Pubblicato il 31/01/2025
I brani selezionati sono un’istantanea dei miei recenti ascolti, l’approccio è più istintivo che critico. Una playlist con molte donne, il jazz al femminile rappresenta la vera rivoluzione di questa musica.
Matteo Gabutti, direttore artistico della rassegna You Must Believe In Spring
1. Patricia Brennan | Palo de Oros
L’impronta della playlist è data dal primo brano di Patricia Brennan con un disco dal ritmo mozzafiato.
2. The Messthetics, James Brandon Lewis | Emergence
Impossibile poi resistere al suono originale e unico di James Brandon Lewis che si adatta perfettamente alla musica dei Massthetics.
3. Caroline Shaw, Sō Percussion | Rectangles and Circumstance
Caroline Shaw non appartiene al mondo del jazz ma in questa play trova il suo spazio naturale con la sua voce così chiara, aperta che arriva a segno a ogni nota.
4. Gogoducks | Malcontenta
Si attraversa l’oceano in un viaggio di andata e ritorno e si approda verso Venezia attraverso l’Atlantico con una nuova via della seta che scopre l’America migliore, giovani Marco Polo del jazz, i Gogoduks sono capaci di portare materiale prezioso dai loro viaggi.
5. Adèle Viret, Wajdi Riahi, Pierre Hurty, Oscar Viret | Choral for the Sea
A più riprese mi torna tra le mani e in internet questo lavoro di Adèle Viret, il suono della violoncellista francese si insinua nelle pieghe degli ascolti quotidiani.
6. Alden Hellmuth, Yvonne Rogers, Lucas Kadish, Kanoa Mendenhall, Timothy Angulo | Biting The Hand
Alden Hellmuth compare all’improvviso materializzandosi dal computer mentre un ascolto tira l’altro catturando immediatamente la mia attenzione, disco immediatamente ordinato.
7. Ludovica Burtone, Melissa Aldana | Awakening
Ludovica Burtone è una bella scoperta, anch’essa ha intrapreso il viaggio verso le fonti della musica per immergersi nel suono della Grande Mela, nelle sue suggestioni, nei colori di Central Park d’autunno.
8. Hannah Marks | (I wanna B Ur) 90s Dreamgirl
Hannah Marks si collega alla corrente del rock, un plugin elettrico carico di energia e ti ritrovi a girare su te stesso ballando a braccia aperte fendendo l’aria della tua cameretta con i poster dei tuoi idoli e il diario chiuso nel cassetto.
9. Joy Guidry, Jillian Grace, Ekep Nkwelle, Morgan Guerin, Tyrone Allen, Kalia Vandever | Members don’t get weary
E poi si torna alle radici con Joy Guidry, voci che ti afferrano per riportarti al punto dove tutto nasce, nomi nuovi che scavano nel passato nel modo più viscerale e splendido possibile.
10. Nicola Caminiti | Elliptical Biking
Nicola Caminiti è un ragazzo che maneggia con scioltezza e naturalezza il patrimonio jazzistico, non è un imitatore, fa sempre parte di quei musicisti che hanno scelto di “sciacquare i panni in Hudson” per poter inventare un proprio linguaggio originale.
11. Cybele | Virgo
Si prosegue con un lavoro nuovo dei Cybele, sì, sono amici, amici che mescolano diversi mondi in un’alchimia elettroacustica che si muove a proprio agio negli spazi ristretti dei club con la musica a tutto volume.
12. Margherita Fava | Face Off
Per tornare a musicisti italiani che hanno scelto di trasferirsi all’estero segnalo Margherita Fava che risiede a Knoxville patria del Big Ears Festival.
13. Stella Cole | Moon River
A Margherita Fava ho associato la voce di Stella Cole, una delle cantanti più raffinate che il jazz odierno contempla.
14. Martina Da Silva, Jon Thomas | God Bless the Child
E poi Martina Da Silva che si cimenta in uno dei brani cari a Billie Holiday.
15. Mary Halvorson | The Gate
Non si poteva finire che con Mary Halvorson protagonista di questo quarto di secolo, compositrice sempre in evoluzione Mary Halvorson chiude il cerchio iniziato con Patricia Brennan.
