Pubblicato il 21/05/2026
Nona edizione per Jazz is Dead! festival, un nuovo viaggio musicale in programma a Torino dal 29 al 31 maggio con la direzione artistica di TUM Torino – un progetto di Jazz Is Dead APS, prodotto da Arci Torino e Magazzino sul Po – per un’esperienza da vivere all’insegna di Backwards. Indietro, all’indietro, tornare indietro: è questa la parola che guiderà l’edizione 2026 del festival.
Nato nel 2017 come motore di ricerca musicale focalizzata su jazz sperimentale, avanguardia ed esplorazione sonora, Jazz is Dead! è cresciuto di anno in anno, in termini di affluenza, di spazi, di contenuto artistico e oggi ha deciso di voltarsi e di guardare indietro. Backwards significa anche al rovescio, dal 9 si torna al 6, alla sesta edizione, intitolata “Chi sei”. Jazz is Dead! torna a porsi domande, si torna all’edizione che è stata da spartiacque, quella che ha trasformato il piccolo festival di ricerca in un potenziale grande festival internazionale.

In otto edizioni, infatti, Jazz is Dead! è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica alternativa e sperimentale e quest’anno anche tante novità, a partire da due nuove location, Cascina Falchera ed El Barrio, e tante nuove modalità fruitive. Tre giornate e tre sound / energie / esperienze diverse, dove si ascolta, si balla, si dorme (c’è il campeggio), e si condivide.
Sin dalla sua prima edizione Jazz is Dead! si sviluppa come un concept album, un percorso in crescendo da vivere nel suo insieme. Un venerdì che predilige l’elettronica e le sue sperimentazioni, un sabato tra hip hop, ethno, psichedelia e black music, una domenica jazz, noise, rock. Un flusso continuo e studiato che attraversa e combina i generi in un’evoluzione che ha il sapore di un lungo dj set (non è un caso che il direttore artistico Alessandro Gambo sia uno storico dj e accanito collezionista di vinili).

Tra i protagonisti del live act: Alessandro Cortini, un pilastro della musica elettronica contemporanea; il duo Bono / Burattini, progetto italiano tra improvvisazione
elettronica e manipolazione sonora; Lucrecia Dalt, artista colombiana di base a Berlino che unisce elettronica sperimentale, voce e composizione concettuale; A Guy Called Gerald, pioniere della dance britannica dal 1988; James Massiah, voce chiave dello
spoken word politico contemporaneo. E ancora: Matmos, duo formato da Drew Daniel e M.C. Schmidt, celebre per trasformare oggetti insoliti e suoni organici in composizioni accessibili; Sorvina, artista che fonde jazz rap, neo-soul e gospel in un mosaico di narrazione ed espressione identitaria; Dwarf Of East Agouza, trio strumentale della scena egiziana, che mescola krautrock, jazz, dub e psichedelia; e la all stars band Glacial formata da Lee Ranaldo (Sonic Youth), Tony Buck (The Necks) e David Watson (collabora con Yoshi Wada e Phill Niblock).

E per i dj set grande attesa per: Carmen San Pio (29 maggio, El Barrio), Dj Mambo Sun (31 maggio, Cascina Falchera), Francesco Skip (29 maggio, El Barrio), Ma Nu (30 maggio, El Barrio), Odd Shy Guy (30 maggio, El Barrio). Sempre più fittoil programma tra live acts e dj sets, a cura dell’equipe di Sinoira Modificata, il progetto di base torinese/milanese che vede tra i fondatori i progetti artistici Dualismo Discodiffusione e Pho Bho Record. Sinoira Modificata ha in gestione le transizioni tra un concerto e un altro, momenti preziosi di collettività condivisa e detiene la curatela dell’area market dove trovare rarità musicali ed editoriali, merchandise e prodotti artistici.
Link al programma Jazz is Dead! festival
Scheda socio I-Jazz Jazz is Dead APS
