Pubblicato il 22/09/2026
Conto alla rovescia a Cagliari per l’edizione 2026 del festival Forma e Poesia nel Jazz, in programma dall’1 al 4 ottobre. Un’edizione, la ventinovesima, che segna un deciso salto di qualità nella storia del festival: da sempre dedicato in modo esclusivo al jazz italiano, si apre quest’anno anche ad artisti internazionali. Al forte il legame col jazz nazionale, come sempre esplorato sia attraverso alcuni dei suoi esponenti più prestigiosi, che dando spazio a nomi tutti da scoprire e ad artisti del territorio, la selezione artistica, firmata da Nicola Spiga, di Forma e Poesia nel Jazz 2026 si allarga oltre i confini nazionali, con scelte che si collegano saldamente ai valori anche extramusicali che conferiscono una forte identità al festival.
L’idea alla base del festival, infatti, va bel oltre la semplice componente musicale: la manifestazione è un laboratorio culturale, particolarmente attento alle tematiche sociali e ambientali, alla mobilità sostenibile, oltre che all’esplorazione dei nuovi linguaggi, e al senso di comunità, che si crea anche dall’incontro tra generazioni e dando ampio spazio alle nuove leve. Un progetto che quest’anno si riassume nel titolo “Analogico Futuro”, inteso come ricerca di un equilibrio tra la componente tecnologica e quella umana. Anche davanti a set sonori ad alta tecnologia, a venire maggiormente valorizzate sono le relazioni umane, la presenza fisica, le esperienze reali.

In mezzo a numerosi eventi di contorno, risaltano le quattro serate principali, tutte con doppi set, che si terranno al Teatro delle Saline e al Teatro Doglio. L’inaugurazione, giovedì 1 ottobre, esplora il tema della performance in solo. A inizio serata si ascolterà Samih Al Madhoun, giovane musicista di oud di Gaza. Samih, ha dovuto lasciare Gaza a causa della guerra e si è stabilito in Sardegna, portando con sé la musica e la cultura palestinese, unendole ora a nuove esperienze e collaborazioni musicali. La seconda parte della serata sarà con il brasiliano Yamandu Costa: il choro e la samba sono i generi d’elezione per lo strumento che imbraccia, la chitarra a sette corde. Ma la sua formazione, aperta agli influssi provenienti dalle nazioni circostanti, lo ha reso altrettanto ispirato in generi come la bossa nova, la milonga, il tango.
Anche la serata di venerdì 2 ottobre, ancora al Teatro delle Saline, abbina due gruppi in un percorso d’ascolto coerente quanto stimolante. Si inizia con Alsogood, alias del tastierista Francesco Lo Giudice, che fonde jazz, hip-hop ed elettronica, creando una contaminazione contemporanea carica di groove e ricca di improvvisazione. La seconda parte della serata è affidata ai Jazzbois, trio ungherese anch’esso impegnato in una sovrapposizione di elementi jazz e hip-hop che sfociano in un sound energico e in atmosfere ‘cosmiche’.

Sabato 3 ottobre sarà la volta dei Freak Motel con la loro musica contemporanea e originale, dalla vigorosa componente ritmica. Per la band il jazz è un terreno fertile per sperimentare nuove forme, ritmi e possibilità timbriche: e così si aprono le porte a nu jazz, post rock, elettronica e musica contemporanea. Anche il pianista Antonio Faraò, uno dei massimi esponenti del jazz contemporaneo, proporrà musica ad alto voltaggio, con il suo progetto “Eklektik”, che ha segnato indelebilmente il suo percorso artistico. Con questo programma crossover Faraò si è rivolto per la prima volta nella sua carriera a sonorità elettriche, influenzate dal rap e ricche di ingredienti che vanno ben oltre il jazz moderno tradizionale: funk, hip hop, drum and bass.
Domenica 4 ottobre Forma e Poesia nel Jazz si trasferisce al Teatro Doglio. Il primo set è affidato al quartetto degli Angiolini Bros., che rivisitano alcuni standard ma soprattutto propongono un repertorio di brani originali caratterizzati da un sound contemporaneo eppure memore della tradizione. Il secondo set vedrà il ritorno al festival di un campione del jazz italiano, il sassofonista Stefano Di Battista, che con il progetto “La Dolce Vita” reinterpreta in chiave jazz alcuni dei grandi classici della musica e del cinema italiani. Un percorso tra le melodie di Nino Rota, Ennio Morricone, Paolo Conte, Lucio Dalla, Domenico Modugno, Renato Carosone, rivisitate con eleganza, virtuosismo e grande libertà improvvisativa.

Accanto agli eventi principali, Forma e Poesia nel Jazz conferma anche la sua attenzione per il rapporto tra musica, territorio e patrimonio: sono previsti appuntamenti fuori porta, all’alba e al tramonto al Parco di Molentargius-Saline e alla Sella del Diavolo. Immancabile è poi la giornata alla Tomba dei Giganti di Is Concias, nel territorio di Quartucciu, ormai un appuntamento classico di ogni edizione del festival, che anche quest’anno parteciperà inoltre alle Giornate Europee del Patrimonio, con un concerto a Villa Binaghi, e proporrà altri momenti dedicati alla musica, alla cultura e all’incontro.
Tra gli ospiti di questa edizione anche Enrico Merlin, esperto e studioso della figura e dell’opera di Miles Davis, che di recente ha partecipato con materiali del suo archivio alla mostra che si è tenuta a Pordenone “Miles Davis 100 – Listen to This”. Da segnalare poi il ritorno al festival cagliaritano del musicista e collezionista Attilio Berni, tra i massimi esperti di saxofono, strumento cui dedica da oltre trent’anni ricerche storiche e organologiche, affiancando all’attività scientifica quella concertistica e curatoriale. Direttore del Museo del Saxofono di Fiumicino, dal primo al 4 ottobre porterà a Cagliari negli spazi del Search un’esposizione di trenta sassofoni e altrettante fotografie vintage, allestita negli spazi del. L’inaugurazione della mostra sarà l’occasione per presentare il suo libro Il saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale, mentre nei giorni successivi Berni terrà una serie di conferenze-spettacolo ovviamente dedicate allo strumento.
La ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz non si esaurirà con gli appuntamenti di ottobre. A novembre il festival tornerà ancora sul palco con due concerti di particolare rilievo: l’11 quello di Angelo Branduardi seguito, il 20, dal pianista e compositore statunitense Jeff Lorber, vincitore di un Grammy Award.
Il festival Forma e Poesia nel Jazz 2026 è organizzato dalla Cooperativa FPJ con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio), del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Turismo) e della Fondazione di Sardegna.
Link a programma Forma e Poesia nel Jazz 2026
Scheda socio I-Jazz Cooperativa FPJ
