"Questo mio lavoro di conduction, esclusivamente dedito alla vocalità, trae spunto dalla istrionica forza di questo organico, vero e proprio 'strumento corale' da suonare a piacimento. La duttilità del materiale artistico a disposizione, pone me nelle vesti del pittore dilettante, del bambino che giocherella con la tavolozza dei colori, avendo a disposizione un ordine infinito di gradazioni e sfumature. E' come suonare un'arpa, tante sono le corde vocali, che come stringhe sottili compongono un universo sonoro cangiante e multidimensionale. Accostarsi a questo Canto è stato per me come dirigere il timone di una nave corsara, tra venti tropicali, sirene, tritoni e mostri marini di verniana memoria.. Mollare il pappafico e perdersi nel rollio, sullo sfondo le ombre di una terra amica".
Francesco Cusa

This conduction project, exclusively focused on vocality, comes from the histrionic strenght of this unusual ensemble, it was a real “coral instrument” to be played to heart’s content. The ductility of this extraordinary instrument turns me into an enthusiast painter, a little boy playing with colors in all their infinite shades. It’s like playing an harp, vocal cords are similar to its thin strings and they create a multidimensional universe. Directing this Chant was like managing the helm of a corsar shit, among tropical winds, sirens, mermen and sea monsters coming from Verne’s tales. Let go the fore-top-gallant sail and get lost in the roll, with the shores of a friendly land in the background. 

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