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Gezmataz Festival torna con quattro nuovi appuntamenti al Palazzo Ducale di Genova. Sabato 12 settembre inaugura Anaïs Drago con “Minotauri”

Pubblicato il 09/09/2026

Home Page › Notizie › Da non perdere › Gezmataz Festival torna con quattro nuovi appuntamenti al Palazzo Ducale di Genova. Sabato 12 settembre inaugura Anaïs Drago con “Minotauri”

Dopo le tre serate di luglio ispirate dal progetto internazionale Rawabet al Porto Antico, Gezmataz Jazz Festival torna con quattro nuovi appuntamenti alla Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale nei weekend del 12 e 13 e del 19 e 20 settembre, grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. Filo conduttore di questa 23ª edizione è ancora una volta la commistione tra culture in un intreccio di sonorità e tradizioni, espresso da un linguaggio jazz moderno e internazionale in dialogo tra musica e natura, arricchito da una multidisciplinarità che renderà i concerti ancora più immersivi per il pubblico.

Per l’appuntamento inaugurale, sabato 12 settembre, riflettori puntati su Minotauri, il progetto in solo della violinista Anaïs Drago che prosegue la sua ricerca artistica intrapresa con l’album Solitudo nel 2021 (CAM Jazz). In Minotauri convivono l’alternanza dei violini – acustico ed elettrico, entrambi soggetti a manipolazione elettronica –, la ricerca di un’espressività timbrica del tutto personale, e un attento utilizzo del materiale musicale, talvolta essenziale e minimalista, talvolta ricco e variopinto nella sostanza e nello sviluppo, interamente frutto della penna e dell’improvvisazione dell’artista. Anaïs Drago disegna paesaggi sonori immersivi, portandoci tra gli abissi, fino a mondi eterei e immaginifici. Con una tavolozza di colori arricchita ulteriormente dall’uso della voce e del fischio, i Minotauri di Anaïs Drago rappresentano le nostre solitudini e ci guidano verso una via di uscita dal labirinto.

Domenica 13 settembre è la volta di Edera, con protagonisti Matteo Gherardi Vignolo alla batteria, Luca Ambrosi alla chitarra e Andrea Grillone alle tastiere. Il progetto nasce dalle suggestioni originate dalla decadenza dei forti di Genova che ne rappresentano la fonte estetica. Il dialogo tra l’individuo, con la sua brevità e fretta di vivere; il forte, lento a morire come un albero secolare; e la natura ciclica del tramonto, riflesso di un tempo consumato ma non ancora concluso, si traducono in musica in un linguaggio armonico che attinge dal jazz contemporaneo e dal linguaggio impressionista dei primi del ‘900, creando sonorità nostalgiche, ambigue e struggenti. Il progetto gioca sulle poliritmie per dare volti diversi al metro e alla pulsazione. Gli strumenti diventano interlocutori e dialogano attraverso l’improvvisazione, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità.

Sabato 19 settembre l’attesa è tutta per Terre Mobili, concerto poetico in movimento del Collettivo Cifra, composto dal percussionista Gilson Silveira e dai danzatori Martina Auddino, Camilla Cicciotti, Cristina Da Ponte, Alessandra Fumai e Riccardo Maffioti. Un’esperienza sonora e visiva da cui lasciarsi trasportare, un viaggio di sonorità, corpi e immaginari tra l’Africa e il Brasile. Durante lo spettacolo, le parole, i ritmi delle percussioni, i canti e le danze comunicano, si contaminano e scivolano gli uni negli altri, aprendo immaginari cangianti. Da questo incontro nasce un mondo nuovo e peculiare che porta con sé una grande ricchezza, ritmica ed espressiva, capace di raccontare la sofferenza del distacco e il passato che si trasforma, nella memoria degli afrodiscendenti. In Terre mobili è l’idea stessa di nomadismo ad affascinare gli artisti che portano attraverso la voce, la musica e la danza, la poesia del transitare, l’esperienza dell’emigrazione, lo stupore del nuovo e la voglia di lasciare traccia di sé durante il proprio passaggio.

Il desiderio di approfondire il legame strettissimo che unisce Genova e la Corsica è la base da cui scaturisce il quartetto composto dal cantante Jérôme Casalonga, Laurent Barbolosi (voce, violino e tromba), Marco Tindiglia (chitarra) e Riccardo Barbera (contrabbasso), protagonisti del concerto Voci del Mediterraneo – tra Genova e la Corsica, in programma domenica 20 settembre. I quattro artisti, incontratisi nel gruppo corso Zamballarana con cui collaborano da anni, uniscono sonorità che rievocano gli stretti vicoli genovesi e corsi, il mare che risuona su entrambe le rive, il dialetto e la parlata tanto simili. Filo conduttore che ispira le loro composizioni originali, dunque, è sempre il Mediterraneo nelle sue mille sfaccettature. Tra dialoghi serrati e improvvisazione, la musica che nasce è frutto di radici profondamente legate alla terra d’origine dei musicisti, che trova una realizzazione nell’intreccio delle esperienze personali.

Gezmataz 2026 è organizzato dall’Associazione culturale Gezmataz in collaborazione con Regione Liguria e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, del programma Creative Europe dell’Unione europea e del Fondo unico per lo Spettacolo del Ministero della Cultura

Link a programma Gezmatz Festival 2026
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Categoria: Da non perdere Tag: Associazione gezmataz, festival, Genova, Gezmata Festival, jazz, Liguria, Mediterraneo, Palazzo Ducale

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