Pubblicato il 18/11/2024
“Tra le tante playlist che avevo voglia di proporre a I-Jazz, ho pensato di invitarvi con me in uno dei viaggi che faccio, per I-Jazz o per WeStart, attraverso il Vecchio Continente e la pulsante rete di festival, showcase, connessione, idee e persone che è accesa dall’energia di Europe Jazz Network.
Uno sguardo a alcune delle cose del jazz europeo recente che più mi sembrano non solo vibranti e originali, ma anche in grado di raccontare suoni e pratiche inclusive, capaci di sintetizzare le urgenze e di parlare a tanti pubblici.
Ovviamente queste 15 tracce sono solo una goccia nel mare della felice biodiversità del jazz in Europa, raccontano di certo mondi e musiche che mi piacciono e magari piacciono anche a voi“
Enrico Bettinello, curatore di Nuova Generazione Jazz e del Centro di Produzione WeStart
1. De Beren Gieren | What Eludes Us
Vengono dal Belgio e hanno preso maledettamente sul serio la sfida di prendere il classico piano trio e spararlo nello spazio per farlo esplodere con dei colori e degli scintillii che non si erano mai sentiti! Benvenuti a bordo dell’astronave De Beren Gieren!
2. Leïla Martial – Valentin Ceccaldi | Cold Song
Da due improvvisatori fuoriclasse come la cantante Leïla Martial e il violoncellista Valentin Ceccaldi (qui siamo in Francia) non ci si può aspettare che meraviglie: il sogno più dolce o il fuoco più turbolento, senza limiti di fantasia, oltre il talento, inesorabilmente sotto la pelle di chi ascolta. Brividi.
3. Otis Sandsjö | perla / moln
Sandsjö viene dalla Svezia, ma è di base a Berlino. Suona il sax, ma con il suo progetto Y-Otis esplora anche quelle traiettorie che la (s)composizione elettronica svela come in una stanza segreta di un videogame. Con Petter Eldh & Dan Nicholls + vari ospiti, una navicella che sarebbe piaciuta a Sun Ra.
4. Eve Risser | Soyayya (Love In Hausa)
Pianista, compositrice, animo irriducibile a ogni regola, la geniale Eve Risser ha unito musicisti della sua Francia a altri colleghi e colleghe africane tra poliritmi e l’intreccio con strumenti tradizionali. Red Desert Orchestra: rosso fuoco come le incendiarie sortite dei solisti. Rosso sangue come quello che scorre nei corpi che inevitabilmente si muovono insieme a questa musica ispiratissima.
5. Tilo Weber | In Epitaxy
Tilo Weber, compositore e batterista dalla Germania, è qui in trio con due magnifici compagni di avventura come il tastierista Elias Stemeseder e il contrabbassista Petter Eldh. Un lavoro che colpisce per unicità timbrica e di costruzione ritmica, basato su un processo compositivo dall’architettura a strati, in cui lo spazio per l’inaspettato, l’improvvisazione, diventa parte della tessitura creativa collettiva più che un semplice momento di assolo.
6. Ikarus | Isblink
Ikarus, originalissimo quintetto proveniente da Zurigo, Svizzera, si muove tra minimalismo, jazz, musica contemporanea e ritual groove music, contraddistinguendosi per la magistrale miscela tra voci maschili e femminili, oltre che per il singolare suono basato su poliritmie a permutazione continua, scanalature fluttuanti e improvvisazioni organiche. Fascinoso Tetris!
7. Nout | La mare aux canards
Trio indomabile dalla Francia, tutto a femminile, Noutmira a spingere gli strumenti oltre i limiti, con un altissimo livello di creatività e originalità che non ti aspetti da un’insolita formazione con flauto, arpa elettrica e batteria. Sembra musica da camera, ma dopo poco ci si trova ai confini del jazz e del noise. Imprevedibili.
8. Punkt.Vrt.Plastik | Membran
Trio tra i più eccitanti della scena europea, i Punkt.Vrt.Plastik uniscono le irruenze creative della pianista Kaja Draksler (Slovenia), del bassista Petter Eldh (non è colpa mia se lo trovate ovunque, è bravissimo!) e del batterista Christian Lillinger. Linee acuminate e ipnotiche, insolenze ritmiche, ma anche un senso della forma davvero elaborato. Non trovate?
9. KNOBIL | Lampadaires
Quello di KNOBIL è jazz scintillante di un trio post-bop in lingua francese creato da Louise Knobil, contrabbassista, cantante e compositrice di Losanna, Svizzera. Influenzata da Esperanza Spalding, Charles Mingus e Boris Vian, Knobil usa contrabbasso e voce per condividere il suo diario musicale tra “poliamore, privazione del sonno e ricette con il pesto”. Dal vivo è indimenticabile.
10. corto.alto | xoxoxo
Tra i tanti talenti che vengono dalla Gran Bretagna (Scozia in questo caso), corto.alto è uno dei più brillanti, tra jazz contemporaneo, improvvisazione originale e ritmi elettronici raffinati. A me piace tanto, il suo disco è stato nominato per il Mercury Prize. Sarà un caso?
11. Tania Giannouli | Intone
Viene dalla Grecia il pianismo intenso di Tania Giannouli. Lo si capisce dai sottili riferimenti alle influenze folkloriche di quelle latitudini. Ma è anche la squisita capacità di tenere in equilibrio improvvisazione e composizione, affidandole a un flusso che scorre con naturalezza dalle dita a fare di lei un talento prezioso.
12. Reinier Baas – Ben Van Gelder | This Is Water
Gemelli diversi del jazz che viene dai Paesi Bassi, ben conosciuti anche dalle nostre parti, Baas e Van Gelder incarnano la modernità apollinea del jazz mitteleuropeo: raffinati e incisivi, con chitarra e sax, sembrano scolpire ogni nota come fosse la più urgente. Mi sa che è così.
13. ECHT! | Vault-A
Uno scatolone pieno di hip-hop e elettronica esplode nel cuore del jazz del Belgio. Dal fumo ne escono di ECHT!, che riproducono con strumenti convenzionali quello che le schegge elettroniche hanno inciso sulla loro pelle. Pazzeschi dal vivo, come si può immaginare!
14. Tryp Tych Tryo | Three Colours Of The Sun part Three
C’è anche il sax/flauto della inglese Tamar Osborn con due agitatori sonori come Wojtek Mazolewski dalla Polonia e il batterista dei Sons Of Kemet Natcyet Wakili nelle magiche connnessioni del Try Tych Trio. Triangolo impro spirituale e travolgente, groovy e carnale, a me pare una piccola, grande meraviglia europea!
15. Linda Fredriksson | Juniper
Le potete quasi fisicamente vedere e sentire sulla pelle, le luci della Finlandia che si riflettono sulle note del sax di Linda Fredriksson. Il disco non è nuovissimo, ma incanta sempre il modo in cui la musicista è riuscita a tradurre un procedimento compositivo da cantautrice nella sferzante urgenza del jazz di oggi.
