Luogo di spettacolo

FERRAGOSTO A TIME IN JAZZ - SONIA PEANA - Fanfaraï - Dhafer Youssef QUARTET - GIANLUCA PETRELLA "TIME IS OVER"

La giornata di ferragosto a Time in Jazz si vive per tradizione nella campagna appena fuori Berchidda, tra le chiesette di San Michele e Santa Caterina, con il pranzo tipico all’insegna della tradizione gastronomica locale, preceduto in mattinata (dalle 9) da “Gufo Rosmarino”, un’escursione in campagna per bambini e genitori, con la violinista Sonia Peana, che creerà un racconto itinerante intorno alla chiesetta di San Michele; qui, alle 11, è previsto l’inizio della conferenza dal titolo “Fatto trenta facciamo trentuno: i numeri del jazz”, in cui converseranno sullo stato dell’arte il presidente dell’associazione I-jazz Gianni Pini e Ada Montellanico, cantante e ex presidente di Midj, l’associazione italiana Musicisti di Jazz.

Subito dopo, protagonista ancora la musica, con un’esibizione di Fanfaraï, la scatenata band che in serata sarà protagonista della festa di ferragosto, a cui si uniranno alcuni ospiti a sorpresa.

Trasferimento, quindi, alla vicina chiesetta di Santa Caterina per il consueto pranzo a base di piatti tipici della cucina locale; poi, nel tardo pomeriggio (ore 18), torna lo spazio che Time in Jazz dedica alla musica tradizionale sarda, con l’incontro “Jazz e tradizione popolare tra passato e futuro”, a cura di Fabio Calzia, che vedrà in scena l’organettista Pierpaolo Vacca, noto per le sue interpretazioni classiche e sofisticate, in cui si fondono tradizione e sperimentazione.

Al rientro in paese, riflettori accesi alle 21.30 per l’ultima serata sul palco di Piazza del Popolo, con un primo set che vedrà il gradito ritorno sulla scena di Time in Jazz del tunisino Dhafer Youssef, voce e oud (il liuto arabo), alla guida del suo quartetto con Aaron Parks al piano, Matt Brewer al basso e Justin Faulkner alla batteria, con cui porterà in scena il progetto del suo ultimo album, “Diwan of Beauty and Odd” (del 2016). Cinquant’anni compiuti lo scorso novembre, Dhafer Youssef è stato un pioniere nel riuscire a sganciare l’oud dal suo ruolo più tradizionale, per connetterlo ad altri generi musicali contemporanei, coniugando in modo originale musica araba e jazz, con ulteriori sfumature conferite dall’elettronica. Nel suo cammino artistico ha condiviso esperienze e collaborazioni con artisti di vari ambiti e provenienze musicali, come Markus Stockhausen, Paolo Fresu, Nguyen Lê, Nils Petter Molvaer, Bugge Wesseltoft, Eivind Aarset, Zakir Hussain, Tigran Hamasyan, Ballake Sissoko, tra gli altri, comprese due “leggende” del jazz come Herbie Hancock e Wayne Shorter in occasione dell’International Jazz Day del 2015. Nel 2017 è stato insignito del prestigioso Dutch Edisson Award.

Poi, tolte poltroncine e transenne dalla piazza, e aperte le porte al pubblico con ingresso gratuito, via alla consueta festa di Ferragosto che, come anticipato, quest’anno si affida alla coinvolgente miscela di suoni e ritmi di Fanfaraï, big band multietnica in cui si mescolano raï, chaabi, musica gnawa, gli ottoni jazz, afro-cubani o tzigani: sul palco, a menare le danze, Samir Inal alla darbuka, percussioni e voce, Patrick Touvet e Guillaume Rouillard alle trombe, Abdelkader Taballe percussioni tradizionali e alla voce, Hervé Le Bouche alla batteria, Antoine Giraud alla tuba, Didier Combrouze al basso e chitarra, Olivier Combrouze ai sassofoni, Bouabdellah Khelifi al violino, percussioni e voce, Emmanuel Le Houezec al sax alto e flauto, Mehdi Chaib al sax soprano e kerkabou, con la partecipazione di ospiti a sorpresa.

Al termine, la festa continua nell’attigua piazzetta con il consueto spazio dopofestival di “Time is over “ affidato a Gianluca Petrella in un ultimo e speciale evento che prevede la presenza anche di Paolo Fresu e altri guest.