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Martedì 18 marzo a Matera l’incontro “La CURA della CULTURA” con Carlo Andorlini promosso da Onyx Jazz Club

Pubblicato il 12/03/2025

Home Page › Notizie › In evidenza › Martedì 18 marzo a Matera l’incontro “La CURA della CULTURA” con Carlo Andorlini promosso da Onyx Jazz Club

La cultura come medicina per il corpo e per la mente. La cultura come strumento di prevenzione della malattia e del disagio. La cultura come risposta all’isolamento e all’emarginazione. Sono questi i temi chiave dell’incontro con Carlo Andorlini, docente dell’Università di Firenze ed esperto di welfare culturale, in programma a Matera martedì 18 marzo, nell’aula C003 dell’Università degli Studi della Basilicata (ore 18), dal titolo “La CURA della CULTURA“.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Onyx Jazz Club in collaborazione con Unibas, Ordine Provinciale dei Medici, Volontari Open Culture 2019 e l’Associazione I-Jazz, ha l’obiettivo principale di affrontare il quadro definitorio, le opportunità, il valore e la dimensione di impatto del welfare culturale. L’espressione indica un nuovo modello integrato di promozione del benessere e della salute e degli individui e delle comunità attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale.

La ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su Il Valore delle Arti sul Benessere e la Salute, presentata nel novembre del 2019, indica nelle considerazioni di interesse politico “il valore aggiunto del coinvolgimento delle arti per la salute” e la necessità di “rafforzare la natura intersettoriale degli ambiti delle arti e della salute” in ogni ambito, dalla formazione del personale al trattamento. Indicazioni che si collocano nel più ampio disegno che tanto in ambito sanitario che culturale sono stati espressi dai documenti di riferimento, quali Salute in tutte le politiche (OMS 2013) e la Nuova Agenda Europea della Cultura (2018).

Da ottobre 2023 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), lancia un’altra grande sfida, europea e mondiale, basata sulla prescrizione sociale. Questa è un mezzo che, basandosi sulle prove scientifiche relative all’impatto dei fattori socioeconomici sulla salute e sull’ipotesi che affrontare i determinanti sociali sia cruciale per migliorare gli esiti di salute, permette ai professionisti sociali, socio-sanitari e sanitari di ricorrere a servizi e risorse non cliniche della comunità a vantaggio del ben-essere dei pazienti, riaffermando la centralità del modello biopsicosociale.

Paesi come la Scandinavia, Gran Bretagna e, più di recente, Canada sperimentano il welfare culturale già da oltre trent’anni. In Italia non è altrettanto sviluppato, ma pratiche di arte e patrimonio culturale per il benessere e la salute sono numerose e consolidate negli ultimi due decenni. La Provincia autonoma di Bolzano ha fatto da apripista, già dal 1996, mentre Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana e Lazio hanno dato corso a sperimentazioni che hanno influenzato le politiche culturali volte al miglioramento della qualità della vita delle persone e delle comunità.

Carlo Andorlini, docente a contratto all’Università di Firenze nel corso di laurea “Disegno e gestione degli interventi sociali” presso la scuola Cesare Alfieri, è uno degli attori più attivi in questo campo. Sviluppa processi di innovazione socio-culturale nei territori e nelle organizzazioni attraverso l’utilizzo di approcci, strumenti e metodi riconducibili all’ambito del “lavoro con la comunità” che operano sulla “potenzialità relazionale” inutilizzata o sotto utilizzata fra sistemi organizzati, cittadini e istituzioni. Attualmente è direttore scientifico di alcuni processi di sviluppo di welfare territoriale (in particolare di welfare culturale, di prossimità e di comunità in vari contesti territoriali nazionali).

Attraverso l’esperienza di Carlo Andorlini, l’incontro di Matera punta a tracciare un quadro sullo stato dell’arte partendo dalla consapevolezza che le arti performative, il patrimonio culturale, gli eventi culturali, sono dimensioni la cui efficacia sociale oggi è formale e misurabile. Un ambito, quello delle comunità che si riconoscono in un orizzonte che unisce la cultura nelle sue varie espressioni e i bisogni che si manifestano nei contesti di vita, su cui l’Associazione di Promozione Sociale Onyx Jazz Club, Ente Terzo Settore, si vuol confrontare con cittadini, amministratori, operatori del settore culturale, sociale e socio-sanitario. Per la prima volta il welfare culturale sarà il terreno di discussione in cui immaginare politiche sociali e culturali interconnesse con la salute e il benessere con l’obiettivo di contribuire a elevare gli indici della qualità della vita.

Scheda socio I-Jazz Onyx Jazz Club

Categoria: In evidenza Tag: Associazione I-Jazz, Carlo Andorlini, innovazioe sociale, jazz, Matera, Onyx Jazz Club, Università della Basilicata, welfare culturale

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