Il diritto d’autore (disciplinato dall’art. 2575-2583 del codice civile), riguarda le “opere di ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, al teatro, alla cinematografia, all’informatica ed al disegno industriale, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”
Sul piano tributario il compenso per lo sfruttamento economico del diritto d’autore è assoggettato a diversa imposizione a seconda che risulti percepito:
1) dall’autore;
2) dall’avente causa a titolo gratuito (ad es. eredi o legatari dell’autore);
3) da soggetti che abbiano acquisito a titolo oneroso l’utilizzazione economica del diritto medesimo.
Nel primo caso (ovvero dall’autore) per la determinazione del diritto imponibile all’importo del compenso si applica una deduzione forfettaria delle spese di produzione pari al 25% (per contribuenti con età superiore a 35 anni), ovvero 40% (per contribuenti con età pari o inferiore a 35 anni) della misura del compenso medesimo.
Nel secondo caso (aventi causa a titolo gratuito), il compenso per l’utilizzazione economica del diritto d’autore rientra nella categoria dei redditi diversi e costituisce reddito imponibile per l’intero importo.
Anche nel terzo caso il compenso per l’utilizzazione economica del diritto d’autore rientra nella categoria dei diritti diversi, ma all’importo lordo del compenso si applica una deduzione forfettaria delle spese di produzione in misura pari al 25% del suo importo (art.71 TUIR).