Pubblicato il 18/02/2026
Dal 26 febbraio al 1 marzo occhi puntati sulla prima edizione del festival Merate Jazz, un nuovo progetto promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Merate e organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi con la direzione artistica di Saul Beretta. Quattro giorni di concerti con artisti di fama internazionale, nomi di primo piano della scena italiana, giovani talenti in rapida ascesa, ma anche spettacoli per bambini ed eventi all’insegna della divulgazione.
Il primo appuntamento, realizzato con il sostegno di Puglia Sounds e in programma giovedì 26 febbraio nell’auditorium Giusi Spezzaferri di Merate, è un omaggio a Fabrizio De Andrè in chiave jazz, a cura del trio del pianista Pasquale Stafano e di Badrya Razem, cantante italiana di origine algerina dotata di una voce duttile e versatile, ricca di sfumature black e soul. Le bellissime melodie e i successi più famosi del grande cantautore genovese, tra cui La guerra di Piero, La canzone di Marinella, Il pescatore e Creuza de mä, verranno reinterpretati con arrangiamenti inediti, diventando per così dire nuovi standard, e rivivranno con la voce, intensa e struggente, di Badrya Razem.

Cambio deciso di atmosfera il giorno successivo, venerdì 27 febbraio, sempre all’auditorium Giusi Spezzaferri, per il concerto del gruppo Dixie Blue Blowers, una miscela di swing dei ruggenti anni Venti del Novecento. La band capitanata da Mauro L. Porro, considerato uno dei massimi rappresentanti in Italia del jazz classico, proporrà un tributo all’hot jazz nei suo vari stili (Dixieland, Chicago, New Orleans, New York e così via). I musicisti in scena, ‘armati’ di tromba, sax, clarinetto, banjo, basso tuba e batteria, eseguiranno in modo brillante brani noti e meno noti dell’età d’oro del jazz grazie alle minuziose trascrizioni dai dischi a 78 giri e alla libera improvvisazione.
Due gli eventi in programma sabato 28 febbraio: il primo è un incontro dal titolo 10 dischi per raccontare il jazz, ospitato nella suggestiva Villa Confalonieri (ore 17), splendido esempio di architettura neoclassica. Storico della musica, compositore e chitarrista, Enrico Merlin è fra i massimi esperti mondiali di Miles Davis ed è l’autore del fortunato saggio 1000 dischi per un secolo, enciclopedico tragitto sonoro sui solchi dei vinili che hanno segnato e rivoluzionato il modo di concepire e fare musica. Merlin affabulerà il pubblico raccontando con le sue proverbiali doti divulgative la storia del jazz attraverso la presentazione e la descrizione di dieci album fondamentali.

Il programma prosegue all’auditorium Giusi Spezzaferri (ore 21), dove andrà in scena Cuba calling, il concerto con protagonista il quartetto del trombettista e compositore cubano Yelfris Valdés. Originario della Isla Grande ma da anni di stanza in Europa, sperimentatore infaticabile alla costante ricerca di nuovi linguaggi, nel corso della sua carriera Yelfris Valdés ha affiancato artisti di fama mondiale come Madonna e Damon Albarn ed è riuscito a fondere in modo convincente e personale le tradizioni musicali della sua terra natale e il jazz con altri generi e altre sonorità come l’elettronica, l’hip hop e il pop (ma anche la musica indiana, le influenze arabe e non solo). A Merate, insieme a Mario Nappi (pianoforte), Federico Pecoraro (basso) e Dario Congedo (batteria), Valdés presenterà un programma inedito che, ne siamo certi, riserverà piacevoli sorprese. Il concerto è realizzato con il sostegno del Govern de les Illes Balears.
Doppio appuntamento anche per l’ultima giornata del festival, domenica 1 marzo: in apertura, presso la residenza sanitaria assistenziale Villa dei Cedri, spazio a Jazz for Kids (ore 16), evento pensato soprattutto per i più piccoli (ma non solo) con protagonisti il sassofonista Raffaele Fiengo, il vibrafonista Gabriele Boggio Ferraris e il batterista Alessandro Rossi. In programma un repertorio all’insegna dell’hot jazz che si ‘affiancherà’ alla proiezione di cartoni animati, rigorosamente in bianco e nero, che risalgono agli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, quando Walt Disney era agli inizi, Betty Boop una provocante e irriverente bellezza mai vista prima e la musica era firmata da grandi artisti come Cab Calloway, la cui Minnie The Moocher sarebbe diventata una canzone cult nella versione dei Blues Brothers.

Per la chiusura della prima edizione di Merate Jazz, all’auditorium Giusi Spezzaferri, va in scena la Panorchestra diretta dal sassofonista e compositore Tino Tracanna, il cui album omonimo è stata premiato poche settimane fa dai critici della rivista Musica Jazz come “Disco dell’anno” per il 2025. Formazione che fa della trasversalità, dell’improvvisazione e della ricerca la sua cifra stilistica, la Panorchestra è un’estensione del collaudato quartetto Double Cut di Tino Tracanna con il sassofonista Massimiliano Milesi, il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Filippo Sala. A questi quattro musicisti si aggiungono Paolo Malacarne alla tromba, Andrea Andreoli al trombone, Gianluca Zanello al sax contralto e Federico Calcagno ai clarinetti, che completano il gruppo condividendone pienamente l’estetica. Una formazione felicemente in bilico tra contemporary mainstream e free jazz.
Tutti gli eventi del festival sono a ingresso libero.
Merate Jazz è promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Merate e organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi con il contributo di Acinque, il sostegno del Govern de les Illes Balears e la media partnership di MerateOnline, Giornale di Merate e Primamerate.it.
Link al programma Merate Jazz 2026
Scheda socio IJazz Associazione Musicamorfosi
