Pubblicato il 08/09/2025
Ancora una volta all’insegna dell’incontro tra arti, culture e linguaggi del contemporaneo la nuova edizione del festival Fabbrica Europa, in programma a Firenze dal 13 settembre al 12 ottobre.
Oltre 130 artisti provenienti da 10 paesi animano 11 spazi – teatri, luoghi del patrimonio storico-artistico, ambienti urbani e scenari non convenzionali – con più di 70 appuntamenti tra spettacoli, concerti, performance, laboratori, incontri, anteprime, prime nazionali e prime assolute. Un programma che intreccia visioni artistiche, generazioni e geografie differenti, restituendo un paesaggio performativo in costante trasformazione.
E musica protagonista con artisti e progetti che disegnano un vero e proprio viaggio nella sperimentazione. Si parte domenica 14 settembre a PARC con “Automatic Popular Music”, l’ultimo album di Nicola Ratti, artista poliedrico, musicista e sound designer attivo da anni in diversi ambiti sperimentali. L’aggettivo “popular” è in questo caso il risultato dell’altro aggettivo, “automatic”, dal momento che è stato affidato alla macchina il compito di generare i pattern melodici e le strutture armoniche dei brani del disco.

Giovedì 18 settembre riflettori puntati sul Museo Marino Marini per “8”, performance in cui il violoncellista Francesco Dillon, noto per la sua carriera con il Quartetto Prometeo, nel triennio 2025-2027 lavorerà con otto giovani talenti dello strumento provenienti dalla Scuola di Musica di Fiesole. Un’immersione suggestiva tra pagine di musica contemporanea aperta a connessioni con altre epoche, tra ricerca, formazione e divulgazione. Sarà sempre il Museo Marino Marini a ospitare, venerdì 19 settembre, “Rotte Mediterranee” con Redi Hasa e Paolo Angeli. Un Mediterraneo espanso si ritrova nell’incontro tra il violoncellista albanese Redi Hasa, compagno di viaggio per tanti anni di Ludovico Einaudi, e il musicista e sperimentatore sardo Paolo Angeli. Due universi sonori che aprono alla meraviglia. La “chitarra sarda preparata” di Angeli, strumento unico al mondo, dialoga con il suono del violoncello di Hasa mostrando nuove possibilità di raccontare l’antico di culture nate tra le sponde del Mediterraneo in chiave contemporanea.

Domenica 21 settembre appuntamento sempre al Museo Marino Marini per la presentazione della musica di “Sleep Technique”, una performance di Dewey Dell nata sull’ispirazione della grotta di Chauvet e dalle sue antiche pitture rupestri, con protagonisti Demetrio Castellucci e Massimo Pupillo. La musica trova una nuova vita in concerto, una discesa dentro le viscere delle particelle sonore, le ritmiche umide ed elettroacustiche, le forme ripetute degli steleotemi, il basso elettrico che graffia le pareti rendendole concave o convesse, una voce lentissima ma in perenne movimento, come lo scavo millenario e continuo dell’acqua.
Grande attesa poi per l’arrivo, venerdì 26 settembre al Museo Marino Marini, di Maria Chiara Argirò con i suoi musicisti e la performer Klaudia Wittman per un dialogo tra movimento e suono, una ricerca di intimità attraverso corpo, spazio e luce. Argirò, figura emergente nella scena jazz ed elettronica del Regno Unito, ha esplorato nuove sonorità nell’album Closer. Un viaggio personale e artistico di auto-esplorazione, fusione di atmosfere oniriche, synth scintillanti e ritmi intensi. Wittmann, danzatrice, coreografa, ricercatrice, cofondatrice del londinese KWAM Collective che riunisce artisti interdisciplinari, è la protagonista del videoclip di Closer. Sabato 27 settembre sarà la volta del compositore, improvvisatore e sassofonista Antonio Raia che con Alone, Not Lonely esplora la solitudine come spazio creativo di libertà e di connessione con se stessi. Conosciuto per la capacità di costruire ampie narrazioni musicali e per la ricerca timbrica ricca di profondità espressive, Raia al Museo Marino Marini alterna improvvisazioni avant-jazz e riletture di classici della tradizione.

Cambio location per Notes on the memory of notes, un viaggio sonoro immersivo nel quale improvvisazione e composizione si stratificano, in programma domenica 28 settembre al PARC. Sul palco il sassofonista Fabrizio Cassol esplora tecniche strumentali provenienti da tradizioni lontane dalle armonie occidentali, portando con sé un linguaggio ricco di influenze e sperimentazioni. Ad affiancarlo Adèle Viret, violoncellista dal suono profondo e sensibile, con un approccio unico e personale allo strumento che intreccia il suo vissuto musicale con le sonorità di mondi lontani; e Lorenzo Bianchi Hoesch, con la sua elettronica fluida e i paesaggi che si distaccano dai limiti tradizionali degli strumenti acustici, lasciando spazio a una continua trasformazione.
Due gli appuntamenti in programma nel mese di ottobre. Sabato 4 ottobre al Museo Marino Marini arrivano Massimo Silverio, Nicolas Remondino e Vieri Cervelli Montel: un trio dal suono immersivo, tra il sacro e il terreno, in cui radici distanti e antiche rivivono in una musica di ricerca tra acustico ed elettrico, esplorata attraverso le loro lingue e tradizioni di origine (carnica, piemontese, sarda). Un percorso di recupero e rielaborazione contemporanea di suoni di un tempo passato, e tramite la cura per il timbro e la destrutturazione dei linguaggi. Domenica 5 ottobre, al Semiottagono delle Murate, tutta l’attesa è per Saverio Lanza e il suo Le voci dei padri. Primo studio sulle ninnenanne nell’ombra, progetto nato dopo l’album MadreLingua con ninnenanne e filastrocche sulla fatica del vivere quotidiano della donna. una sfera intima che parla di un universo maschile inedito, con memorie, gesti notturni, complessità dell’essere uomo oggi.
Link al programma di Fabbrica Europa 2025
Scheda socio I-Jazz Fondazione Fabbrica Europa
