Home | Associazione I-Jazz: oltre 60 soci per una delle realtà associative più rappresentative del mondo culturale italiano

Un’associazione più forte getta le basi per vincere le sfide del futuro. È stato questo il filo conduttore che ha animato l’assemblea nazionale dell’Associazione I-Jazz (associazione che raccoglie alcuni dei maggiori festival italiani di jazz), il 18 maggio di fronte alla presenza degli operatori del settore provenienti da tutta Italia e del Sottosegreterio del Mibac, Gianluca Vacca. È stato proprio Vacca che, intervenendo durante l’incontro, ha confermato la centralità del jazz per l’intero mondo culturale italiano oltre che il rapporto ormai consolidato tra l’associazione e la Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano”, di cui I-Jazz è membro fondatore, con il Ministero stesso.

Un’assemblea importante e dai grandi numeri, durante la quale la dirigenza di I-Jazz ha presentato i nuovi progetti in corso e l’ingresso nell’associazione di nuovi festival rappresentativi di tutto il territorio italiano: I-Jazz infatti, confermando 65 adesioni nel 2019, si pone come una delle maggiori realtà associative italiane operanti nel settore culturale nonché una delle più estese a livello geografico, grazie alla presenza di soci in ben 18 regioni del nostro paese.

Progettualità, bilanci, risultati, strumenti consolidati (come il portale Italiajazz.it) e nuovi, formazione e iniziative fondamentali per la crescita del settore, come quelle sviluppate e pensate con la neonata associazione “Il Jazz va a Scuola”, rappresentata in assemblea da Ada Montellanico, sono stati alcuni passaggi all’ordine del giorno. La relazione del Presidente Corrado Beldì (direttore artistico di Novara Jazz) ha evidenziato il ruolo decisivo del jazz italiano, anche se sempre sottostimato, all’interno dell’intero comparto della musica dal vivo grazie a numeri importanti (quattro tra i primi sei festival ai vertici della numerica della concertistica, nell’ambito della musica jazz, sono soci I-Jazz), la centralità dei jazzisti italiani nella programmazione dei festival iscritti, la forte sostenibilità ambientale di molti festival grazie a scelte ecosostenibili e all’organizzazione dei concerti in luoghi naturali.

Tra i progetti presentati ha avuto un ruolo centrale la nuova edizione de “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma”. Confermata anche per il 2019, la manifestazione organizzata dalla Associazione I-Jazz e coordinata dalla Federazione con il supporto del Comune dell’Aquila e di SIAE (attendiamo conferma del contributo Mibac), avrà un programma articolato in concerti itineranti nelle terre del cratere, un percorso cicloturistico, un pellegrinaggio laico che unisca idealmente il territorio colpito dal sisma tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, concludendosi in due giornate di grandi concerti all’Aquila. Un appuntamento ormai atteso, che quest’anno arriva alla quinta edizione.

Nel corso dell’assemblea è stata rafforzata l’importanza del fare rete all’interno dell’associazione - che ha consentito di sviluppare progetti vincenti, come Nuova Generazione Jazz – e con le altre realtà presenti nella Federazione Il Jazz Italiano e i cui frutti sono stati raccolti già in questi mesi: lo stand alla fiera Jazzahead! di Brema è stato allestito grazie al contributo dell’Associazione dei Fotografi Italiani di Jazz e ha consentito a I-Jazz di riscuotere un grande successo e una presenza crescente degli operatori europei; il rapporto con MIdJ (associazione dei musicisti italiani di jazz) si è ulteriormente rafforzato e grazie ad esso I-Jazz potrà presentare una vetrina dei giovani musicisti italiani nella prossima edizione del Toronto Jazz Festival. Un’occasione irripetibile, resa possibile proprio grazie alla volontà di collaborare tra le due realtà.

L’associazione ha poi allargato il proprio consiglio direttivo, nominando quattro nuovi consiglieri: Pompeo Benincasa (cuore, braccio e mente di Catania Jazz), Nicola Fazzini (direttore artistico di Nusica.org, associazione attiva e vibrante con numerose attività nella provincia di Venezia), Luciano Linzi (direttore artistico di due fondamentali realtà del jazz italiano come Casa del Jazz a Roma e JAZZMI, il festival jazz a Milano) e Sergio Gimigliano (con la sua associazione Picanto organizza uno dei maggiori festival del Sud Italia, il Peperoncino Jazz Festival, recentemente esportato anche a New York). I nuovi consiglieri vanno ad aggiungersi al direttivo già composto dal presidente Corrado Beldì (Novara Jazz), il vice-presidente Angelo Valori (Pescara Jazz) e da Franco Caroni (Siena Jazz), Paolo Damiani (Teatro dell’Ascolto-Una striscia di terra feconda), Paola Martini (Controtempo), Gianni Pini (Music Pool), Giambattista Tofoni (TAM-Tutta un’Altra Musica).

Inoltre, l’assemblea del 18 maggio è stata l’occasione anche per confermare la necessità di un comitato scientifico formato da personalità di spicco e di alta professionalità del settore e nuove figure qualificanti per rafforzare il lavoro e la visibilità dell’associazione; un passaggio importante per affrontare nel migliore dei modi le prossime tappe decisive come la European Jazz Conference che si terrà a Novara dal 12 al 15 settembre: l’annuale assemblea di Europe Jazz Network ha scelto per il 2019 la città piemontese, nella quale saranno ospitati oltre 350 operatori del settore provenienti da tutto il mondo e presentate le migliori realtà musicali italiane.

L’assemblea si è tenuta a Francavilla al Mare, ospitata dal festival Pescara Jazz (il 17 maggio è stato presentata la 50esima edizione), rappresentato da Angelo Valori, direttore del festival e vice-presidente di I-Jazz.

Pubblicato: Mercoledì, Maggio 22, 2019 - 12:53