi, in cui si ritrova una forte affinità al jazz legata soprattutto alla componente improvvisativa. Un’opera che, pur radicata in concetti filosofici antichi, risuona profondamente con le sensibilità contemporanee, offrendo un’esperienza d’ascolto sia riflessiva che emotivamente arricchente.

19. Ida Nielsen | Slappadibopbop
Una miscela accattivante e ballabile di funk, R&B, hip-hop, rap e neo-soul il mix di ingredienti di More Solse, please!, sesto album da solista de la regina del “Regina del Slap Bass”, un chiaro omaggio a Price, suo grande mentore. Ida Nielsen brilla suonando il suo caratteristico basso elettrico Sandberg California a 4 corde, interpretando anche le par+ vocali e contribuendo con parti multi-strumentali di tastiera. Slappadibopbop mette in mostra l’eccezionale virtuosismo strumentale distinguendosi per il ritmo incalzante, chiaro esempio dello stile unico e dell’energia che Ida porta nella sua musica, riflettendo la sua passione e il suo impegno nel continuare a innovare e ispirare attraverso il suo strumento.

20. SLWJM | No Longer Love
Atmosfere tra il soul, il jazz e r’n’b, per questa ballad del disco di esordio dei SLWJM dal carattere decisamente internazionale. Una fusion unita in maniera progressive dai contorni non lineari ma al contempo accesi e vividissimi. Un calderone di eclettismo musicale che diventa flusso coerente di black music trasformata dalla personalità spiccata di questo quartetto dal groove vellutato ed elegante.

21. Jeanny Lee | Summertime
Una donna, un’artista, una voce che racchiude tutto: musica, poesia, tecnica, improvvisazione, diritti umani, libertà espressiva, sperimentazione. Mai banale, arriva sempre dritta al punto. Un’entusiasmante storia artistica e umana, di una donna che non sempre in vita ha avuto il riconoscimento che le spettava, ma che sempre più oggi viene riscoperta grazie anche a importanti e recenti ritrovamenti discografici, come questo brano tratto dall’album realizzato in collaborazione con Ran Blake, che si credeva perduto The Newest sound you have never heard, pubblicato nel 2019.

Categoria: In evidenza Tag: Gigi Andreone, I-Jazz, Ima Ganora, jazz, Monfrà Jazz Fest, playlist

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