Pubblicato il 15/01/2026
Riprendiamo il viaggio alla scoperta dei festival della rete I-Jazz dando voce a chi li guida con grande passione, rendendoli progetti preziosi, non solo per i territori che li ospitano, ma anche per il patrimonio di talenti che da sempre ispirano e valorizzano. Protagonista del primo incontro del 2026 è Antonio Petralia, batterista, compositore, presidente dell’Associazione Musikante di Catania e direttore artistico di rassegne come Battiati Jazz Festival, Gravina in Jazz e motore di molti altri progetti.
Iniziamo a saperne sulle iniziative in cantiere per il 2026
Antonio, prima di addentrarci nel 2026, che anno si lascia alle spalle l’Associazione Musikante? Conferme, traguardi inaspettati, sfide in progress?
Il 2025 è stato un anno pieno, intenso, e per certi aspetti decisivo: un anno che ci lasciamo alle spalle con la sensazione di avere consolidato una traiettoria. La prima conferma è stata la risposta del pubblico: la partecipazione è cresciuta, e soprattutto si è rafforzata la percezione di Musikante come realtà credibile, continua e riconoscibile. Sul piano artistico abbiamo lavorato con coerenza e qualità, portando avanti una programmazione che non è stata soltanto una successione di concerti, ma un percorso culturale, con attenzione alla scena emergente, alla progettualità e al gender balance.
Le sfide restano molte: sostenibilità economica, gestione organizzativa, burocrazia sempre più complessa. Ma proprio qui è arrivata la consapevolezza più importante: oggi Musikante ha una struttura più matura, capace di programmare, produrre, e tenere insieme visione artistica e responsabilità gestionale. E questo è forse il traguardo più significativo.

Partiamo dalla rassegna “Liberty in Jazz” appena avviata e ospitata nello spazio storico di Villa Ardizzone. Ci racconti come è nato il progetto? Con quali obiettivi)
Liberty in Jazz nasce da un desiderio preciso: portare il jazz in un luogo che potesse amplificarne l’esperienza, un luogo non neutro, ma carico di identità e bellezza. E in questo senso Villa Ardizzone è perfetta: spazio storico, elegante, accogliente, un’atmosfera che invita all’ascolto profondo. Un progetto reso possibile grazie alla disponibilità di Rosina e Lea, con tutta la famiglia Ardizzone. Gli obiettivi del progetto sono chiari: valorizzare un bene culturale della città; offrire concerti di alta qualità in un contesto raccolto e ‘intimo’; costruire un appuntamento stabile in cui il jazz diventi incontro, relazione, comunità.
Quali saranno gli ospiti in programma?
Dopo l’inaugurazione con protagonista l’Alberto Asero 4et, sarà la volta di Alfredo D’Urso Trio (28 febbraio); Simona Trentacoste 4et (21 marzo); Giovanna Gemma Quartet (23 aprile). Due gli appuntamenti in programma nel mese di giugno: Giovanna Magro / Giovanni Mazzarino 2et (6 giugno); Chiara Providenza / Tommaso Pugliese 2et (27 giugno). Si tratta di una rassegna costruita con equilibrio: progetti diversi tra loro, ma uniti da una direzione artistica precisa, che punta su qualità, identità e contemporaneità.

Sabato 17 gennaio appuntamento con la finale del Bill Evans Jazz Awards: ci presenti i tre gruppi finalisti?
Il Bill Evans Jazz Awards è un progetto a cui teniamo molto: nasce per offrire uno spazio serio e credibile alla scena jazzistica nazionale che sia emergente o consolidata oltre che ai nuovi linguaggi, senza limiti di età e con uno sguardo aperto. La finale della prima edizione 2025/26, in programma sabato 17 gennaio al Polo Culturale di Sant’Agata Li Battiati, vedrà protagonisti tre progetti: Jossy Botte / Michele Sannelli Duet (Jossy Botte al sax, Michele Sannelli al vibrafono); FastLine Trio (Giulio Marino piano – Riccardo Bortoluzzi contrabbasso – Leonardo Giusto batteria); Ariel Tricomi Argena 4et (Ariel Tricomi piano – Niccolò Montè Rizzi tromba – Matisse Berg contrabbasso – Gabriele Peretti batteria).
Che esperienza è stata questa prima edizione?
Un’esperienza bellissima! Abbiamo ricevuto grande attenzione e un riscontro importante da parte dei musicisti. È emerso con forza un dato che per me è fondamentale: il jazz oggi ha una vitalità incredibile, e quando si costruiscono occasioni vere – con serietà, ascolto e cura – la qualità si manifesta in modo naturale. La commissione è stata composta da: Angelo Di Lenforte (pianista, compositore e docente), Guglielmo Benevetano (pianista), Gaetano Privitera (poeta e musicologo), Roman Clarke (giornalista), Antonio Petralia (batterista, compositore, docente, direttore artistico).

Ma a gennaio ci sarà anche un evento dedicato a Lelio Luttazzi. Cosa puoi anticiparci?
Sì, ed è uno degli appuntamenti più speciali dell’inizio anno. Sabato 24 gennaio all’Auditorium del Grand Hotel Villa Itria a Viagrande, andrà in scena “Sentimentale”. Tributo alla musica di Lelio Luttazzi. Sul palco ci sarà Barbara Errico (voce), e insieme a lei Mauro Costantini (piano), Alberto Asero (vibrafono), Gaetano Palumbo (contrabbasso), e poi ci sarò anche io alla batteria. Il progetto è un omaggio a un artista che ha rappresentato un’eleganza unica, un modo raffinato e intelligente di intendere la musica, lo swing, la canzone d’autore e lo spettacolo. Un evento pieno di stile, memoria e bellezza.
In febbraio sarà la volta di Battiati Jazz Festival in versione invernale: ci presenti questo nuovo format?
Il Battiati Jazz Festival – Note in Teatro 2026 è una rassegna che rappresenta continuità e identità, ma al tempo stesso una sfida nuova: dare al festival una dimensione più teatrale, raccolta e strutturata, perfetta per l’inverno. È un format pensato per favorire l’ascolto, la relazione col pubblico e la qualità dell’esperienza complessiva, come accade nei grandi contesti “da teatro”: ogni concerto diventa un appuntamento unico.

Una direzione artistica all’insegna di…?
Sicuramente all’insegna di qualità, identità e autenticità. La programmazione 2026 si apre con il concerto di Anita Vitale 4et (6 febbraio); per proseguire poi con Giulia La Rosa 4et (21 febbraio), Alberto Gurrisi 4et (14 marzo), Klaus Bellavitis Trio (28 marzo), Raffaele Genovese 4et (18 aprile), Alessio Zoratto 4et (16 maggio), Michele Sperandio 4et (30 maggio). Ho scelto progetti con personalità, musicisti capaci di essere innovativi senza perdere contatto con la tradizione, e soprattutto una proposta che parli a pubblici diversi, senza mai abbassare l’asticella.
Nel 2025 hai pubblicato ‘Sia cielo che terra’, un romanzo in cui vita e musica si intrecciano. Un punto di arrivo o di partenza per nuove avventure artistiche?
Sia cielo che terra è stato un lavoro molto personale: un romanzo dove il jazz non è un semplice sfondo ma una chiave narrativa, una voce interiore, quasi un personaggio. Lo considero un punto di partenza. Perché scrivere ti cambia: ti obbliga a dare valore ai dettagli, a riascoltare le tue radici, e in qualche modo a rileggere anche la musica con più consapevolezza. La batteria resta il mio modo più naturale di esprimermi, ma se a fine concerto ci sarà l’occasione di incontrare il pubblico, anche attorno al libro, sarà un piacere. In fondo musica e parola sono due linguaggi diversi, ma spesso raccontano la stessa verità.

Quanto incide nell’attività di un’associazione come Musikante la presenza di una rete di partner e sostenitori sul territorio?
E’ un aspetto determinante! Anzi approfitto della domanda per ringraziare, a nome mio e di tutta l’Associazione Musikante, la famiglia Ardizzone per l’accoglienza e il sostegno che rendono possibile la rassegna Liberty in Jazz a Villa Ardizzone; ma anche alla famiglia Paternò del Toscano per la disponibilità e la sensibilità culturale che ha contribuito alla realizzazione diJazz al Parco, un’esperienza preziosa di musica, bellezza e condivisione. E poi, non posso non ringraziare di cuore il caro Marco Rubino, sindaco di Sant’Agata li Battiati, per l’attenzione e il prezioso supporto alla nostra proposta culturale.
E, soprattutto, un grazie profondo va al nostro caloroso pubblico: a chi ci segue, ci incoraggia e ci sostiene con la propria preziosa presenza. In un tempo in cui la cultura vive anche di fragilità, vedere i luoghi di concerto animarsi di ascolto e partecipazione è il segnale più importante: è grazie a loro se tutto questo continua ad avere senso.
Link al sito Associazione Musikante
Scheda socio I-Jazz Associazione Musikante
